Piz Valdraus (3096 m)


Publiziert von siso Pro , 22. August 2010 um 21:01.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:21 August 2010
Wandern Schwierigkeit: T4 - Alpinwandern
Hochtouren Schwierigkeit: L
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-GR   CH-TI   Gruppo Piz Medel   Gruppo Pizzo Corói 
Zeitbedarf: 9:45
Aufstieg: 1118 m
Abstieg: 1879 m
Strecke:Pian Geirètt (2012 m) – Bivio Capanna Scaletta (2230 m) – Arco della Greina (2350 m) – Lago a quota 2496 m – Lago a quota 2588 m – Bocchetta a quota 2833 m sul Glatscher da Lavaz – Piz Valdraus (3096 m) – Posteggio a Ghirone/Aquilesco (1217 m)
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Biasca – Olivone – Ghirone – Posteggio alla fermata dell’autopostale “Aquilesco”
Unterkunftmöglichkeiten:Capanna Scaletta (2205 m)
Kartennummer:Carte geografiche: C.N.S. No. 1213 - Greina - 1:25000; Carte geografiche: C.N.S. No. 1253 - Olivone - 1:25000

Escursione al tremila che costituisce l’estremo punto nord del Ticino.

È dai tempi del ginnasio, quando il mio professore di geografia citava i punti estremi del Ticino, che sognavo di raggiungere questa cima: oggi il sogno si è realizzato.

 

Inizio dell’escursione: ore 9:00

Fine dell’escursione: ore 18:45

Temperatura alla partenza: 12°C

Temperatura al rientro: 24°C

 

Ore 8.00, posteggio ad Aquilesco (1217 m), tempo splendido. In pochi minuti il parcheggio si riempie e decine di escursionisti si preparano al conosciutissimo “Giro della Greina”.

Ore 8.17: 79 alpinisti e 4 cani cercano di salire sul bus navetta in arrivo. Piccolo particolare: metà bus è già occupato da persone partite da Olivone. Inevitabile calca e attesa di un secondo torpedone per parare il colpo. Finalmente si parte, ammassati come sardine, lungo la bella strada asfaltata della Val Camadra. Di tanto in tanto il bus si ferma per aprire e chiudere delle barriere o per far sloggiare le mucche che sostano sul campo stradale. Alle 9:00 tutti scendono a Pian Geirètt (2012 m), l’escursione ha inizio.

 

Una lunga fila di persone si inerpica sul ripido e tortuoso sentiero che porta al Piano della Greina superando un gradino di 250 m.

Giunto al bivio per la Capanna Scaletta, a quota 2230 m, lascio la compagnia e mi addentro, solo soletto, nel canyon del Brenno della Greina, seguendo il sentiero bianco-blu. In circa mezz’ora arrivo all’altezza dell’Arco naturale della Greina. Inevitabile deviazione per fotografare questa meraviglia della natura, che vedo per la prima volta. Colore a parte, non ha nulla da invidiare agli archi molto più famosi dell’Arches National Park nello Utah (forse sto esagerando…).

 

Dopo la doverosa pausa fotografica, sfodero dallo zaino il rapporto del Piz Valdraus redatto da ivanbutti. Lo ringrazio per la precisa descrizione, che mi permette di trovare immediatamente il punto di guado, a circa 2320 m di quota. Dei sassi adagiati sul letto del fiume permettono l’attraversamento senza problemi.

Le paline e la segnaletica bianco-blu indicano in modo chiaro l’imbocco del sentiero che conduce alla Fuorcla Sura da Lavaz ed in seguito alla Medelser Hütte.

Qui non seguo le indicazioni di Ivan, che suggerisce di abbandonare il sentiero e di salire liberamente il costone pratoso della montagna.

L’esperienza mi insegna che quasi sempre conviene seguire un sentiero, laddove esiste, a costo di allungare il percorso. Proseguo quindi lungo il tracciato bianco-blu, passando dai laghi a quota 2496 m e rispettivamente 2588 m, ancora coperto dalla neve. Alla sella 2660 m, abbandono il sentiero per la Fuorcla Sura da Lavaz e proseguo verso NE mantenendomi più o meno alla stessa quota, parallelamente alla cresta sovrastante. Attraverso pietraie, macereti e supero rocce montonate.

A 2700 m di quota incontro il primo branco di stambecchi. Fischiano, ma non fuggono, tenendosi ad una trentina di metri di distanza.


                            Lo stambecco del Piz Valdraus

Da qui alla vetta, ne vedrò parecchi.

