bivacco Provolino m.3051 al passo Ablés (SO)


Publiziert von Alberto , 7. September 2010 um 09:48.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:21 August 2010
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 3:15
Aufstieg: 871 m
Abstieg: 899 m
Strecke:parcheggio posto al tornante n°15 a quota 2180 -segnavia n°4 -bivio per i laghi del Mot -bivio con il sentiero che sale dalla valle dei Vitelli (tornante n°17 a quota 2152) -bivio a quota 2450 per le Buse -quota 3020 zona passo Ables -bivacco Provolino m.3051 RITORNO: quota 2450 bivio per le Buse -visita al villaggio delle Buse -ritorno al bivio di quota 2450 -e discesa lungo il sentiero che percorre la valle dei Vitelli -tornante n°17 di quota 2152
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Teglio -Bormio -strada dello Stelvio -II casa cantoniera -parcheggio al tornate n°15
Unterkunftmöglichkeiten:bivacco Provolino: stufa a gas e a legna (da portare su o ricavabile dai ruderi in loco)
Kartennummer:carta 1:25.000 i sentieri del parco dello stelvio: la Reit

Si sarebbe dovuto fare una due giorni,che sia la volta buona? dopo ben 5 anni passati a dire che: andiamo alla Donati,ecco che sorge un problema.  Il Carlino (una razza di cane a mo di salsiccia da soprammobile) non poteva stare da solo 2 giorni...(giustamente) la sua vita media diciamo tra 15 anni egli forse ci abbandonerà e allora,forse...Così organizzo un'escursione giornaliera,che ho tentato 2 volte dal versante di S. caterina in Valfurva ma a causa del percorso rischioso,ho deciso di provare il versante opposto: stando ad alcune informazioni ì,molto più "semplice".  Quindi alla mattina,il sottoscritto accondiscende ad un a levata blanda,acconsentendo al "pelandra bergamasco Davide" di dormire qualche decina di minuti in più.  Ci avviamo verso lo Stelvio,giunti ad un tornante,scendo per leggere i cartelli dalla segnaletica che mi esorta : "sentiero per esperti" e dato che non mi ritengo sufficientemente esperto  (non ho ne l'età ne la barba bianca) suggerisco di proseguire e raggiungiamo a breve un parcheggio con già delle auto e i cartelli che indicano 3 ore per il passo Ablés.  Bene,queste indicazioni mi rendono più tranquillo,in effetti avevo letto sulla mia guida che era un sentiero tranquillo senza grandi difficoltà: la frescura si fa sentire e in poco tempo siamo in partenza,io come è di consuetudine ultimo dato il mio passo lento fino allo spasmo (passo tollerato da pochi).  Dopo un po,Armida da segni di stanchezza,compresi giramenti di testa (e a noi di balle) che possono rovinare la gita a tutti: pare,anzi togliamo il pare,la colpa è totalmente di Armida che parte in quarta e poi...puff,il suo motore cede.  Non ha ancora ben capito che il passo iniziale deve (se non si anno particolari fortune) essere lento ma costante (il mio esempio ne è la prova) ed eventualmente si accelera dopo qualche ora (cosa che a me non succede mai) di pre-riscaldamento.  Purtroppo alcuni insegnamenti,vuoi per l'età che essa porta,vuoi per l'alzaimer che comincia (ma forse è dall'infanzia che l'ha colpita) a farle effetto,ella non ricorda una bella mazza degli insegnamenti e suggerimenti che costantemente gli impartisco: che ci volete fare,al mio paese si dice che "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire" e va bè!  Camminiamo e ci fermiamo,di tanto in tanto ad aspettar le "fanciulle" ormai avanti con l'età,ma dallo spirito giovane e...basta così che se non se montano la capa!  