Capanna Alva m.1570 - rifugio Negros m.1799 - cima Negros m.2182


Publiziert von Alberto , 28. Juli 2010 um 18:02. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:24 Juli 2010
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Poncione Rosso 
Zeitbedarf: 3:30
Aufstieg: 1254 m
Abstieg: 1254 m
Strecke: Pon di sopra m.941 -Larecc m.1445 capanna Alva m.1570 -rifugio Negros m.1799 -cima Negros m.2182
Zufahrt zum Ausgangspunkt: Milano -Chiasso -uscita Bellinzona Nord,proseguire sulla cantonale in direzione del Gottardo e sucessivamente seguire le indicazioni per Lodrino,passato il paese,prima di arrivare ad Iragna,in zona delle cave,a destra vi è una chiesetta in sasso e a circa 10 metri a sinistra,la strada forestale -giunti al bivio,zona Legri,prendere a destra,la strada scende al ponte per poi risalire fino a Pon di sopra m.947  
Unterkunftmöglichkeiten:capanna Alva o rifugio Negros
Kartennummer:CNS n° 276 valle Verzasca

D'accordo con Francesco,si rinuncia alla traversata (che faremo ad agosto pernottando in un rifugio in autogestione che conosco) Svizzera – Italia in zona val Bernina per optare nel sud del canton Ticino: meta la cima Negros. Francesco si fida a viaggiare sulla mia vecchiotta auto,ma si accorge che il motore arranca ancora bene (un po come me) e giunti al termine della strada,notiamo un bel gruppo di gente locale ai quali domandiamo cosa stessero per fare. Ci dicono che andranno a far pulizia dei sentieri e ci invitano anche a noi,scherzando ci offrono pala e piccone: lavoreranno pure domenica e ci fa piacere che vi partecipavano molti giovani. Dopo quattro chiacchere,salutiamo e partiamo,senza non poter notare l'elicottero che faceva vari viaggi per trasportare il materiale e i lavoranti in quota (molto meno dura partire dall'alto e scendere). Poco dopo Francesco mi fa notare che il tracciato non molla: he he he,non è che io perché mi sono soprannominato Bradipo,organizzo escursioni “pianeggianti”,anche a me piace “l'estremo”. Così è il percorso per un pochetto,poi comincia con un lungo traverso e con dei saliscendi,il percorso nella maggior parte all'ombra,si apre una volta arrivati a Larecc,poi si riesce dal bosco oramai nei pressi della capanna Alva. La temperatura frizzante,alleviava le sofferenze al sottoscritto,che riusciva (cosa rara) a intrattenere brevi discorsi: dopo un breve sosta per rifornimento acqua,si riparte e perveniamo al rifugio Negros: struttura spartana ma che offre la possibilità di dormire,acqua all'interno della capanna con un camino e una piccola stufa a legna e luce tramita pannello fotovoltaico,che si vuole di più?...ci sono pure le trappole per i topi! Dopo la lunga sosta.si riparte: invece di fare il percorso che ho fatto qualche anno fa con Giuseppe e Tilde,il quale in leggera diagonale si porta verso il canalone per poi risalirlo,cerchiamo subito di risalire il crinale. Ovviamente dal rifugio non vi è alcun sentiero e tanto meno la segnaletica a vernice,quindi ci vuole carta alla mano e capire la direzione giusta. Io conoscendo il percorso non avevo problemi a trovare la direzione,ma a salire il fianco della montagna per salire sulla dorsale...mazza quanto è stata dura: la pendenza sarà stata del 40% se non di più,tant'è vero che a momenti bacio l'erba,poi bisognava fare attenzione a quei ciuffi d'erba che sono di uno scivolamento da non trascurare ed infine alcuni passaggi dove io mi cimentavo a infilarmi quasi in bocca le mie ginocchia (perché vado a incasinarmi e a rendermi la vita difficile? Mha,forse si cela un poco di masochismo in me!). Poco dopo essere sulla cresta,ecco che di tanto in tanto tratti di sentiero ben evidenti affiorano dall'erba (cosa rara) e perveniamo alla vetta,dalla quale il Poncione Rosso fa veramente impressione con le sue strapiombanti pareti. Il panorama verso il Gottardo é nullo poiché in zona stava nevicando e piovendo,ma verso sud,oltre a vedere bene il pizzo di Claro,si vedeva il Camoghé,il pizzo di Gino,Cima delle Cicogne,il Corno Gesero,il Marmontana e la zona del passo S. Jorio. Il venticello che tirava quassù,mi costringe a mettermi la giacca a vento e volendo anche i guanti,ma per solidarietà nei confronti di Francesco,soffro insieme,ma brevemente,dato che non resteremo troppo in cima. Facciamo sosta alla capanna Alva che Francesco vede per la prima volta,poi verso l'auto. Durante il viaggio di ritorno si parla,poi mi accorgo che stavo parlando al vento,dato che Francesco (fiducioso della mia guida da “ninna nanna”,praticamente è come prendere un sonnifero?) se la dorme beato: sssssssilenzio,vuoi vedere che è STANCO?! He he he! Tutti a quanto pare o rif o raf cediamo! Devo ammettere che come guido io,è difficile rimanere ansiosi e in allerta: comunque,se vi addormentate,io riesco a stare sveglio,lo dimostra il fatto che non ho la radio in auto,perché la radio...la fa chi sale con me,he he he!


Tourengänger: Alberto, Francesco


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Kommentare (4)


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Massimo hat gesagt: PRANZO
Gesendet am 29. Juli 2010 um 00:01
Ragazzi, ma non ho visto nessuna traccia di elementi vitali ( focacce - pancetta - vino - grappa ).
Non è che avete riservato il tutto x la Sassa?

Max

Alberto hat gesagt: RE:PRANZO
Gesendet am 30. Juli 2010 um 17:05
è stato un pranzo "sobrio",come presumo alla Sassa d'Entova: il tratto dopo il rifugio Negros,come conferma Giulio,tira ed è quasi per caprette,visto la quasi nullità di marcatura nel terreno. Visto che alla Sassa,sarò il più lento,Max porta i viveri a sufficienza per tutti he he he!

gbal hat gesagt: Pendenza...
Gesendet am 29. Juli 2010 um 10:16
Vi capisco! Sono un recente reduce da quel percorso, anzi, peggio, io l'ho fatto da Lodrino. Dopo il Rifugio Negros le cose si mettono davvero male, tra sentiero che non c'è e salita che tira! Però per temprarsi bisogna soffrire, no? Bravi!
Giulio

Francesco hat gesagt: RE:Pendenza...
Gesendet am 29. Juli 2010 um 11:59
Ciao Giulio, ho letto tua relazione e preso nozioni affinche' rendesse piu' agevole il percorso, è comunque un bel panorama, se ci ritorni troverai la croce di vetta ...... un poco ciondolante ma, intera.
Ciao alla prox.


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