A circa 2800 m vedo per la prima volta la cima del Piz Valdraus. Alla sua destra, collegata da una bella cresta, si erge, in modo molto più appariscente, la piramide del Piz Gaglianera (3121 m). La mia carta topografica “Greina”, risalente al 1985, indica che il Vadrecc de Valdraus copre l’intero anfiteatro a partire dai 2800 m. La situazione attuale è molto diversa rispetto a 25 anni fa. Al posto del ghiacciaio trovo solo un paio di nevai adagiati ai margini sinistro e destro della conca. Anche oggi mi sono portato i ramponi unicamente per appesantire lo zaino!

Mi affaccio alla bocchetta a quota 2833 m, dove è posto un cartello indicante la Riserva federale di caccia del Pez Vial. Il panorama sul Glatscher da Lavaz e sulle lingue di ghiaccio che precipitano dal Piz Medel costituiscono uno spettacolo affascinante. Anche in questa conca, il ghiacciaio si è comunque ridotto notevolmente. Credo che da questa sella sia possibile raggiungere la Capanna di Medel senza dover attraversare un lembo di ghiaccio.

 

Mi porto al centro della conca glaciale e risalgo la colata detritica, senza difficoltà tecniche. Una traccia di sentiero, più facilmente individuabile in discesa, mi permette di risalire l’ultima erta, che mi farà tirar fuori la lingua.

Mi trovo al punto più settentrionale del Ticino, in un paesaggio selvaggio e maestoso, in perfetta solitudine. Tradizionale messaggino di soddisfazione e saluto ai famigliari e agli amici: “geschafft!”.

Il Piz Valdraus (3096 m) ha un bell’omino di vetta, alla cui base trovo una gamella militare con la scritta “SAT Lucomagno”. L’apro per segnare il mio passaggio. Qui ho la sorpresa di trovare un libro di vetta, biodegradabile al 100%, nella fase del 95% di putrefazione.

Riesco a decifrare delle scritte, a matita, risalenti al 1973...

Non rinuncio al mio messaggio. Recupero dallo zaino un foglietto di carta e scrivo il mio pensiero, con la mano ancora un po’ tremolante per la fatica.

Mi sento bene, sono soddisfatto della conquista e sono pieno di gioia di vivere, grazie anche alla montagna e grazie anche ad Hikr.org che mi dà la possibilità di raccogliere le impressioni e di condividerle con gli amici.

 

“Piz Valdraus (3096 m), 21.8.2010.

        

La vetta è, per tutti gli alpinisti, il coronamento di un sogno;

è qui che ognuno può scoprire come sono le corde della propria anima.”

                                                                                                            siso

 

Dopo una mezz’oretta di pausa affronto la lunghissima discesa che si concluderà al posteggio di Aquilesco: 1879 m di dislivello.

 

Tempo di salita: 4 h 40 min (comprese le soste)

Tempo totale: 9 h 45 min

Tempi parziali

Pian Geirètt (2012 m) – Bivio Capanna Scaletta (2230 m): 45 min

Bivio Capanna Scaletta (2230 m) – Arco della Greina (2350 m): 30 min

Arco della Greina (2350 m) – Lago a quota 2496 m: 30 min

Lago a quota 2496 m – Lago a quota 2588 m: 20 min

Lago a quota 2588 m – Bocchetta a quota 2833 m sul Glatscher da Lavaz: 1 h 10 min

Bocchetta a quota 2833 m – Piz Valdraus (3096 m): 1 h 10 min

Piz Valdraus (3096 m) – Posteggio a Ghirone/Aquilesco (1217 m): 4 h 35 min

Dislivello teorico: 1118 m in salita; 1879 m in discesa fino ad Aquilesco

Sviluppo complessivo: 18,6 km

Difficoltà: T4

Copertura della rete cellulare: buona tranne che nel canyon della Greina

Coordinate Piz Valdraus: 715945/165695

Libro di vetta: sì, in fase di putrefazione


Tourengänger: siso

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Kommentare (2)


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gbal hat gesagt: Affascinante percorso
Gesendet am 24. August 2010 um 14:15
Bell'itinerario Siso. Fa venire l'acquolina, specie Piz Gaglianera e i suoi vicini. Il pensierino ce lo farei anch'io se non fosse così...fuori mano per me.
Complimenti
Giulio

siso Pro hat gesagt: RE:Affascinante percorso
Gesendet am 24. August 2010 um 14:56
Grazie Giulio.
Delle giornate così belle non capitano spesso al fine settimana, quando si è liberi da impegni.
Peccato che il bus navetta sia attivo solo fino al 29 agosto e che parta ad un orario poco alpinistico!
Ciao Giulio e complimenti per le tue performance legate ad un notevole dislivello: che duro!
siso


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