Cima di Cugn (2237 m) e Marmontana (2316 m)


Publiziert von siso Pro , 29. August 2010 um 19:40.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:28 August 2010
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Portola-San Jorio   CH-GR   I   CH-TI   Gruppo San Jorio-Monte Bar 
Zeitbedarf: 7:00
Aufstieg: 842 m
Strecke:Alpe di Cadinello (1828 m) – Capanna Gesero (1775 m) – Quota 1846 m – Biscia (1995 m) – Passo San Jorio (2012) – Rifugio San Jorio (1950 m) – Rifugio Cima di Cugn (2185 m) – Cima di Cugn (2237 m) – Marmontana (2316 m) – Rifugio Cima di Cugn (2185 m) – Casermetta Cugn (2065 m) – Bocchetta di Cugn (2045 m) – Biscia (1995 m) – Rifugio Gesero (1975 m) – Alpe di Cadinello (1828 m).
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Roveredo Grigioni – Monti Laura – Alpe di Cadinello
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio San Jorio; Capanna Gesero
Kartennummer:C.N.S. No. 1314 – Passo San Jorio - 1:25000; Carta turistico - escursionistica “Strade di Pietra” No. 3 – 1:30000; Alto Lario Occidentale – Carta dei sentieri con itinerari Sci-alpinismo e Mountain-bike – 1:35000 - Comunità Montana Alto Lario Occidentale,

Escursione all’estremo punto orientale del Ticino: la Cima di Cugn.

Il toponimo Cugn significa “cuneo”.

Il percorso si sviluppa prevalentemente in Ticino, con puntatine in Italia e Mesolcina.

 

Inizio dell’escursione: ore 7:45

Fine dell’escursione: ore 14:45

Temperatura alla partenza: 13°C

Temperatura al rientro: 24°C

 

Da Roveredo Grigioni imbocco con l’auto la stradina, perfettamente asfaltata, che in 11 km mi porta al Monte Laura (1400 m). In questa località, frazione di Roveredo, sorgono ca. 100 casette di vacanze, abitate quasi esclusivamente durante la stagione estiva, un istituto per corsi estivi – l'ex Albergo Laura –, un ristorante – il ristorante La Bola – e una capanna montana, denominata "La Colonia".

Durante la salita verso questo insediamento noto numerosi cercatori di funghi, provenienti anche dall’estero, che iniziano la loro ricerca.

Proseguo per altri quattro chilometri circa, su una strada sempre molto stretta, con dei tratti senza protezioni laterali. Dopo una buia galleria, raggiungo il posteggio all’Alpe di Cadinello (1828 m), nell’alta Valle di Arbedo.

 

Proprio in quest’alpeggio, il mese scorso, per la precisione il 7 luglio 2010, un lupo italico ha sbranato una capra.

A tal proposito, oggi ho avuto una discussione con un simpatico giovane pastore, Francesco Maria, attivo all’Alpe di Gesero, che mi ha raccontato delle cose molto interessanti. Intanto credo che sia l’unico alpigiano che parteggi per il lupo. Francesco mi racconta che nei secoli scorsi non c’erano recinzioni elettrificate per difendere le greggi dai lupi. Per esempio, nel Canton Glarona, dove lui ha imparato il mestiere, di notte, c’era l’abitudine nei secoli scorsi di radunare le greggi in recinti fatti di muretti di pietra. Per tenere lontani i lupi accendevano delle torce che conficcavano in tali muretti. Una tradizionale festa nel Canton Glarona ricorda tutti gli anni questa vecchia usanza.

 

Alle 7:45 sono pronto per la partenza. Seguo la carrareccia, ora non più completamente asfaltata e priva di protezioni laterali, che scende in direzione della Capanna Gesero (1755 m). Qualche irriducibile automobilista continua con l’auto fino al rifugio.

Poco sopra la Capanna Gesero, ad un incrocio, un importante segnavia indica il percorso per il Passo San Jorio. Una mandria di torelli di razza scozzese (Highländer) mi sbarra il cammino. Non essendo un grande amante della corrida e vedendo le corna molto acuminate del toro che mi si para davanti, penso bene di aggirarlo: la distanza che basta per schivare un calcione che all’improvviso sferra all’altezza del bacino…

Poco dopo, due cacciatori (siamo a due giorni dell’apertura della caccia) mi superano con un veicolo militare Haflinger: desiderano fare una perlustrazione di quello che sarà il loro terreno di caccia. Li ritroverò più in alto intenti a scrutare con il binocolo l’alta Val Albionasca.

Alle 8:50 arrivo in località Biscia (1995 m): un curioso toponimo per questa panoramica altura. Da qui ci si può affacciare sulla Val Morobbia e ammirare il bellissimo Alpe di Giumello, gestito dall’Istituto agrario cantonale di Mezzana. Lo sguardo si spinge fino alla foce del Ticino e al delta della Maggia. Sul pianoro c’è una delle tante caserme costruite su queste montagne. Su una targhetta di pietra si legge: “Battaglione 239, IX – 1939”. Un ripetitore, sferzato dal vento, vibra emettendo degli striduli rumori.

