Val Curciusa


Publiziert von siso Pro , 20. September 2010 um 22:15.

Region: Welt » Schweiz » Graubünden » Misox
Tour Datum:19 September 2010
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Uccello-Lumbreida   CH-GR   Gruppo Tambo-Curciusa 
Zeitbedarf: 7:15
Aufstieg: 885 m
Abstieg: 807 m
Strecke:Nufenen (1562 m) – Alp de Rog (1812 m) – Curciusa bassa (2006 m) – Pass de Curciusa Alta (2095 m) – Curciusa Alta (2139 m) – Bocchetta de Curciusa (2420 m) – Laghetto a quota 2388 m) – Cianchit de Pinec – Acubona (1670 m) – San Bernardino (1608 m).
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Auto: Semiautostrada A13, uscita San Bernardino. Autopostale: San Bernardino Posta – Nufenen Dorf.
Unterkunftmöglichkeiten:San Bernardino, Nufenen
Kartennummer:C.N.S. No. 1254 – Hinterrhein - 1:25000; Meridiani Montagne, Spluga – Mesolcina - 1:40000; C.N.S. No. 267 S – Carta scialpinistica San Bernardino - 1:50000.

Lunga traversata dalla vallata del Rheinwald (Valrain)  alla Mesolcina, percorrendo la selvaggia Val Curciusa: Nufenen (1562 m) – Bocchetta de Curciusa (2420 m) – San Bernardino (1608 m).


 

Inizio dell’escursione: ore 8:45

Fine dell’escursione: ore 16:00

Temperatura alla partenza: 5°C

Temperatura al rientro: 17°C


 

Dopo un sabato di intensa pioggia, condita con nebbia bassa, decidiamo di mettere in cantiere una traversata e di rimandare ad altra data il tremila previsto.

 

Raggiunta la località mesolcinese di San Bernardino, lasciamo l’auto nell’ampio piazzale delle fonti delle Acque minerali. Alla fermata di fronte all’ufficio postale prendiamo l’autopostale delle 8:23 per Nufenen, che raggiungiamo alle 8:37.

Il bel paesino, che in romancio è detto Nueinas, è stato colonizzato dai Walser nel XIII secolo.

Dalla fermata dell’autopostale scendiamo verso il ponte che ci permette di superare il Reno Posteriore. Di fronte a noi si estende un bel pascolo aperto, in una zona detta Schneiti. Qualche baita di legno abbellisce il paesaggio. La mulattiera ci porta in direzione est fino al ponticello sull’Areuabach, a circa 1535 m. Dopo un centinaio di metri, lasciamo la mulattiera e imbocchiamo il sentiero che si snoda sul versante orografico destro della Areuatal Per raggiungere la Bocchetta de Curciusa, ci aspettano una decina di chilometri in una vallata assai selvaggia. I primi 4 chilometri, a partire dal fondovalle, costituiscono la cosiddetta Areuatal, gli ultimi 6 chilometri, al di sopra dei 1900 m di quota, formano la Val Curciusa. Quest’ultima valle si situa nel territorio comunale di Mesocco.

Curciusa è un toponimo composto, che significa “corte chiusa”. La testata della valle è infatti chiusa da elevate montagne: il Pizzo Tambo (3279 m), il Pizzo Ferrè (3103 m), il Piz di Pian (3149 m), il Piz Bianch (3037 m), il Piz Curciusa (2871 m), il Piz Motton (2853 m), il Piz de la Lumbreida (2983 m), ecc.

 

La salita si sviluppa nello Schwarzwald, un bosco reso molto umido dalle intense precipitazioni di ieri. A 1630 m di quota ci inseriamo in un sentiero più ampio, che sale da Medels con minor pendenza. Il fondo fangoso rivela le tracce fresche di numerose mucche in salita: è la via utilizzata per portare le mandrie agli alpeggi della Val Curciusa.

L’ambiente è ancor più che selvaggio: appena usciti dal fitto bosco percorriamo il ripido versante della stretta valle, ancora completamente in ombra. Sia a sinistra che a destra si alzano impressionanti pareti: difficile pensare che in inverno qui si possa passare tranquillamente con sci e pelli di foca. Siamo nel Chemitobel; fra un centinaio di metri entriamo nel territorio comunale di Mesocco.

