Sunnigtäler Hohenweg


Publiziert von paoloski Pro , 29. August 2011 um 23:52.

Region: Welt » Schweiz » Uri
Tour Datum:28 August 2011
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-UR 
Zeitbedarf: 7:30
Aufstieg: 1100 m
Abstieg: 1100 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A2, tunnel del San Gottardo, uscita di Erstfeld, girare a sinistra, poi ancora a sinistra, procedere per circa 500 metri, in prossimità dell'inizio della Bockstrasse (cartellino segnaletico blu), si trova la stazione di partenza della funivia.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita ad anello.
Unterkunftmöglichkeiten:In prossimità si trova la Kroentenhuette.
Kartennummer:Urner Wander und Bikekarte Blatt Maderanertal

E' quasi un mese che non vado in canton Uri! Urge porre rimedio: in quota ha già nevicato, perciò escludo il Chli Windgaellen ed anche l'Hoch Geissberg che non è molto alto ma la cui salita è interamente sul versante Nord.
Una rapida scorsa al magnifico sito www.top-of-uri.ch mi permette di (ri)scoprire qualcosa di cui avevo letto diverso tempo fa: la Sunnigtaeler Hohenweg, un alta via che corre al disopra del limite del bosco sul lato soleggiato della Erstfelder Tal fino ad arrivare al cospetto dei ghiacciai che scendono dal Gross Spannort e dal Kroenten.
Usciamo ad Erstfeld, giriamo a sinistra passando sopra l'autostrada , allo stop giriamo ancora a sinistra e cerchiamo invano la stazione di partenza della funivia che dovrebbe trovarsi a meno di 500 metri sulla destra, arriviamo fino a Niderhofen ma non vediamo nè stazione, nè cavi, nè parcheggio. Torniamo indietro consultando la cartina 1:25000 ed eccola: una minuscola costruzione marrone da cui partono degli esili cavi verso l'alto, accanto vi è un accampamento di Jenish e un paio di macchine parcheggiate.
C'è una famigliola che sta partendo, gentilissimi, come normalmente sono gli urani, si offrono di avvertire l'addetto della nostra presenza in modo da poter salire con la prossima. Nel frattempo arrivano altre persone che, un po' stupiti di vedere un'auto con targa italiana, ci chiedono dove siamo diretti e ci confermano della bontà della nostra scelta.
Prendiamo, un po' a fatica, posto sul carrello, cabina forse è eccessivo, un cartellino indica 3 persone o 250 Kg di merce, forse siamo fuori di una ventina di Kg ma ...tant'è. E' una tipica funivia urana: spartana e, come dicono loro,  "fur starke Nerven".
All'arrivo siamo accolti da un'arzilla e simpaticissima anziana signora: è lei l'addetta alla funivia, paghiamo la corsa e ci vengono consenati dei talloncini gialli con la scritta Retour, li riconsegneremo più tardi quando scenderemo.
Il nostro sentiero inizia a pochi metri dall'arrivo della funivia, si sale ripidamente per un prato per poi entrare in un bel bosco misto, in breve siamo a Rueteli dove ci rinfreschiamo ad una fontana, proseguiamo ancora salendo nel bosco e quando ne usciamo rimaniamo senza fiato: siamo a Bogli, un alpeggio caricato con vacche e vitelli posto in una posizione fantastica, il panorama è bellissimo: a Sud il Ruchaelplistock, lo Jakobiger, il Ruchen, il Maentliser e naturalmente il Kroenten ma è la testata della valle che riserva lo spettacolo migliore con il Gross Spannort sovrastante il Glatt Firn.
Dopo una sosta riprendiamo il cammino, il sentiero è segnalato in bianco - rosso ed ora corre orizzontalmente lungo la Vorderen Band fino all'alpeggio di Matt,  un gruppo di alpigiani ci indica la prosecuzione del sentiero che da qui è segnalato in bianco - blu. In realtà di difficoltà non ce ne sono, almeno con il tempo asciutto: si procede con qualche saliscendi lungo l'Hinteren Band, il sentiero è stretto ed esposto ma ben segnato , gli unici punti "ostici" si trovano in prossimità dell'attraversamento di alcune fascie rocciose, qui si è costretti a procedere lentamente al di sotto di balme sporgenti in parte soggette ad uno stillicidio d'acqua.
A Gruen Biel incontriamo un simpatico gregge di pecore che ci accompagna fino ad Hoch Biel dove si fermano. Qui il sentiero inizia a scendere, incontriamo alcune capre nei pressi di Bi den roten Steinen, poco oltre il sentiero volge a sinistra e si abbassa ripidamente sul ghiaione sottostante, quando lo raggiungiamo abbiamo una  sorpresa: sotto la ghiaia c'è il ghiaccio, seguiamo le indicazioni bianco - blu a forma di piramide ed aggiriamo una grotta glaciale, superiamo il  ponticello sul Sunnig Grundbach e quindi quello sullo Schattig Grundbach.
Ormai sono le 13, decidiamo di fare qui la sosta pranzo: il posto è ideale: verde, acqua vicino, panorama superbo da ogni parte. Dopo la consueta pennichella postprandiale facciamo due passi senza zaino per andare a vedere più da vicino le cascate che scendono dal ghiacciaio.
Riprendiamo il sentiero, ora non ci resta che scendere (in realtà ci attende anche qualche tratto di salita): la strada per Wilerli e la funivia è decisamente lunga.  Passiamo il bivio per la Kroentenhuette (sarà per un'altra volta) e proseguiamo fino al ponticello che precede Schattig Boden (Alp Chueplangg), la Kaeserei offre anche bevande ma non ci fermiamo (anche se una birretta...), da qui ci volgiamo indietro per un ultimo sguardo all'imponente cascata alimentata dal Fulensee la cui vista ci ha accompagnato fin dal mattino. Attraversiamo un ponte a quota 1263 e ci troviamo sulla sinistra idrografica del torrente, il sentiero corre a picco sullo strapiombo e vi sono dei cavi ed un precario parapetto di protezione, a Sulzwald ci manteniamo sulla sinistra idrografica e proseguiamo sul sentiero che riprende a salire fino ad Oberberg, poi, con qualche saliscendi, arriviamo a Rueteli da dove il sentiero, dopo essere passato nei pressi di un incredibile "percorso avventura", scende dolcemente nel bosco fino ad incontrare una strada sterrata che, in leggera salita, ci porta fino all'incrocio con il tratto asfaltato che termina a Wilerli.
La custode esce di casa non appena arriviamo, le riconsegnamo i talloncini gialli, e, dopo qualche saluto e ringraziamento, ci fa scendere verso valle.

Partecipanti: io, Monica, Roberta ed Alberto.

Una gran gita, con panorami mozzafiato ma da compiersi solo con tempo asciutto, a detta di un urano incontrato alla partenza il periodo migliore è la fine di giugno, quando la fioritura è al suo apice.
Oltre alla bellezza dei luoghi il canton Uri si conferma come un luogo abitato da gente di una simpatia ed una cordialità esemplari: i migliori "promoter" per il turismo cantonale sono senz'altro i suoi abitanti.

Tourengänger: paoloski

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