Sentiero Osvaldo Orsi


Publiziert von paoloski Pro , 9. Oktober 2010 um 20:56.

Region: Welt » Italien » Trentino-Südtirol
Tour Datum: 5 August 2009
Wandern Schwierigkeit: T4- - Alpinwandern
Klettersteig Schwierigkeit: L
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 12:00
Aufstieg: 1650 m
Abstieg: 1650 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Da Madonna di Campiglio si segue la stradina asfaltata che porta al Rifugio Vallesinella ( percorribile in auto solo fino alle ore 9, poi si deve usare il bus navetta).
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Giro circolare.
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio Vallesinella 1513 m Rifugio Casinei 1825 m Rifugi Tuckett e Sella 2272 m Rifugi Tosa e Pedrotti 2491 m Rifugio Brentei 2182 m
Kartennummer:Meridiani Montagne 1:30000 Brenta

E' la prima volta che sono nelle Dolomiti di Brenta in estate, finora vi ero stato solo d'inverno per sciare. Con Anna decidiamo di fare il sentiero Osvaldo Orsi, considerato uno dei percorsi più belli e panoramici.
Partiamo molto presto da Caderzone ed alle 7 siamo al parcheggio del rifugio Vallesinella a 1513 m, c'è ancora parecchia neve in giro per cui infiliamo nello zaino, oltre ad imbrago e set da ferrata anche piccozza e ramponi, ci infiliamo gli scarponi e partiamo. Il sentiero sale attraverso un bel bosco al rifugio Casinei a quota 1825 m, ci abbiamo messo 40 minuti, siamo in forma (fra 12 ore lo saremo molto meno!). Da qui seguiamo le indicazioni per il rifugio Tuckett, il bosco lascia ben presto spazio ai prati ed ai macereti. Arriviamo al rifugio Tuckett che sorge a 2272 m accanto al rifugio Sella, ci gustiamo un the e ripartiamo verso la Bocchetta del Tuckett, in breve siamo sulla Vedretta di Brenta Inferiore, la pendenza è sui 30°, la neve ancora abbastanza dura, non servono i ramponi ma la piccozza in mano da sicurezza. Arriviamo alla Bocchetta del Tuckett a 2648 m, è il punto più alto raggiunto da questo percorso, un ultimo sguardo verso ovest con il gruppo dell'Adamello e poi, dopo qualche foto, scendiamo sul versante opposto, c'è un cavo metallico che dovrebbe aiutare la discesa ma è talmente lasco e malandato che preferiamo stare nel mezzo del canale facendo affidamento sulle nostre picche, d'altronde qui il versante è esposto ad est e la neve è già più rammollita. Raggiungiamo un grosso masso da cui la traccia si biforca: proseguendo in discesa si va al rifugio Croz dell'Altissimo, noi invece giriamo a destra in leggera salita sui nevai sottostanti le imponenti pareti della Cima Brenta, il sentiero prosegue poi in piano ed arriva alla spettacolare cengia, attrezzata con cavo metallico, della "Sega Alta" a cui segue un saliscendi per canali e canalini fino ad una panoramica spalla rocciosa, a 2500 m circa, da cui si gode di un panorama grandioso sulla Val Perse e sul gruppo del Massodi. Si prosegue fino ad arrivare al Castelletto dei Massodi da cui si vede il Campanile Basso. Adesso ci si trova in un caos di enormi blocchi di roccia sotto il versante est della Cima Brenta Alta. Il sentiero ora scende per andare ad incrociare quello che sale da Molveno, una traccia sulla destra permette comunque di non perdere troppa quota. Si giunge quindi al rifugio Tosa a 2442 m , usato come dependance del sovrastante rifugio Pedrotti che si trova a 2491 m e si raggiunge in pochi minuti.
Il Pedrotti si trova su di un'incredibile "spianata"  fra il Croz del Rifugio e la Cima Brenta Bassa. Facciamo una sosta, ci beviamo un altro the caldo, mangiamo qualcosa e ripartiamo, seguiamo una cengia larga, passiamo un nevaietto e risaliamo la cinquantina di metri che portano alla Bocca di Brenta da cui scendiamo sull'omonima vedretta. Passiamo di fianco alla partenza della Via delle Bocchette Centrali e ci abbassiamo ancora su neve fino a raggiungere una  fascia rocciosa quasi verticale la cui discesa è facilitata da numerosi cavi metallici. Ai piedi della parete inizia il sentiero Brentei che ci porterà all'omonimo rifugio. E' già pomeriggio inoltrato, siamo abbastanza provati e, forse per questo, sbagliamo sentiero! Invece di prendere il 318 che a mezzacosta riporta direttamente al rifugio Casinei prendiamo il 323 che scende sul fondovalle per risalire poi al Casinei, vabbè sono solo 150 m ma sembrano molti di più!  Alla fine arriviamo, non ci fermiamo neppure e proseguiamo per il Vallesinella, se in salita avevo apprezzato la bellezza del bosco ora porgo attenzione solo ai micidiali gradoni che mi massacrano le ginocchia, saluto Anna dandole appuntamento all'auto e parto di corsa in discesa: so per esperienza che è l'unico modo per non arrivare a valle in condizioni pietose. Dopo un quarto d'ora posso finalmente togliermi gli scarponi (comodi sì ma dopo 12 ore...!), altri dieci minuti ed arriva anche Anna. Gran gita, panorami favolosi, quel minimo di adrenalina per renderla eccitante, forse però è consigliabile farla in due giorni pernottando in un rifugio.   

Tourengänger: paoloski, annna


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