Cruit (2085 m) - P.Fronzina (1699 m) - M.Faierone (1715 m)


Publiziert von tapio , 30. Oktober 2010 um 15:19.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum:28 Oktober 2010
Wandern Schwierigkeit: T4 - Alpinwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   I   Gruppo Gridone 
Zeitbedarf: 5:30
Aufstieg: 2140 m
Abstieg: 2140 m
Strecke:Traffiume chiesa - S.Agata - S.Luca - Marcalone - A.Rombiago - Scierz - Monte Faierone 1715 - forcella 1609 - Punta Fronzina 1699 - Passo di Percadugine 1646 - Cruit 2085 - ritorno per la stessa via
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Si arriva a Cannobio dal Locarnese entrando da Madonna di Ponte. A Cannobio svoltare a destra in direzione della Valle Cannobina e al ponte sul torrente Cannobino ancora a destra in direzione Traffiume. Ampio parcheggio nei pressi della chiesa.

Escursione “casalinga”, senza dover nemmeno toccare l’auto. Partenza dalla chiesa di Traffiume e, attraverso il bosco di castagni, salita a S.Agata, alla chiesetta di San Luca e all’Alpe Marcalone. Da qui breve tratto su carrozzabile, inoltrandomi nella tenebrosa pineta che sovrasta Marcalone, e a Pian Betulle (1090 m) abbandono nuovamente la carrozzabile svoltando a destra su sentiero con direzione Rombiago e sbucando sotto la vetta del Monte Giove ma dal lato nord. Evito l’ingresso a Rombiago, che si trova a 5 min da questo “incrocio”, e salgo in direzione di Scierz, che in breve tempo raggiungo. Qui faccio rifornimento d’acqua, visto che in tutta l’escursione è l’unico punto in cui vi sia un ruscello (sulla destra, 100 metri prima della prima cascina). Subito dopo Scierz è necessario prestare attenzione al sentiero da seguire, perché dalla carrozzabile si stacca il sentiero ufficiale ma le segnalazioni, pur presenti, sono sbiadite e difficili da scorgere. Comunque in prossimità di questo punto si trova una sbarra che impedisce l’accesso ai non dotati di chiave che con mezzi fuoristrada intendessero raggiungere Scierzedell. Il sentiero sale in un bel bosco di betulle e sbuca poi su un pianoro con vista fantastica sia sul lago Maggiore che sulla Valle Cannobina, con il Monte Zeda che domina il paesaggio. Da qui la pendenza comincia a diventare importante, e sarà una costante per tutto il resto del tragitto. In vista dell’anticima (1706 m) del Monte Faierone la pendenza sale ancora, mentre dall’anticima alla cima (1715 m) ci si può rilassare godendosi il paesaggio. Veramente questa cima molto panoramica era l’obiettivo di giornata, ma essendo ancora presto decido di proseguire verso la cima gemella, la Punta Fronzina. Già precedentemente avevo incontrato delle chiazze di neve, facilmente evitate, ma la discesa alla forcella tra le due cime, che mi farà perdere 100 metri di quota, si rivela più problematica del previsto. Il pendio è rivolto a nord ed è già ripido di suo; in più con neve e ghiaccio, diventa decisamente infido. Il problema, che si riproporrà anche per la discesa a nord dalla Punta Fronzina, è che non ci sono alternative per aggirare la cresta: a est, verso il lago, il pendio ripidissimo è ricoperto da paglia estremamente scivolosa; a ovest, verso la Valle Cannobina, oltre alla paglia affiorano anche rocce innevate e ghiacciate. Meglio la cresta, per difficile che sia. Arrivo al passo, quotato (1609 m) ma non nominato. La salita alla P.Fronzina è impegnativa ma senza neve: in un passaggio sembrano addirittura eccessive le catene. Quanto sarebbero state utili dall’altro lato! Comunque, raggiunta la cima (1699 m), mi appresto a percorrere il tratto senz’altro più impegnativo della giornata, la discesa sul versante nord. Infatti lo affronto con calma e attenzione,  vi sono dei passaggi su roccette che d’estate forse non danno alcuna preoccupazione, ma ora con ghiaccio e neve… Dopo un incedere lento e prudente (alcuni tratti sono da definire T5), finalmente pervengo alla seconda forcella, il Passo di Percadugine (1646 m). Superate tutte le difficoltà mi propongo di salire fino alla cima chiamata Cruit, 400 metri più in alto. Il pendio è ripidissimo, ma - finalmente - rivolto a sud ed esclusivamente erboso. Dato il dislivello superato già considerevole, salgo lentamente, talvolta  evitando e talvolta calpestando la neve, ed alla fine, sulla cima, l’orologio segna 5 ore e mezza di marcia. La cima del Gridone è ancora troppo lontana, già arrivare qui è più di quello che avevo sperato: faccio sosta attaccando famelicamente la sacca dei viveri e riparto dopo una bella oretta di riposo (con un sole caldo quasi estivo: la bella Julie Arlin aveva previsto l’isoterma di 0° a 3200 metri: infatti qui a 2085 si sta bene in maglietta!). Stavolta le due vie difficili (le due Nord di Fronzina e Faierone) le affronto in salita e riesco anche ad aggirare qualche ostacolo, seppur rimanendo sempre in cresta. Le difficoltà sono molto diminuite, la discesa dalla P.Fronzina rimane impegnativa, ma senza neve. Il resto viene da sé. Dalla cima del Faierone è una lunghissima cavalcata senza più difficoltà fino a casa, ma alla fine le ginocchia un pochino si lamentano. Tempo impiegato al ritorno: 4 ore e 15’. Nota: naturalmente il dislivello effettivo tiene conto delle due salite  e delle due discese dalle due cime intermedie (M.Faierone e P.Fronzina) ripetute sia all’andata che al ritorno. Totale andata e ritorno: 19 km. Gita molto panoramica: per gli amanti del Verbano è una vera delizia!


Tourengänger: tapio


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