Pizzo Gallina (3061 m): ascesa ticinese e discesa vallesana (via Mittaghorn, 3015 m)


Publiziert von tapio , 25. September 2011 um 08:04.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:15 September 2011
Hochtouren Schwierigkeit: WS
Klettern Schwierigkeit: II (UIAA-Skala)
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   CH-VS   Gruppo Pizzo Gallina   Gruppo Grieshorn 
Zeitbedarf: 5:30
Aufstieg: 700 m
Abstieg: 700 m
Strecke:Nufenenpass (2478 m) – Chilchhorn cresta N (2725 m) – sella sotto il contrafforte S (2836 m) del P.Gallina – canalone di sinistra della parete SSE – Pizzo Gallina (3061 m) – cresta W - Mittaglücke (2960 m) – Mittaghorn (3015 m) – cresta S del Mittaghorn – pianoro a q. 2878 – Chilchweng (2761 m) – Chilchhorn, cima N (2789 m) – Chilchhorn, cima S (2784 m) – Nufenenpass (2478 m)
Zufahrt zum Ausgangspunkt:N 2, uscita Airolo. Proseguire sulla strada della Val Bedretto fino al confine cantonale, posizionato proprio sul Passo della Novena. Ampi parcheggi.
Kartennummer:CNS 265 T Nufenenpass

Nel corso degli anni ci sono voluti quattro tentativi per arrivare, oggi, sulla cima del Pizzo Gallina. Le prime tre volte a vuoto, principalmente per condizioni meteo non ottimali e conseguente influenza sull’aspetto mentale e successiva inclinazione all’abbandono, sono comunque servite a scegliere la migliore via, almeno per me, nella salita odierna.

Ha ragione ivanbutti, quando dice che le condizioni meteo (giornata uggiosa vs. giornata limpidissima) “condizionano poi nel subconscio la percezione della difficoltà di quel che si fa”.

Infatti le prime due volte, con salita da E dalla Gonerlilücke mi sono fermato alla “sella nevosa” (Brenna) appena sotto il passaggio chiave (la seconda volta sono poi sceso dal canalone a S sottostante, mentre la prima ero invece tornato alla Cap. Gonerli – allora c’era ancora, almeno parzialmente!) ed entrambe le volte, nonostante previsioni meteo più che accettabili, il cielo era plumbeo ed il vento soffiava impetuoso.

Il terzo tentativo, sempre supportato da previsioni meteo molto buone, si era invece interrotto a pochi metri dalla cima del Mittaghorn (quindi sulla cresta W del P. Gallina), sempre per nebbia persistente, vento gelido e visibilità nulla. Chi se la sentiva di proseguire in  quelle condizioni?

Oggi invece già da Ossasco si capiva che le condizioni per tentare il Gallina c’erano tutte: le vette del Pesciora e del Rotondo risplendevano sfolgoranti in tutta la loro bellezza.

Infatti arrivo al Passo della Nufenen alle 8.00 ed il Pizzo Gallina emette tutta la sua forza d’attrazione senza nemmeno la parvenza di una nuvoletta. Salgo sul sentiero che porta verso il Chilchhorn, tralascio entrambe le sue cime, visto che ubi major, minor cessat, e mi dirigo verso il contrafforte S del Pizzo Gallina quotato 2836 m. Qui ho in animo di salire da uno dei due canaloni, e senza alambiccare molto, scelgo quello di destra, più corto, ma con una certa rimanenza di cresta E (una volta, per l’appunto, sulla cresta). L’altro canalone è più lungo e forse anche più ripido, ma porta direttamente in cima, senza creste restanti.

Certo non semplice (il Brenna consiglia di salirlo quando è ancora innevato), ma nemmeno troppo complicato. Arrivato sulla cresta sono già praticamente all’anticima, rimane solo l’ultimo tratto che descrivo qui con le parole del maestro: “ci si abbassa da qui ad un’altra sella e, su pietraie, si va in breve alla vetta”. Sì, sono in cima al Pizzo Gallina e sono solo le 10.20!

Escludo la possibilità di rifocillarmi, non sono certo abituato a mangiare dopo solo due ore e venti dalla partenza. Mi godo un po’ il panorama e poi risolvo di tentare la discesa dalla cresta W, includendo così nell’anello anche il Mittaghorn.

La cresta va percorsa con attenzione, ma anche qui non vi sono passaggi troppo complicati, se si esclude l’aggiramento di una torre nei pressi della Mittaglücke (il Brenna taglia corto e dice di passare a S – dopo averla fatta direi che la torre va sì aggirata a S, ma abbassandosi il meno possibile, visto che più in basso i pietroni lasciano il posto a del terriccio franoso pericoloso). La torre in questione è quella appena oltre la Mittaglücke, provenendo dal Pizzo Gallina e, per quanto visto, è il punto più complicato della giornata (ancorché non insormontabile). Da qua proseguo sempre in cresta spostandomi dove necessario sul versante N ed in breve eccomi sulla cima del Mittaghorn (3015 m). Doppia soddisfazione!