 

È in questa zona che si voleva costruire un bacino d’accumulazione delle acque per produrre energia elettrica. Dopo la levata di scudi delle associazioni ambientaliste, sfociate in ricorsi al tribunale federale, il 12 maggio 1999 le Officine idroelettriche della Mesolcina SA (OIM) rinunciarono alle concessioni per il previsto bacino di accumulazione stagionale  Curciusa e abbandonarono definitivamente il progetto.

Così, nello spazio di pochi anni, la Val Curciusa divenne dopo la Greina e la Val Madrisa, il terzo grande progetto di centrale idroelettrica ad essere abbandonato.

 

La Val Curciusa è nota agli svizzeri soprattutto per questo progetto, avversato dagli ambientalisti, piuttosto che per conoscenza diretta. Oggi, malgrado la bellissima giornata, abbiamo incontrato solo 5 persone: due alpigiani e tre escursionisti.

 

All’Alpe di Roggio (Areuealp, 1812 m) scambiamo qualche impressione con l’alpigiano, in tedesco. Osservando il nostro interesse e la quantità di foto che scattiamo, crede che stiamo preparando degli itinerari escursionistici: in effetti non ci è andato molto lontano.

Ci prega di scrivere che in questo alpeggio non si dà alloggio. Molti escursionisti, vista la lunghezza della valle, si fermano a chiedere un letto confortevole con coperte di lana, per passare la notte al caldo.

Una targa cementata nella facciata del casolare celebra il centenario della famiglia Gazzoli quale affittuaria dell’alpeggio: 1878 – 1978.

Di fronte a questo alpeggio parte anche il sentiero, più frequentato del nostro, che sale verso lo Strec de Vignun, un itinerario che porta a San Bernardino attraverso la Val Vignun.

 

Alle 10:45 il sole riesce finalmente ad illuminare il sentiero che stiamo risalendo. Il paesaggio acquista immediatamente fascino. Per la prima volta quest’anno osserviamo i colori autunnali, in primo luogo il rosso delle foglie dei mirtilli. La pianura alluvionale, percorsa dall’Areuabach nascente, è ora impreziosita dalla presenza di numerosi cavalli, sdraiati a godersi il sole dell’ultima domenica estiva.

 

Il nostro sguardo è spesso rivolto al luccicante ghiacciaio che fa da corona terminale al lato sud della valle. Si tratta del Ghiacciaio de la Curciusa, che si spinge con qualche lingua al di sotto dei 2500 m. Dietro di esso, tre cime superano i tremila metri: il Pizzo Ferrè, il Piz di Pian e il Piz Bianch.

 

Dopo Curciusa Alta (2139 m) il sentiero sale con maggior pendenza per raggiungere in poco più di due chilometri la meta più elevata della giornata: la Bocchetta de Curciusa (2420 m). Attraverso una distesa di macigni, perveniamo al laghetto a quota 2388 m, dove ci fermiamo per consumare il solito spartano menu della gita.

 

La discesa verso San Bernardino, anche se si svolge su un fianco molto ripido, non ci pone dei problemi, grazie anche al terreno perfettamente asciutto. Dopo la camminata di 17 km, durata 7 ore e dieci minuti, possiamo finalmente sorseggiare una birra alla spina sulla terrazza di un bar della località turistica mesolcinese.

Su una targa affissa sull’albergo di fronte leggiamo una curiosa scritta:

 

“IN QUESTO ALBERGO

SOFFERMOSSI NELL’AGOSTO DEL 1858

CAMILLO BENSO DI CAVOUR”

 

Anche il protagonista del Risorgimento soggiornò a San Bernardino.

 

Tempi di percorrenza:

Nufenen (1562 m) Bocchetta de Curciusa (2420 m): 4 h 40 min

Bocchetta de Curciusa (2420 m) – San Bernardino: 2 h

Tempo totale: 7:10 h

Dislivello teorico in salita: 885 m

Dislivello teorico in discesa: 807 m

Sviluppo complessivo: 17,0 km

Difficoltà: T3

Copertura della rete cellulare: assenza di segnale nella Val Curciusa
Partecipanti: Daniele e siso

Tourengänger: siso


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