Pizzo Cavagnöö (2837 m)


Publiziert von ivanbutti , 27. Juli 2010 um 20:38. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:25 Juli 2010
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Cristallina   Gruppo Pizzo San Giacomo   Gruppo Pizzo Rotondo   Gruppo Grieshorn 

 

Paltano-Pizzo Cavagnöö

25  Luglio 2010

 

Commento di Ivan

Appuntamento con Beppe ed Alberto ( reduce da oltre 1.300 metri di dislivello del giorno precedente ) al Breggia per le 06.30. L’itinerario di oggi non prevede, in teoria,  tempi e dislivello particolarmente impegnativi, e così ce la prendiamo abbastanza comoda.

Verso le 08.30 siamo pronti a partire da Paltano, località sulla strada che porta al passo della Novena, poco prima dell’Alpe di Cruina. La temperatura è di 8°C e tira un bel venticello che mi gela subito le orecchie, la mia parte più sensibile al freddo. Le cime che vanno dal Pizzo Gallina a quello di Lucendro sono quasi tutte coperte da nuvoloni che arrivano da nord. Il sentiero attraversa dapprima il giovane Ticino, che nasce appena poco più sopra, e passa poi di fianco ad una piccola cava; chissà quale tipo di roccia ci estraggono. Si risale poi a zig-zag  la zona delle Loite di Paltano, caratterizzata da numerosi ruscelli che scendono a valle, sino ad arrivare spianando a San Giacomo (2254 m.), dove si trova una cappellina dedicata a San Nicolao e numerosi edifici, oggi chiusi, e quasi certamente adibiti ad alloggio per militari. Qui il vento è ancora più fastidioso, occorre coprirsi bene. La nostra meta appare proprio di fronte a noi, a sx. della bocchetta di Formazzora, caratterizzata da poco estetici tralicci della corrente. Cerchiamo di capire se si dovrà risalire un canalino molto ripido ed ancora innevato, che risulterebbe assai problematico. Comunque proseguiamo sul sentiero segnato; ad un certo momento sembra che ci faccia andare verso la parete rocciosa del Pizzo San Giacomo, ma in realtà  esso si abbassa di una decina di metri per attraversare la pietraia generata dagli sfasciumi del Pizzo stesso. C’è anche qualche piccolo nevaio da attraversare, ma niente di particolare.

Alberto però oggi non ha voglia di pietraie, e così decide di tornare verso San Giacomo, ci attenderà lì, mentre io e Beppe proseguiamo. Il sentiero è ben segnato anche in mezzo alla pietraia; usciti da questa troviamo però un cartello che ci fa capire che seguendo questo cammino arriveremmo alla Bocchetta di Grandinaggia, che si trova dalla parte opposta rispetto a quella di Formazzora, e da lì non riusciremmo mai ad arrivare in vetta ( anche il sciur Brenna, come lo chiama Ale84, lo conferma ). Capiremo al ritorno di non avere preso il bivio, peraltro piuttosto difficile da vedere, che porta alla Formazzora. Abbandoniamo allora il sentiero e risaliamo un dosso, sulla cima del quale individuiamo la traccia corretta; per raggiungerla dobbiamo attraversare un nevaio, i cui ultimi metri sono piuttosto insidiosi per la ripidezza e la neve ancora molto dura. Riguadagnata la traccia saliamo spediti, evitiamo un altro nevaio infido ed in breve siamo alla Formazzora; qui la vista si apre sul ghiacciaio del Cavagnöö e sul Basodino. Per fortuna il sole splende, ma il vento è ancora più teso e gelido; risaliamo allora velocemente ( a parte Beppe che litiga un po’ col vento per infilarsi la giacca ) gli ultimi 150 metri. Ora lo sguardo spazia anche sul lago Cavagnöö e sulle cime della zona del Cristallina e del Campo Tencia; molto bella la vista su tutta la catena Gallina-Lucendro, quando le nubi lo permettono, e sullo sfondo l’immancabile Finsteraarhorn. Fa freddo, i pochi ciuffi d’erba sono ricoperti di brina,e  così, dopo le classiche foto, scendiamo per trovare riparo dietro ad un edificio, probabilmente di servizio per la linea elettrica,  posto appena sopra la bocchetta di Formazzora; riusciamo almeno a consumare il pasto abbastanza riparati. Riscendiamo poi per la stessa via di salita, fatta eccezione per il nevaio insidioso dell’andata. A San Giacomo ci ricongiungiamo con Alberto, che ci ha atteso con pazienza, riparato dal vento in una sorta di piccolo bunker vicino ad una costruzione ( militare o presa d’acqua ?). Qui incontriamo l’hikriano Cappef, che Beppe ha già conosciuto, in mountain bike con altri 2 amici. Dopo saluti e foto, ci incamminiamo sulla via di ritorno, seguendo esattamente la stessa strada.

