Monte San Primo 1682m - triangolo lariano


Publiziert von Federico , 15. Oktober 2009 um 20:59.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:26 Juli 2009
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 6:00
Aufstieg: 1400 m
Abstieg: 1400 m
Strecke:Lezzeno, Vergine dei Ceppi, Bocchetta di Lezzeno, Cresta San Primo, Parco, Vetta, ritorno
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Se si parte dal livello del lago: lungolago da Como direzione Bellagio, fermarsi a Lezzeno. Se si parte dal Parco San Primo: Erba, Canzo, Asso, Ghisallo, Parco San Primo.
Unterkunftmöglichkeiten:Zona Parco San Primo
Kartennummer:Kompass n° 91 Lago di Como e di Lugano

E se andassi sul Monte San Primo partendo dal livello del lago di Como? L’idea che mi balena in testa è proprio questa. Detto e fatto. Arrivato a Como mi dirigo in direzione Bellagio con l’obbiettivo di fermarmi a Lezzeno. A metà strada un ingorgo sul lungo lago. Tutti fermi il soccorso alpino 118 sta evacuando in elicottero una signora dalla sua casa. Dopo circa mezz’ora si riparte e giungo a Lezzeno. Mi dirigo in località Beata Vergine dei Ceppi. Da qui si parte per il sentiero che ci porterà prima alla Bocchetta di Lezzeno e da lì in cima al San Primo.
E’ l’unico sentiero ancora agibile che permetta una scalata del San Primo dal lago, ma si comprende subito che non si tratta di un sentiero molto battuto. Mi sa che ho avuto la solita idea folle. Ma no, tutto sommato è anche divertente ritrovarsi completamente isolati in un bosco dalla vegetazione così fitta?!. Lo è fino a quando nell’isolamento più completo sento dei strani rumori nel bosco e vedo dei strani movimenti nel fogliame. Oddio! Mi sa che qualcuno mi sta seguendo. Giungo ad un rudere abbandonato e mi viene subito in mente il film “The Blair Witch Project”, “Il mistero della strega di Blair”; chi ha visto il film sa cosa intendo. Meno male che siamo di giorno in piena luce, anche se qui il bosco è talmente fitto che c’è penombra. Proseguo e mi sento ancora seguito. Cavolo! Perché non si fanno vedere. Cosa vogliono questi qua! Aumento il passo, poi arrivo a una radura, mi volto, un rumore, uno scatto, movimenti da tutte le parti:
Cinghiali ! Nel giro di pochi secondi scompaiono tutti emettendo grida d’allarme. Ecco chi mi seguiva? In fondo hanno avuto più paura loro di me quando mi hanno incontrato.
            Giungo alla Bocchetta di Lezzeno, proseguo per la cresta del San Primo, attraverso una cascina deserta e poi arrivo in zona Parco San Primo. Tutti gli escursionisti partono da qua, io mi sono già sciroppato un paio d’ore di cammino per vedere solo piante e basta, che idea geniale! Alla fine vado in direzione del parcheggio seguendo il sentiero n° 1 per un tratto asfaltato. E finalmente imbocco il tratto che porta al San Primo classico. Sentiero facilissimo e amplissimo, un’autostrada. Con una mountain-bike salendo dal Ghisallo qui ci si può arrivare benissimo, quasi fino alla cima. Pendenze dolcissime, con solo un paio di tratti faticosi, di cui l’ultimo quello finale. Escursione adatta a tutti soprattutto se effettuata dal Parco.
            A mio avviso il San Primo non offre grandissime emozioni, ma può rappresentare un ottimo posto per escursioni invernali con parecchia neve. Infatti, essendo i suoi pendii molto dolci è praticamente impossibile che si possa verificare qualsiasi tipo di slavina. La cima non è molto bella, un’antenna antiestetica la rovina, il panorama circostante è quello del lago di Como, Bellagio, l’isola comacina, i Corni di Canzo a sud-est e l’arco alpino tutt’intorno.
            La cosa più simpatica vista? La capretta che ho fotografato, nella via di ritorno mi ha seguito per un quarto d’ora e non mi mollava più, l’avessi voluto me la sarei portata sino a valle.
            Se volete cimentarvi nella follia di scalare il San Primo partendo dal livello del lago di Como, l’unico sentiero decentemente percorribile in andata e ritorno è quello che parte dalla Vergine dei Ceppi a Lezzeno.
            Il San Primo resta un'escursione consigliata per i neofiti della montagna in invernale; con neve si può partire dal Parco del San Primo, salendo in automobile dalla Madonna del Ghisallo oppure si può partire dalla Colma di Sormano, salendo da Erba o da Pian del Tivano. In mountain-bike secondo me si può tentare d’arrivare quasi fino in cima portando la bici in spalla nell’ultimo tratto sassoso. Si può abbinare all’escursione una visita al famoso Santuario della Madonna del Ghisallo protettrice di tutti i ciclisti, con al suo fianco il nuovissimo museo del ciclismo. Sia la chiesetta che il museo sono infarciti di bici e cimeli d’epoca dei più grandi campioni di ciclismo di tutti i tempi.

CAPRETTA ALPINISTA IN BILICO SUL MONTE SAN PRIMO



SOCCORSO ALPINO 118 IN AZIONE


Tourengänger: Federico

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