Monte Magnodeno m.1241 (LC)


Publiziert von Alberto , 2. Oktober 2009 um 14:24. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:27 September 2009
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Zeitbedarf: 3:00
Aufstieg: 1220 m
Abstieg: 1220 m
Strecke:Erve m.566-segnavia N°11 per rifugio Monzesi-segnavia n°11a "sentiero impegnativo"-segnavia n°24 per Magnodeno
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Milano-Lecco-Galbiate-Calolziocorte-Erve
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio Ghislandi-rifugio Monzesi e Magnodeno (questi rifugi sono aperti anche al mercoledì,la giornata dei pensionati

Considerando le precipitazioni,avvenute durante la notte tra sabato e domenica,scelgo un'escursione che non crei problemi lungo il tragitto (del tipo,scivolare a gambe all'aria). Così,avviso alcuni amici,di questi solo Giuseppe si presenta all'appuntamento. La zona in cui siamo diretti,non la conosce,(pure a me,parte del percorso mi era sconosciuto) dirigiamo a Erve,già la strada affascina per come nel 1911 l'ebbero costruita scavando la roccia,mentre qualche secolo prima,tortuose mulattiere collegavano frazioni e paesi in quella valle,con un salto nel vuoto di 150 metri (va bene per chi fa ama fare il salto con l'elastico detto,se non erro jampi). Giunti a Erve,il paese dei 22 ponti,così l'ho soprannominato (è attraversato dal torrente Galavesa e tutte le abitazioni che stanno dalla parte opposta della strada principale,sono servite da questi ponticelli) cerchiamo parcheggio: consiglio di attraversare completamente il paese,dove il cartello indica strada chiusa,proseguire e arrivati alla rotonda della piazza di giro,parcheggiare lungo i numerosi posti auto situati ad un lato della strada. Noi abbiamo parcheggiato prima,non mi ricordavo di questo particolare (ogni tanto capita anche al mio cervello di essere attaccato dai virus he he he). Ci incamminiamo alle 7.50,lungo la strada,poi un chiaro cartello con divieto ai non autorizzati,indica che la strada è ad uso agrosilvopastorale come poi riscontriamo,ed è in cemento ed erta,poi sterrata fino all'agriturismo “i due camosci”.Da qui,saliamo per un comodo sentiero n°11,che poco dopo si biforca: a sinistra lo indica impegnativo (chissà che sorpresa ci riserva”) a destra facile,passando pr la sorgente S.Carlo. Decidiamo,visto che almeno qui,ha piovuto durante la notte,di salire il sentiero impegnativo: be,devo ammettere che era tosto,in piedi,ogni tanto scivoloso e spesso per alcuni salti si roccia,facevo fatica a fare il passo (quando uno è corto di gambe!!!!!). Pareva desse un pochino di tregua,ma la fronte,sembrava la fontana di Trevi,tanto il gocciolio di sudore per l'impegno fisico,poi eccoci ad incrociare il facile sentiero,che per un tratto percorriamo e al successivo cartello seguiamo il sentiero n°24 che segue a sinistra per il Magnodeno,mentre l'altro prosegue per il rifugio Monzesi. Il sentiero,stretto ma pulito,scende ad attraversare canali e valloncelli dalla pendenza considerevole e con vista sottostante del paese di Erve e in lontananza il caratteristico panorama sulla Brianza: gli spari di cacciatori non mancavano e la cosa non lascia tranquilli,in particolare quando gli spari sono vicini. Ma noi,con abbigliamento ben visibile,pensavamo: ci noteranno no? SPEREM!!! Con alternanza di saliscendi,superiamo salti rocciosi,poi il sentiero si fa pianeggiante e addentrandosi in un boschetto di faggi,perveniamo all'unica sorgente del Magnodeno: qui vi è posto il cartello con l'indicazione di un percorso molto aereo,panoramico con passaggi di 1° grado ed attrezzato che segue la cresta della Giumenta per giungere al rifugio Monzesi (per chi ama questa tipologia di percorso,si può divertire in ore 1 compiendo la traversata). Proseguiamo a sinistra e poco dopo raggiungiamo il percorso che feci tempo fa e in cresta,saliamo il percorso in parte attrezzato con catene alla vetta del Magnodeno con il rifugio che raggiungiamo alle 10,50 [ore 3 disl.