una "piccola" gita...un "grande" panorama...il Monte Padrio


Publiziert von ugo , 16. September 2011 um 18:33.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum: 9 September 2011
Wandern Schwierigkeit: T1 - Wandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 1:30
Aufstieg: 500 m
Abstieg: 500 m
Strecke:Chiesa di Trivigno - Monte Padrio
Zufahrt zum Ausgangspunkt:dalla statale dello Stelvio deviazione aTresenda per Aprica dopo il passo a sx per Pian Gembro e Trivigno
Unterkunftmöglichkeiten:Alberghi ad Aprica - 1 albergo a Trivigno

 

9 settembre 2011 - Lorenza e Ugo


 

Se amate le ascensioni poco impegnative, ma molto remunerative dal punto di vista panoramico e naturalistico, la salita al monte Padrio (dal latino "patrius", terreno ereditato dal padre) fa decisamente per voi. Con un’ora ed un quarto o poco più di cammino, infatti, si può guadagnare una delle cime più panoramiche di Valtellina, posta, com’è, in posizione felice e strategica, sul lungo crinale che separa l’alta Valtellina, nel tratto Tirano-Grosio, dall’alta Valcamonica.

La via più semplice per salire a Trivigno passa per l’Aprica. Stacchiamoci, dunque, dalla ss. 38 dello Stelvio sulla destra (se proveniamo da Sondrio) all’altezza di Tresenda, imboccando la ss. 39 del passo dell’Aprica e percorrendola per 12 km, fino all’Aprica.
Qui, attraversato interamente il paese e superato il passo, scendiamo per un paio di chilometri verso Còrteno Golgi, fino a trovare, sulla sinistra, lo svincolo segnalato per Trivigno. Si tratta di una strada larga e comoda, lunga una decina di chilometri, che, per il suo andamento regolare e senza pendenze severe, può essere raccomandata anche a chi ama i percorsi di mountain-bike di livello medio-facile. Nel primo tratto, in territorio di Corteno Golgi, la strada guadagna quota rimanendo sul versante che guarda alla piana dell’Aprica, poi, dopo un tornante sinistrorso, entra nel cuore di una suggestiva pineta, in un ambiente di grande fascino.
Usciti dalla pineta, passiamo a lato della bellissima conca del Pian di Gembro (in territorio di Villa di Tirano), che, per il suo valore naturalistico, è tutelata come riserva naturale.