Davide,nonostante appartenente allo stesso gruppo,se ne andava avanti con il suo passo da ferrarista,il problema è che arrivando in una zona dove sostavano indisturbati gli stambecchi,fece tanto casino del tipo:  "potaaa,venite a vedere quanti stambecchiiii" che essi se ne scapparono via,tanto lontano che a noi per vederli dovevamo fare fatica.  Diciamo che Davide è meglio che stia ultimo e che la boccuccia se la tenga chiusa,in modo tale da dare la possibilità agli altri di aver il privilegio di ammirare codeste creature da più vicino.  Giungiamo a quota 2800 circa,dove centinaia di metri di filo spinato contorna la zona,oltre alle decine di scatolette arrugginite,offrono la splendida veduta sulla zona dello Stelvio. da qui,bisogna avere gli occhi ben aperti e vigili sugli ometti per visualizzare bene il percorso più consolo per giungere al passo.  Davide oramai è scatenato e dal passo urla come se ci trovassimo nel traffico di Milano: poco dopo lo raggiungiamo io e Roberto...poi le "fanciulle" Armida e Donatella,un poco provate ma soddisfatte.  Prima di andare al bivacco,saliamo a vedere le fortificazioni situate a sinistra della sella (guardando verso il versante opposto alla salita),poi ridiscesi risaliamo tramite una traccia su percorso da stare in campana che in caso di caduta...vi ritrovereste a suonare l'arpa su una nuvoletta.  Nel frattempo 4 locali salivano dal versante opposto confermandoci che non è affatto un percorso da prendere con leggerezza,trovando difficoltà nell'ettraversamento di ghiaioni mobili con pendii da far paura in caso di scivolamento.  Facciamo sosta mentre i 4 amici della zona,ridiscendono subito perchè la merenda si trovava molto a valle (erano senza zaini: lo zaino deve seguire l'escursionista,sempre!).  Dopo aver pranzato,ci prepariamo per la discesa,dato che la frescura si faceva sentire a quella quota e che solo il bradipo poteva affrontare dato che ha tutto il nesseser per affrontare imprevisti (infatti davano gran giornata di sole e invece...nuvole a iose).  Ridiscesi,facciamo qualche sostina,il sole cominciava a prendere il sopravvento e le "fanciulle" erano felici,un po meno io.  Altra sosta ben gradita,dopo tutto quel attraversare di ghiaia,i primi prati verdi,dove il bel sole li riscaldava e quindi le "fanciulle" felici ne approfittarono,mentre io e Robi andiamo in perlustrazione al villaggio militare delle Buse.  Ciò affascinava e ci incuriosiva e percorrendo i sentieri di arroccamento...eccoci all'interno di una lunga galleria che conduceva alla cannoniera: che bel freschino dentro!  Poi ritorniamo al luogo di sonni profondi per svegliare le donne e...Davide dormiva alla grande,neppure una bomba lo avrebbe svegliato,ma i due perfidi amici si rivelarono "geniali menti" e escogitarono un risveglio "glaciale" per l'amico Davide che se ne ricorderà per tutta la sua vita he he he!  Che goduria vedere le sue facce mentre tentava di capire: che cosa stava succedendo a lui e dintorni,come mai cera il sole e pioveva e perchè solo la sua testa si stava bagnando! hi hi hi!  Dopo essere giunti al bivio dove si incrocia il sentiero che percorre la valle dei Vitelli,si decide per quest'ultimo,arrivando al tornante n° 17,poi ad un altro bivio non segnalato,si nota il sentiero che in piano ci avrebbe condotto all'auto: Davide che ha le chiavi dell'auto lo segue,mentre i restanti amici scendono al parcheggio sottostante ad attenderlo.  Poi,mentre si viaggia ci si accorda su dove andare a fare uno spuntino e la scelta ricade in val Grosina alla locanda Giovanna,dove ci si sazia in abbondanza,concludendo in bellezza la giornata.

Tourengänger: Alberto

Galerie


Slideshow In einem neuen Fenster öffnen · Im gleichen Fenster öffnen


Kommentar hinzufügen»