Cornone di Blumone...finalmente!


Publiziert von Amadeus , 17. August 2011 um 15:46.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:14 August 2011
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Hochtouren Schwierigkeit: WS
Klettern Schwierigkeit: II (UIAA-Skala)
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 7:00
Aufstieg: 1050 m
Abstieg: 1050 m
Strecke:Malga Cadino-rif T.Sechi-Cornone di Blumone
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Buono da Malga Cadino stada passo Croce Domini
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Salita alquanto difficoltosa, 2°, dalla via "Normale" NW; parete SUD, via "Maffei", 4° e 5° grado(consultare www.camptocamp.org); dalla cresta dell'anticima 3° grado.
Unterkunftmöglichkeiten:Rif. Tita Sechi
Kartennummer:Kompass 103


Alle 11,10 del 14.8.2011 i forti escursionisti italo-altoatesini hanno piegato la cima così difficile a quota 2843 metri.......SCHERZO nell'introduzione, cmq finalmente al terzo tentativo siamo riusciti nell'impresa, devo dire rischiando anche questa volta perchè sabato, quando siamo attivati a Malga Cadino, il tempo era "bruttino".
Siamo comunque andati, alle 13, per la bella valle di Cadino, era la prima volta da questa via, subito si presenta a dx in lontananza un monte "spurio" per la zona, Corna Bianca di 2120 metri monte bellissimo che svetta bianco ed immacolato composto da marmo.
Questo ha lasciato molto stupita Irene, che ha voluto portare con se il ricordo di una pietra ed un pò di sabbia del sentiero, che stavamo percorrendo.
Dopo avere fatto i complimenti ad un bellissimo cane di nome "BEA", accessoriato di zainetto, proseguiamo spediti per il sentiero 19 ed alle 15 arriviamo al lago della Vacca e con un balzo entriamo nel rifugio, accolti dalla sorridente rifugista sig.ra Alda che guardandoci avrà pensato : ancora questi.
Preso posto letto e scaricati gli zaini, abbiamo effettuato il periplo del lago, lo scenario è imponente siamo veramente in una località dove nell'era glaciale lo scioglimento ha lasciato segni evidenti, siamo praticamente circondati da sfasciumi di ogni dimensione, materiale impiegato ora dal rifugista per pavimentare i sentieri di accesso e permettere il trasporto della derrate alimentari; per ora tutto a ..."spalla".
Siamo tornati al rifugio verso le 17, ed abbiamo trovato l'allegra compagnia degli amici dei due guardiani della diga, bè abbiamo assistito ad una epica trasposizione del coro della SAT della domenica scorsa, fra fiumi di aperol + bianco e cori più o meno spinti, si sono fatte le 19, tutti a pappa!
Con uno sguardo preoccupato ho cercato il Cornone e l'ho visto abbastanza "pulito" prima che la luce calasse ed avanzasse il buio.  
Alle 7 eravamo già svegli, assieme agli altri 20 ospiti, abbiamo fatto colazione e preparato un solo zaino, guardiamo dalla finestra il tempo : splendido; bene Iri, oggi o mai più.
Alle 8 e 30 si parte, iniziamo a risalire il mitico sentiero 1 quello che porta all'Adamello, per intenderci, davanti a noi già 8 persone stanno salendo, chi andrà sul Cornone ? Bè lo vedremo quando saremo al passo Blumone a 2637 metri, chi gira a dx và per il Cornone.
Arriviamo al passo e mentre siamo lì a rimirare l'orizzonte ecco che arrivano due giovani notati al rifugio, olandesi dal parlare, hanno in mano un martello strano, Irene gli chiede in tedesco cosa è, scopriamo che sono due geologi di una società Svizzera che devono fare delle campionature e sono diretti al bivacco Mattia sù a Nord.
Ci raggiungono anche una coppia di escursionisti, Francesco e Barbara di Vicenza, che faranno con noi la salita, per cui iniziamo a salire la prima cresta, sappiamo che dobbiamo salire e poi girare a dx per la cima, ma una volta arrivati sulla cresta giriamo giustamente a dx(capiremo dopo che dovremmo scendere di 50-100 metri e trovare i segni, alquanto sbiaditi) ed iniziamo a salire il traverso con sulla dx la cresta dell'anticima, dopo 40 minuti arriviamo su una selletta spettacolarmente esposta, di fronte una nuova cresta che si inerpica e più su "lui" che ci aspetta con le prime nubi.....la cresta anche a detta di Francesco presenta difficoltà di 3 grado.
Ci quardiamo attorno smarriti, Irene provvede a spingersi su un minuscolo sentiero che guarda a sud con magnifico strapiombo, fino a girare il fianco della montagna per vedere se esistono possibilità....che ansia ragazzi.
Anche lei torna smarrita, dietro lo spigolo non si passa; non sappiamo che fare, finchè non noto più in basso una lingua di neve con tracce che si dirigono verso il fianco owest e spariscono, ma è giù di almeno 200 metri; capiamo che quella è la strada.
Scendiamo per questi eterni sfasciumi che ci perseguitano e caliamo di quota, affrontiamo il traverso con la traccia su neve e la superiamo, giriamo il fianco e siamo sotto un canalone di 200 metri di 2 grado, bene questa è la via, si và su con i piedi e le mani aiutandosi su sporgenze e su pericolosi strapiombi, alle 11 e 10 siamo finalmente sù, tutti e quattro.  

Tourengänger: Amadeus

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Kommentare (4)


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andrea62 hat gesagt:
Gesendet am 18. August 2011 um 12:10
La pensavo più semplice, sicuramente senza passi di II esposti. Grazie della descrizione. Ciao

Amadeus hat gesagt: RE:
Gesendet am 18. August 2011 um 14:04
Ciao Andrea62, considera se vuoi le due foto di me che "arrampico", anche a sentire Francesco, che se ne intende essendo stato con guida sull'Ortles, sono da considerare II, cmq si va bene con le mani, basta fare attenzione e non panicare !

gbal hat gesagt:
Gesendet am 19. August 2011 um 14:17
Allora è confermato: chi la dura la vince!
Un bravo ad entrambi ma in particolare a Irene....guida ed esploratrice della mini spedizione.
Ciao
Giulio

Amadeus hat gesagt: RE:
Gesendet am 19. August 2011 um 14:30
Gracias, si stiamo alzando il tiro, anche se Irene si lamenta un pò.....


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