La strada riprende a salire, assumendo la direzione nord-est. Dopo un ultimo tratto, nel quale il panorama è nascosto dal bosco che la circonda, sbuchiamo sul limite sud-occidentale dell’ampia conca di Trivigno, che ci colpisce per la sua bellezza, luminosità ed apertura. Sul fondo, alle spalle del gruppo centrale di case, ancora lontano, si distinguono il grande ripetitore del Dos della Croce e, più lontana, spostata sulla destra, la poco pronunciata cime del monte Padrio, meta dell’escursione. Superato un ponticello ed ignorata, sulla sinistra, la deviazione della strada che scende a Tirano (Trivigno è in territorio del comune di Tirano), raggiungiamo, dopo un’ampia curva a destra, il nucleo centrale di Trivigno, dove si trova la chiesetta di S. Gaetano, costruita nel 1701.
Sul lato opposto della strada, rispetto alla chiesetta, presso un gruppo di case, troviamo un cartello che indica la partenza del largo sentiero per il monte Padrio (ad un’ora e 35 minuti). Dopo un brevissimo tratto su un largo sentiero (ci guidano i segnavia bianco-rossi), intercettiamo una stradina asfaltata, ed in breve incontriamo un bivio segnalato.
Prendiamo a destra, seguendo una splendida pista che descrive un ampio semicerchio in uno scenario che alterna tratti in pineta ad incantevoli radure. Si tratta di una zona caratterizzata da piccoli rilievi collinari, detti Motti del Laghetto. Una di queste radure, più ampia, ci permette di riconoscere, alle nostre spalle, la poco pronunciata cima del Dos della Croce, dove ritroviamo il ripetitore televisivo: la pista che abbiamo seguito la aggira, passando a nord. Nel tratto successivo, nel quale gli alberi si fanno sempre più radi, ci allontaniamo dal ripetitore per avvicinarci al filo del lungo dosso che si conclude alla cima del monte Padrio, che ora vediamo, ancora un po’ lontano, di fronte a noi, leggermente spostato sulla destra.
Dopo un breve tratto in salita, raggiungiamo il filo del dosso. La pendenza si fa assai più modesta, ed inizia l’ultimo riposante tratto della salita, che apre squarci panoramici sempre più ampi e suggestivi. Non possiamo sbagliare: lasciata sulla sinistra l’arrotondata cima secondaria del monte della Colma (m. 2144), puntiamo facilmente alla nostra meta, riconoscibile anche per la centralina di rilevamento dell’inquinamento atmosferico che, insieme con una modesta croce, la presidia. Alla fine, superato un modesto avvallamento, raggiungiamo i 2154 metri della cima erbosa del monte Padrio, dopo circa un’ora ed un quarto di cammino, necessaria per superare 454 metri di dislivello.
Se la giornata è limpida, abbiamo di che lustrarci gli occhi. Guardando verso sud-ovest, possiamo godere di un ottimo scorcio sulla catena orobica, che propone, in primo piano, i monti Palabione (m. 2358) e Pasò (m. 2575), sopra l’Aprica, un po’ più lontani il monte Torena (m. 2911) ed il pizzo del Diavolo (m. 2926) e, in fondo, a chiudere la catena, il monte Legnone (m. 2610). Se la giornata è davvero limpida, guardando verso ovest potremo scorgere il caratteristico profilo affilato del Cervino ed il gruppo del Gran Paradiso.
Spostiamoci, ora, con lo sguardo verso destra, cioè da ovest, gradualmente, a nord ovest, incontrando le cime del versante retico della media Valtellina. La prima cima che incontriamo è quella della cima del Desenigo (m. 2845), seguita dall’inconfondibile coppia dei Corni Bruciati (m. 3114 e 3097) e dalla modesta ma pronunciata punta del pizzo Bello (m. 2748). Nel gruppo di cime seguente emerge la vetta di Rhon (m. 3136), alla cui destra sfilano le cime del fianco occidentale della Val Fontana, fra cui spicca il pizzo Scalino (m. 3323).
Ancora più a destra, riconosciamo un suggestivo spaccato del gruppo del Bernina. La prima cima, sulla sinistra, ha l’inconfondibile profilo di un elegante pennacchio, ed è il pizzo Roseg (da “rösa” o “rosa”, massa di ghiaccio, m. 3937). Alla sua destra cerchiamo invano i pizzi Scerscen e Bernina: sono nascosti dalla coppia dei pizzi Argient (m. 3945) e Zupò (m. 3995). Quest’ultimo si prende, da qui, una modesta rivincita sul vicino colosso del pizzo Bernina (m. 4049): per soli 5 metri, infatti, non può godere della palma del più orientale dei quattromila della catena alpina. Più isolati, chiudono il gruppo del Bernina, a destra, i pizzi Palù (m. 3905) e Varuna (m. 3453).
Guardiamo, ora, a nord, a destra del solco della Val Poschiavina: si impone il monte Masuccio, che sovrasta Tirano (m. 2816), alla cui destra si apre il solco della val Saiento. Verso nord-est si distinguono alcune delle cime della Val Grosina, sovrastate dalla cima de’ Piazzi (3439). Alla sua sinistra, è ben visibile la depressione del passo di Verva, che congiunge la Val Grosina con la val Verva. Guardiamo ad est, infine: superba è la visuale sul gruppo Baitone – Adamello.

 

Descrizione tratta dal sito : www.paesidivaltellina.it

PS: questa e' anche una bellissima gita da fare con le ciaspole....da dicembre a marzo/aprile


Tourengänger: ugo

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Kommentare (7)


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gbal hat gesagt:
Gesendet am 17. September 2011 um 16:14
Una bella relazione scritta con dovizia di particolari ed in stile "giuda turistica" che ci aiuta a visitare almeno virtualmente la zona.
Ciao
Giulio

ugo hat gesagt: RE:
Gesendet am 17. September 2011 um 16:32
ti ringrazio ma il testo l'ho ripreso dal sito www.paesidivaltellina.it.....le foto sono farina del mio sacco....ciao

gbal hat gesagt: RE:
Gesendet am 17. September 2011 um 20:03
Beh, viva l'onestà. Comunque questo non toglie nulla a quanto ho detto sopra.
Ciao
Giulio

Amedeo hat gesagt:
Gesendet am 19. September 2011 um 10:30
Bella gita e belle foto........come sempre!
Ciao
Amedeo

ugo hat gesagt: RE:
Gesendet am 19. September 2011 um 18:17
E' un bellissimo giro da fare con le ciaspole......lo faremo insieme.....

Alberto hat gesagt: posti a me conosciuti
Gesendet am 22. September 2011 um 17:53
complimenti per la scelta "tranquilla",comunque questa zona per chi ha interessi inerenti alla prima guerra mondiale,vi sono numerosi percorsi,uno di quelli è il monte Varadega,dove si possono notare numerose trincee e caverne militari. Ciao

ugo hat gesagt: RE:posti a me conosciuti
Gesendet am 22. September 2011 um 23:21
Grazie per il suggerimento.....per una prossima gita.....


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