Sosto (2220 m)


Publiziert von tapio , 17. Oktober 2010 um 17:48.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:23 September 2010
Wandern Schwierigkeit: T5 - anspruchsvolles Alpinwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo di Cassimoi 
Zeitbedarf: 1:30
Aufstieg: 523 m
Abstieg: 523 m
Strecke:Pass Muazz (1697 m) – traliccio – bocchetta su Campo Blenio – Cima del Sosto (2220 m)
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Da Biasca si prende la strada della Val di Blenio, subito dopo Olivone si svolta a destra per Campo Blenio / Ghirone, si sale verso la diga del Luzzone, e prima di salirci sopra, si svolta a destra in direzione “Adula” e “Carassina” entrando nella diga (traffico regolato da semaforo); si percorre poi un’altra galleria e all’uscita si procede in auto fino al Pass Muazz, zona “Prati di Compietto”

L’ascensione al Sosto è una di quelle cose che girano nella testa per parecchio tempo, arrivano così per caso, una volta, d’inverno, durante una sciata a Campra e stanno lì a sedimentare finché poi non sbuca all’improvviso la fatidica domanda: “Sarà fattibile?”, “Sarò in grado di farcela con le mie misere forze, o bisognerà essere un alpinista con i contro-fiocchi, e corde e moschettoni e chiodi e tutta quella attrezzatura che non ho mai usato, perché va oltre le mie possibilità?” Non lo so ancora se riuscirò a raggiungere la cima, comunque, se la situazione diventa pericolosa, posso sempre tornare sui miei passi; ma intanto proviamoci! La partenza è nei pressi del Pass Muazz, precisamente vicino ad una fontana, circa 200 metri prima del bivio tra la Val Carassino e Compietto/Olivone: basta attraversare il prato a destra ed iniziare a salire. In men che non si dica si incontrerà il sentiero che porta in vetta. La pendenza è di quelle che non  lasciano respiro, azzarderei quasi che il tratto più impegnativo, in barba alle placche sommitali, è proprio questo, all’inizio. Il sentiero, all’inizio tra i larici, poi in mezzo all’erba e ai cespugli di pino mugo, porta, senza tregua, ad un traliccio. Il Matro e il Poncione Rosso si intravedono già, forse fin dalla partenza. Prendendo quota, i larici diventano sempre più rarefatti  e appaiono sempre più evidenti le placche poste immediatamente sotto la cima. Si sbuca ad una bocchetta con vertiginosa vista su Campo Blenio. Ancora pochi passi sulla evidente traccia e poi comincia il balletto sulle placche, erbose, sì, ma pur sempre insidiose. La via da seguire non lascia dubbi, data la costante presenza di ometti: prima un traverso verso sinistra e poi, più agevolmente su in direttissima verso la cima. A scanso di equivoci, va ricordato che il passaggio su queste placche richiede buon senso dell’equilibrio e assenza di vertigini (e meteo favorevole!). Quando uno pensa di essere arrivato in cima, inizia la cresta sommitale, orizzontale ma aerea, in direzione sud. La croce di vetta, infatti, è posizionata all’estremo opposto a quello di salita, a picco su Olivone e per raggiungerla ci si sente come degli equilibristi sulla corda, visto che i due lati della montagna, a est e ad ovest, degradano  ripidissimi da ambo i lati. Dalla croce di vetta il panorama verso sud è magnifico, mentre per ammirare la zona del Luzzone/Greina/Medel/Terri è necessario tornare sui propri passi e posizionarsi sulla cima Nord (che è anche più alta di quella che guarda verso Rivöi). Non starò a descrivere il panorama (indescrivibile, appunto), dirò soltanto che la discesa è impegnativa quanto la salita, nonostante il dislivello totale abbastanza contenuto. Proprio per questo motivo ho preferito scendere molto lentamente, affinché le ginocchia non soffrissero troppo. Certo che tornando verso Olivone e verso Aquila, e dando uno sguardo alla vetta appena visitata, questo Sosto sembra davvero impossibile …

Tourengänger: tapio


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Kommentare (6)


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ivanbutti hat gesagt: Bravo
Gesendet am 17. Oktober 2010 um 18:27
Un altro complimenti per il Sosto; come forse avrai letto io e Beppe abbiamo mancato la traccia di un centinaio di metri e su placche rocciose abbiamo preferito rinunciare. Almeno ora abbiamo la certezza che, prendendo la via corretta, si può arrivare in cima.

tapio hat gesagt: RE:Bravo
Gesendet am 17. Oktober 2010 um 21:31
Sì, infatti anche a me è capitato di dover rinunciare con cime molto più facili del Sosto, o per la meteo o per vie scorrette o perchè quel giorno "non era da fare". Saper rinunciare è spesso più costruttivo che non raggiungere la cima con rischi eccessivi. Comunque è vero, con la via corretta, a destra delle placche, si arriva in cima e l'itinerario, una volta trovato, è quello, senza possibilità d'errore.

gbal hat gesagt: La metterò nel mio cassetto....
Gesendet am 18. Oktober 2010 um 16:58
...delle idee la tua relazione e chissà, forse la mia nello zaino delle cose fatte semmai ci riuscirò.
Bravo, solo soletto ma tenace!
Giulio

tapio hat gesagt: RE:La metterò nel mio cassetto....
Gesendet am 18. Oktober 2010 um 22:44
Talvolta bisogna essere soli...
...per poter poi aprire lo zaino delle cose fatte!
Ciao, Tapio

Franz05 hat gesagt: è proprio vero...
Gesendet am 15. September 2012 um 21:22
L’ascensione al Sosto è una di quelle cose che girano nella testa per parecchio tempo, poi una mattina ti alzi e in segno di sfida ti dici oggi salirò! Grazie per le preziose indicazioni.
Il balletto sulle placche, erbose ne sono rimaste poche e sono molto insidiose. La via da seguire purtroppo non è più chiaramente indicata dagli ometti. Lo spettaccolo è immenso in una limpida giornata quasi autunnale. Il rientro è tutt'altro che facile a buon intenditore poche parole!

tapio hat gesagt: RE:è proprio vero...
Gesendet am 15. September 2012 um 22:51
Se le mie indicazioni sono servite, non posso che esserne felice! E per quanto riguarda il rientro, è spesso così: il livello di attenzione dovrebbe secondo me essere ancora superiore a quello di salita. Congratulazioni per il Sosto!


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