+726 e - 75]: il panorama è grandioso,a parte la nuvolaglia del ciclo diurno,i vede la città di Lecco in tutta la sua grandezza,il lago di Como,ramo lecchese,lago di Garlate e Olginate,Annone,Pusiano e Alserio. Questa vetta è molto battuta da escursionisti avanti con l'età (i pensionati,per intenderci) che salgono quassù pure al mercoledì perché il rifugio offre con modico prezzo,un pranzo semplice. Dopo la sosta per rifocillarci,alle 12.00 scendiamo per il sentiero n°25a,molto scivoloso,tant'è vero che a Giuseppe la scivolata gli procura una botta sulla gamba (fortuna che aveva i pantaloni lunghi),comunque,niente di rotto e proseguiamo per l'interminabile percorso,infido e ripido,che pure io,mi accorgo che sotto la suola si è formato lo strato di terriccio,che rende difficile la frenata (ed infatti il pattinamento e slittamento delle scarpe farà parte del contesto di tale escursione per tutta la discesa). Giungiamo ad un bivio,teniamo a sinistra e scendiamo fino ad incontrare una sorgente: qui,c'è un altro bivio,purtroppo senza indicazioni (forse qualche vandalo ha estirpato il cartello) noi scendiamo a sinistra verso il rifugio Stoppani m.890 e attraversiamo 2 torrentelli giungendo a quota 800 (accidenti,siamo troppo bassi!!! era giusto seguire quello di destra,poco male,siamo allenati anche per sopportare queste sofferenze). Il sentiero dopo il torrente sale e mentre camminiamo,sentiamo il vociare di un gruppo e subito dopo un sasso del diametro di 30 cm. rotola velocemente a valle passando davanti a noi a tutta velocità: fortuna che ci siamo fermati per capire da che lato provenivano quelle voci...disgraziati,ma perché non fanno attenzione? Poi,giunti al bivio con il sentiero n°1,prendiamo a destra e saliamo la mulattiera,incrociando il gruppo di ragazzi che raccogliendo le castagne devono (presumo senza farlo apposta) aver smosso il sasso. Poco avanti vediamo sulla destra un sentiero con tanto di palo indicatore,che indica proprio il percorso che non abbiamo fatto,per mancanza del segnale (però,se controllavo l'altimetro e non erravo sull'altezza del rifugio Stoppani,che pensavo a 790...100 metri non sono pochini). Saliamo e perveniamo ad un altro bivio: lasciato a sinistra il sentiero per il rifugio Stoppani,seguiamo il segnavia n°6 per il passo del Fò,sentiero lungo,non finiva mai ed inoltre con tratti erti,poi si divide: prendo a destra (migliore soluzione) cosi,senza saperlo,perveniamo ad una sorgente dove mi gusto le fresche acque. Da lì,in pochi minuti raggiungiamo il Passo del Fò e il rifugio Ghislandi m.1284 ore 14.35 disl.tot.+1220 e -499: da questa località chi ama cementarsi con pareti,c'è la ferrata del canalone C.A.I. che sale per 200 metri tramite scalette,gradini e corde metalliche il bastione di roccia che sta dinanzi al rifugio. Dopo,in 15 minuti scendiamo con molta attenzione al rifugio Monzesi m.1173 dove ci gustiamo una buona torta al limone,però,data la località,frequentata dai molti padroni di cani chiassosi,preferiamo scendere e tramite percorso sempre scivoloso,giungiamo alla fonte S.Carlo,poi attraversato il ponte,al bivio iniziale dove è ubicato l'agriturismo e all'auto che vi giungiamo alle 17.00. Fino al Magnodeno ore 3,poi ore 2.35 al Passo del Fò,15 minuti al rifugio Monzesi e ore 1 e 30 all'auto per un tempo totale di 7 ore e 20 minuti.              PERCORSO: T= turistico fino alla'agriturismo - E= escursionistico fino al bivi per il Monzesi - EI= escursionistico impegnativo il segnavia n°11a - E= escursionistico con esposizione il tratto che raggiunge la dorsale del Magnodeno,segnavia n°24


Tourengänger: Alberto, beppe

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