La mulattiera si riduce a sentiero. Il percorso si snoda ora, quasi pianeggiante, in alta Val Morobbia, fra cembri, piccoli abeti e cespugli. Alla Bocchetta di Cugn (2045 m), mi si offre la possibilità di proseguire sul versante mesolcinese, oppure di rimanere sul lato ticinese.

Rimango in Ticino, per vedere lo storico Passo San Jorio (2012), che raggiungo alle 9:45.

Il valico, frequentato già dal Medio Evo, permetteva ai mercanti comaschi di portare i loro tessuti in Germania. In senso inverso, il minerale di ferro estratto in Val Morobbia veniva portato agli altiforni di Dongo.

Il toponimo San Jorio potrebbe derivare da Jovis, dio pagano venerato dai romani.

Nelle carte geografiche più antiche il passo è indicato infatti come Jori o Giori, il che fa pensare ad una derivazione dal Jovis latino (Giove). In epoca romana era consuetudine di porre lungo le percorrenze dei cippi propiziatori dedicati ad una divinità per un buon viaggio.

Una breve deviazione verso sud permette di raggiungere una chiesetta di costruzione medievale dedicata a San Jorio. Una volta all’anno, la prima domenica di agosto, vi si svolge una manifestazione religiosa ed una festa popolare chiamata “Incontro Italo-Svizzero”.

Per fronteggiare il contrabbando, sia sul versante svizzero che su quello italiano, si sono costruite nel 20° secolo delle caserme.

 

Dal passo scendo nella Valle San Jorio: in cinque minuti raggiungo il Rifugio San Jorio (1950 m). Ottima l’accoglienza che mi è stata riservata in questa capanna.

La gestione del rifugio è curata da giovani e adulti, volontari dell'Operazione Mato Grosso che prestano la loro opera senza percepire alcun compenso affinché l'intero ricavato possa sostenere l'Ospedale di Chacas in Perù (3.350 m).

Durante la visita guidata le mie narici sono state solleticate da un invitante profumo d’arrosto, in fase di rosolatura.

 

Dopo la piacevole pausa al Rifugio San Jorio, riprendo il cammino risalendo il costone S della Cima di Cugn, che inizia dal passo. A quota 2185 m raggiungo un rifugio del CAI, sezione di Cermenate (CO). Su una targhetta leggo “Capanna delle Aquile”. Pochi metri sopra, a quota 2194 m, si trova il cippo di confine Z, che costituisce il punto più orientale del Canton Ticino.

La vetta della Cima di Cugn (2237 m) si trova sulla linea di confine tra la Mesolcina e l’Italia. Si tratta di una sommità senza croce né omino di pietra, da cui si gode uno splendido panorama sul Marmontana, sul Piano di Magadino e il Lago di Locarno.

 

La visione della maestosa cima del Monte Marmontana mi invoglia a raggiungerla.

Dalla Cima di Cugn mi abbasso, lungo la cresta orientale, fino alla sella a quota 2185 m. Da qui seguo il sentiero posto a pochi metri dalla cresta. A quota 2210 m lascio il crinale e risalgo in diagonale il versante meridionale per circa 200 m, per poi piegare a nord, in direzione della cresta sommitale tra le quote 2309 m e la cima 2316 m. La bifida cima del Marmontana è molto remunerativa dal punto di vista panoramico. Ad oriente si osserva la foce dell’Adda a Colico, ad occidente la foce della Maggia.

Sul versante mesolcinese spiccano i Laghi di Roggio (1957 m), e l’Alp di Rescignaga (1612 m). Quest’ultima è situata in un’enclave del Comune di San Vittore, nel vasto territorio del Comune di Roveredo.

 

Il forte vento mi induce a non soffermarmi a lungo in vetta. Per la discesa seguo più o meno lo stesso percorso d’andata, salvo una deviazione. Dal Rifugio Cima di Cugn (2185 m), scendo sul versante mesolcinese in direzione della Casermetta Cugn (2065 m), dalla quale riguadagno in poco tempo il sentiero di salita alla Bocchetta di Cugn (2045 m).

 

Per tutto il percorso su territorio ticinese, gli unici escursionisti che ho incontrato erano in sella al rampichino. La zona è molto frequentata da svizzero tedeschi amanti del Mountain bike.

 

Tempo di salita al Monte Marmontana: 3:05 h (senza le pause)

Tempo totale: 7:00 h

Tempi parziali

Alpe di Cadinello (1828 m) – Capanna Gesero (1775 m): 30 min

Capanna Gesero (1775 m) – Biscia (1995 m): 35 min

Biscia (1995 m) – Passo San Jorio (2012 m): 55 min

Passo San Jorio (2010 m) – Cima di Cugn (2237 m): 35 min

Cima di Cugn (2237 m) – Marmontana (2316 m): 30 min

Dislivello teorico in salita: 842 m

Sviluppo complessivo:

Difficoltà: T2+/EE

Libro di vetta: no

Copertura della rete cellulare: buona, salvo che al Monte Marmontana, dove c’è assenza di segnale.


Tourengänger: siso

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