Sodadura (parete W), Cima di Piazzo, Aralalta, Baciamorti


Publiziert von Sky , 4. Juni 2011 um 08:37.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum: 2 Juni 2011
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Hochtouren Schwierigkeit: L
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 

Premessa :

Da bambino ho imparato a sciare ad Artavaggio.. La forma del Sodadura allora mi affascinò.. regolare come una figura geometrica, ricorda quella di una piramide egizia..

 

2 giugno, festa nazionale in Italia. Le previsioni non sono un granché, ma, nel lecchese, danno pioggia attorno alle 16. Decido quindi di provare una cosa veloce, che mi permetta, nel caso di maltempo, di tornare indietro in mattinata. La salita al Sodadura è qualcosa che mi è rimasta lì da sempre.. ma volevo fare qualcosa di diverso dal solito.. non la classica cresta, ma la parete W.. quella che vedi non appena arrivi ad Artavaggio.. con le caratteristiche bande che si notano ancor di più quando la cima è imbiancata.

Parto presto, tanto Moggio è vicinissimo a Milano, sono lì alle 6.20. Prendo un comodo sentiero per arrivare ai Piani di Artavaggio, non voglio sprecare energie. Mi dirigo quindi alla base del Sodadura, e di lì punto diretto alla cima, lungo la linea di massima pendenza, aiutandomi con la picozza. Fiancheggio una colata di sfasciumi, rimanendo sull’erba. Raggiungo le “bande”, che sono delle rocce a strati.. Passo in corrispondenza di un intaglio in queste rocce e, in breve, raggiungo la vetta. Sono contento.. mi sono divertito ! Il tempo nel frattempo continua ad essere bello.. o quasi.. ed allora decido che posso provare il progetto che avevo in mente da qualche settimana.. Sodadura – Cima di Piazzo – Aralalta – Baciamorti. Dovrei farcela prima che si metta a fare brutto.. e nel caso punto diretto alla base.

La mia idea originale prevedeva una sequenza diversa (prima Cima di Piazzo e poi Sodadura, con discesa lungo la cresta E), ma visto che volevo privilegiare la possibilità di fare la salita al Sodadura, ho messo quella per prima. Dalla cima del Sodadura scendo quindi per la cresta NW verso la cima di Piazzo. Seguo la cresta  della Cima di Piazzo per un tratto, poi salgo diretto per il pendio erboso. Dalla cima se ne vede un’altra, più avanti, la Cornella. Provo ad andare a vedere se è raggiungibile (nel caso fosse impraticabile il giro fino al Baciamorti, potrebbe essere un’alternativa..), ma, come pensavo, la cosa non è fattibile. Mi abbasso, quindi, e punto indietro. Transito dal Rifugio Nicola, dalla caratteristica forma geometrica del tetto argentato. L’idea è di passare in orizzontale, sotto la parete W del Sodadura e raggiungere l’omonimo passo, ma non faccio i conti con un canale che scende dalla montagna che non riesco ad attraversare e che mi costringe a scendere 100 m più in basso lungo un pendio erboso per poterlo superare. Da lì finalmente, risalendo in diagonale, riesco a raggiungere il passo di Sodadura (e mi accorgo che, se fossi passato dall’altra parte, dal versante NE, avrei incontrato un comodissimo sentiero, che mi avrebbe evitato tutta quella fatica, ma, a ripensarci, meglio così, ho fatto un altro po’ di allenamento fuori sentiero..) e posso proseguire per la cresta verso l’accoppiata Aralalta-Baciamorti. Il tempo nel frattempo è peggiorato, come mi aspettavo, ma le nubi, per quanto ricoprano tutto il cielo, sembrano alte e non minacciose, per il momento. La strada è ancora lunga. Qui incontro un po’ di gente. Passo da un paio di bocchette e, dopo un’ultima salita lungo un’ampia cresta, raggiungo l’Aralalta, segnalata da un minuscolo cumulo di sassi e, poco più avanti, il Baciamorti con la sua (terza) madonnina. Firmo il libro di vetta, ammiro il panorama dall’estremo opposto della mia traversata che era giunta fino alla Cima di Piazzo. Le vette della Valtellina (Bernina e Disgrazia) sono ancora abbastanza ben visibili, nonostante il tempo non sia dei migliori. A questo punto finalmente scendo. Alla bocchetta di Regadur c’è un sentiero che scende verso il rifugio Gherardi. La mia cartina IGM è preistorica, quasi illeggibile.. decido di provare, il mio timore è di finire verso la Val Taleggio, eventualmente se il sentiero verso Artavaggio non c’è posso proseguire a mezza costa fuori traccia. Arrivato al rifugio Cesare Battisti vedo il cartello per i Piani di Artavaggio : bene, allora la strada è giusta. Dopo tutta una serie di aggiramenti di vallette, scorgo la sagoma inconfondibile del Rifugio degli Sciatori e dopo un altro po’ giungo ai Piani di Artavaggio. Di lì la discesa verso Moggio. Incomincia a piovigginare, ma giusto quattro gocce. Il sentiero è quasi tutto nel bosco, non fa niente.. Senza accorgermene, seguo un percorso diverso rispetto all’andata. Alla fine, ho fatto un percorso ad anello intrecciato !

Lunghezza : 26.16 km
Tempo : 8h28m
Dislivello : 2025 m


Tourengänger: Sky

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Kommentare (6)


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grandemago hat gesagt: Bravo Luca!
Gesendet am 4. Juni 2011 um 14:55
Non vorrei scatenare polemiche, ma è cosi che si impara ad andare in montagna.
Si và......e se non passi ritorni......e poi riprovi da un'altra parte......alla fine sai tutto di quella parte di territorio. Altro che corso di escursionismo!

Ciao
Aldo

stefano58 hat gesagt: RE:Bravo Luca!
Gesendet am 4. Juni 2011 um 20:12
Sono d'accordo, anch'io faccio così in montagna.

Ciao
Stefano

Sky hat gesagt: RE:Bravo Luca!
Gesendet am 6. Juni 2011 um 22:21
Grazie, hai ragione..
Credo che questo non venga insegnato nei cosiddetti "corsi di escursionismo" perchè.. non è escursionismo ! Muoversi al di fuori dei sentieri, studiando il territorio per capire che percorso seguire per raggiungere una certa meta è la base dell'alpinismo..
Personalmente, lo sto scoprendo da pochi mesi a questa parte.. in tutta la mia vita sono sempre stato un escursionista e stop !
Ciao, Luca

grandemago hat gesagt: RE:Bravo Luca!
Gesendet am 7. Juni 2011 um 10:10
Ma.....io non metterei in contrapposizione alpinismo ed escursionismo. Sono due cose diverse ma figli dello stesso spirito.
Salire una cima o attraversare e conoscere un territorio nuovo mi da la stessa soddisfazione.
Ciao
Aldo

Simone86 hat gesagt:
Gesendet am 26. Februar 2014 um 11:55
Complimenti per la parete W del Sodadura. Dopo averla vista nella realtà non posso che congratularmi!

Sky hat gesagt: RE:
Gesendet am 27. Februar 2014 um 16:53
Grazie ! il Sodadura era uno di quei monti che mi era rimasto impresso fin da bambino..
"scalarlo" da una delle sue facce è una cosa ancora "fattibile", ma comunque soddisfacente !
Ciao, Luca


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