 

Partenza : 1876 m.

Arrivo : 2837 m.

Dislivello : 960  m.
Tempo : 2 ore e 30 la salita

Commento di Alberto

Mi sento in forma,quindi decido di accogliere la proposta di Giuseppe,con cui mi ritrovo a Grandate per poi raggiungere al Breggia,Ivan: ok,sarò l'ultimo della “colonna”. Partiamo per la val Bedretto,la giornata si prospetta buona dal punto di vista meteo...ma quando siamo in zona Gottardo,masse nuvolose si notano bene...come pure il vento e la temperatura,poco “estiva”. Scesi dall'auto,ci copriamo,il percorso sale il versante nord,tramite un buon sentiero che ci fa raggiungere la chiesetta di S. Giacomo: qui vi sono delle postazioni blindate che controllavano il passo di S.Giacomo. Proseguiamo il sentiero,il quale in parte,noto che sembra una mulattiera militare,almeno,lo deduco da come è costruito,poi...finito tutto. Il sentiero finisce nei pressi di una morena,la quale bisogna ridiscenderla fino ad attraversare il nevaio,poi comincia il percorso che a me mi da letteralmente fastidio: sassi da superare con balzelli che mi rallentano oltre il mio modo di camminare,quindi ad un certo punto,dico agli amici che rinuncio,ma che loro non dovevano preoccuparsi e di proseguire. Ci mettiamo d'accordo sul dove ritrovarci e ripartono,mentre io faccio ritorno. Giunto nei pressi di una struttura che mi sembrava una presa d'acqua,poi ho capito che dovrebbe essere una polveriera.mi fermo all'ottimo riparo dal vento per pranzare,rinunciando di fare un giretto al passo S.Giacomo. La giornata ha sempre tenuto bene,purtroppo non è la prima volta che mi capita di rinunciare per via di questi fastidiosi percorsi,ma preferisco così,sono tranquillo io...e gli altri (se facessero così tutti coloro che trovano complicazioni,invece di lamentarsi e continuare,sarebbe molto meglio,non c'è nulla da vergognarsi,anzi,tutt'altro,almeno a mio avviso). Scruto la vetta e vedo due che si muovono lassù,secondo i miei calcoli era troppo presto ma,riflettendoci un poco e dato che la mia presenza non “ostacolava” il passo...e sì,erano proprio loro,me lo hanno confermato al ritorno,contenti di essere giunti lassù. Scendendo a S.Giacomo,facciamo conoscenza con CAPPEF.com,tre amici,Alfio Carlo e che con le loro bike si cimentavano su questi sentieri: è stato un gran piacere conoscerli,cosa che Giuseppe ebbe già avuto piacere qualche anno fa. Be,alle 16,00 eravamo già al Breggia,cosa rara che fa piacere ad alcuni,ma da non farci l'abitudine,almeno per quanto mi riguarda (il vantaggio delle rinunce da parte del bradipo,altrimenti...la merenda saltava he he he!). Bene,mi ha fatto piacere che Ivan fosse con noi,spero di avere l'opportunita di fare con Lui altre escursioni...alla mia portata!

COMMENTO DI BEPPE

OGGI ESCURSIONE IN COMPAGNIA DI ALBERTO E IVAN AL PIZZO CAVAGNOO CHE AVEVO PROPOSTO PRENDENDO SPUNTO DA UNA RELAZIONE DI ALE84 E SISO MI E SPIACIUTO CHE ALBERTO NON HA PROSEGUITO CON NOI , COMUNQUE PIU CHE GIUSTO CHE OGNUNO DI NOI DEVE FARE QUELLO CHE SI SENTEDI FARE.
OGGI E STATO UN PIACERE RIVEDERE FLAVIO DI CAPEF CHE AVEVO CONOSCIUTO AL FOISC.
ANCHE OGGI E STATA UNA BELLA GIORNATA PASSATA IN PIACEVOLE COMPAGNIA DI ALBERTO E IVAN.


Tourengänger: ivanbutti, Alberto, beppe


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