Anche qui non mi trattengo a lungo, giusto il tempo di rimanere estasiati dal panorama e di fare alcune foto, perché rimane la cresta S, che il Brenna definisce “a blocchi”. Dipende sempre dalla dimensione dei blocchi, aggiungerei io, comunque il tutto si rivela abbastanza semplice e presto mi ritrovo alla sella (a circa 2950 m) da cui sarebbe possibile, anche se complesso, scendere verso il ghiacciaio sottostante. Invece proseguo per il filo di cresta, aggiro alcune lame ed appena la roccia lo consente scavalco la cresta e mi dirigo verso il pianoro quotato 2878 da cui si dipartono due canali, uno verso E e l’altro verso S. Scendo ad E in direzione del ghiacciaio (ATTENZIONE: la cresta appena percorsa e, soprattutto, la parte alta del ghiacciaio fanno cadere con impressionante regolarità pietre e macigni sulla sua parte centrale ed inferiore, per cui conviene scendere rimanendo a destra presso le rocce, anziché portarsi in mezzo al canale, dove rovina il materiale di deiezione) e ben presto e senza difficoltà (a parte alcuni brevi tratti franosi) raggiungo la parte terminale del ghiacciaio, dove non si rischia più di ricevere qualche sasso in testa.

Qualche divertente passaggio sul ghiaccio e su pietraia e presto raggiungo l’omone ultradimensionato (almeno 2 m di altezza) del Chilchweng, dove faccio pranzo con un paesaggio da favola: dietro di me il Mittaghorn ed il Pizzo Gallina, davanti il Ghiacciaio del Gries e tutto il gruppo del Blinnenhorn, senza una nuvola!

Per chiudere in bellezza una giornata da incorniciare, dal comodo sentiero che passa a fianco del Chilchhorn, salgo su entrambe le sue vette, sia la N (2789 m), insignificante (anche se più alta), che la S (2784 m) a picco sul passo della Nufenen, passando tra due “lame” (l’aggiramento a S l’ho fatto in passato e non è molto raccomandabile in quanto ci sono alcuni passi da fare in zona franosa e senza appigli con decine di metri di “volo” appena sotto). Da qui in 20 minuti sono al Passo (e all’auto), dove naturalmente rinfresco i piedi nel laghetto della Novena.

Conclusione: non sempre ciò che risulta ostico è anche off limits. Imparare a conoscere bene la zona, aiuta! E una meteo cristallina, ancora di più!
 

Tempi:       Nufenenpass – Pizzo Gallina:               2 ore e 20’

                     Pizzo Gallina – Mittaghorn:                  1 ora

                     Mittaghorn – Chilchweng:                     1 ora e 10’

                     Chilchweng – Chilchhorn (cima S): 40’

                     Chilchhorn – Nufenenpass:                  20’


Tourengänger: tapio

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Kommentare (4)


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Pippo76 hat gesagt:
Gesendet am 25. September 2011 um 11:58
Che giornata!!! Il premio per la tua perseveranza.

Ciao
Giancarlo

tapio hat gesagt: RE:
Gesendet am 25. September 2011 um 13:47
Grazie Giancarlo!
Sì, dev'essere stato qualcosa di simile... ormai il Gallina era diventato un miraggio!
Ciao
Fabio

ivanbutti hat gesagt: Chapeau
Gesendet am 25. September 2011 um 21:36
Per la bravura e la tenacia dimostrata. Anche io ci avevo provato una volta e mi ero fermato al pasaggio poco dopo la Gonerlilucke, così avevo optato per il Pizzo Nero come seconda scelta. Dalla descrizione che fai mi sembra che il Pizzo Rotondo sia molto più tosto ( lunghezza a parte ).

Ciao, Ivan

tapio hat gesagt: RE:Chapeau
Gesendet am 25. September 2011 um 21:54
Grazie Ivan, sei molto gentile!
In effetti il passaggio sulla cresta E del P.Gallina ("presso la sella nevosa") è davvero un osso duro, per questo motivo ho provato un'altra via.
Comunque, lunghezza a parte, il Rotondo a mio giudizio è davvero più duro! I passaggi complessi sono molti di più. Però magari esistono anche altre vie meno complicate (anche se io ho seguito la via che il Brenna giudica come più semplice e sicura)...
Ciao, Fabio


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