Ferrata Nito Staich e Monte Tovo


Publiziert von paoloski Pro , 12. April 2011 um 21:48.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum:10 April 2011
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Klettersteig Schwierigkeit: S-
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 3:15
Aufstieg: 980 m
Abstieg: 980 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Da Biella si raggiunge Oropa, si prosegue oltre il santuario in direzione delle funivie, di fianco alla partenza di queste si prende una strada in discesa e si seguono le indicazioni per l'agriturismo "Galleria Rosazza", si oltrepassa una cappella a pianta quadrata e si giunge infine ad un "tempietto" diroccato. Parcheggiare nei pressi, di fianco al "tempietto" inizia una strada sterrata, la si percorre per circa un chilometro finchè, dopo una curva, si trova una cappelletta, un centinaio di metri dopo si trovano le indicazioni per la ferrata.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Giro andata e ritorno.
Unterkunftmöglichkeiten:A Biella vi sono alberghi, pensioni e Bed & Breakfast. Ad Oropa è possibile alloggiare nella foresteria del Santuario.

Che ferrata andremo a fare quest'anno con il Corso di Introduzione alla Montagna? Ce ne vorrebbe una nuova, qualcuno ci parla della Nito Staich sopra Oropa. Decidiamo di andare a provarla, visto le temperature non ci sembra il caso di andare a fare scialpinismo (in realtà si potrebbe ma nessuno ha voglia di fare un'alzataccia!).
Siamo in sei: Anna, Daniela, Monica, Franceschina e Fabio.
Da Biella raggiungiamo Oropa, con qualche difficoltà visto che le indicazioni a volte latitano, superiamo il Santuario e dopo circa un chilometro parcheggiamo le auto e iniziamo a seguire la strada sterrata che parte da un tempietto diroccato (in realtà, come spiega un cartello, già nato diroccato e con una statua senza testa a simboleggiare la caducità delle imprese terrene.).
Siamo ad aprile ma il caldo è quello di fine maggio, fortunatamente la strada è ombreggiata! In breve siamo alla cappelletta nei cui pressi si trova un cartello indicatore della ferrata. Anna a questo punto decide di rinunciare e fare solo una passeggiata. Noi seguiamo le indicazioni e dopo essere risaliti per una trentina di metri su una pietraia, ci ritroviamo all'attacco. Ci imbraghiamo, indossiamo il casco, una controllata al kit da ferrata e partiamo. L'avvio è subito verticale, segue un traverso, un altro tratto verticale che punta al pilone dismesso della vecchia funivia, e già cominciamo ad avere qualche dubbio sull'opportunità di fare questa ferrata con il corso.
 Quando poi arriviamo alla base del pilone in cemento e vediamo cosa ci aspetta i dubbi si tramutano in certezza, per dei neofiti il divertimento non sarebbe molto.  
Saliamo verticalmente per una decina di metri sul pilone di cemento e poi traversiamo un ponte tibetano, al di là del ponte c'è un tratto di sentiero che porta alla base di un diedro leggermente strapiombante che si sale con l'aiuto di diversi gradini fino ad una cengia, qualche traverso, si sale ad una sorte di  monolite da cui parte un secondo, piccolo, ponte tibetano, al di là del quale si arriva in breve alla parte finale della ferrata: una breve cengia sotto ad un tetto che con un passaggio esposto ed un po' di forza porta al pianoro sommitale. 
Da qui si possono seguire i bolli rossi che, partendo dal pilone della funivia, riportano alla base della ferrata. Vista l'ora però decidiamo di proseguire lungo la cresta seguendo delle indicazioni azzurre, saliamo un centinaio di metri finchè arrivati ad un bel pianoro caratterizzato da una sorta di menhir infisso nel terreno sostiamo per uno spuntino, consumato il quale Fabio, Daniela e Franceschina decidono di proseguire la sosta con una penichella.
Io e Monica invece siamo decisi a salire al Monte Tovo per vedere il suo famoso panorama, sono circa 600 metri di dislivello ma lo sviluppo è notevole: un susseguirsi di dossi ed anticime via via più innevate (e di neve spesso non portante)  fino all'ultimo ripido strappo finale che porta alla croce di vetta.  Il panorama ci ripaga della fatica della salita: Cervino, Monte Rosa e Weissmies occupano l'orizzonte a Nord, solo la foschia toglie un po' di bellezza alla vista ma il colpo d'occhio è notevole. Più vicini, e più nitidi, le cime del Mars, del Cresto e del Tre Vescovi, ad Ovest quello innevato che spunta dietro una cortina di altre cime potrebbe essere il Mont Glacier... A Sud invece il Santuario di Oropa e la pianura piemontese a perdita d'occhio.
Qualche foto e poi iniziamo a scendere, la neve è alta e piuttosto rammollita e riusciamo ad abbassarci velocemente, quasi di corsa, in meno di mezz'ora raggiungiamo il pianoro con il menhir dove non troviamo però i nostri amici che hanno evidentemente deciso di scendere. Col senno di poi l'ideale sarebbe stato ridiscendere all'uscita della ferrata e seguire i bolli rossi che riportano, su sentiero, alla base...ma dato che non ragioniamo molto sul da farsi decidiamo di scendere direttamente per un ripido prato di "pajarina" fino al torrente Oropa, quando lo raggiungiamo ci rendiamo conto che attraversarlo non sarà così semplice: il disgelo l'ha ingrossato notevolmente, divalliamo seguendolo finchè raggiungiamo una provvidenziale ed enorme valanga, spessa oltre tre metri,  su cui traversiamo sull'altra sponda, da qui raggiungiamo il sentiero e poi la strada sterrata percorsa al mattino.

Ferrata varia e divertente, i passaggi veramente esposti sono pochi ma c'è qualche tratto leggermente strapiombante che richiede un minimo di forza e qualche nozione arrampicatoria. Divertenti i due ponti tibetani. In sostanza una ferrata consigliabile a patto di non esserte dei neofiti.
Visto la lunghezza non eccessiva la salita al Monte Tovo è decisamente raccomandabile, è un semplice percorso in cresta, dalla cima, quando l'innevamento è assente o scarso, è consigliabile abbassarsi alla bocchetta Finestra eda qui seguire il sentiero segnalato che riporta alla strada sterrata.

Tempi e dislivelli:
dal parcheggio (1250 m) alla partenza della ferrata (1400 m):  20 minuti circa
Ferrata (200 m di dislivello): 1h 30 min.
Dall'uscita della ferrata alla vetta del Monte Tovo (630 m di dislivello): 1h 30 min.
Dal Monte Tovo al parcheggio: 1h 45 min.

Tourengänger: paoloski


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