Skógafoss e canyon del fiume Skógá


Publiziert von ale84 , 20. September 2009 um 16:40.

Region: Welt » Island
Tour Datum:14 Juli 2009
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: IS 
Zeitbedarf: 8:30
Aufstieg: 900 m
Strecke:[LUNGHEZZA 24km] Skógar - Skógafoss - Skógaheidi - Skógafoss - Skógar
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Il paesino di Skógar (popolazione 23 persone) si trova sulla costa meridionale islandese, a circa 1km dalla strada statale n. 1.
Unterkunftmöglichkeiten:Hotel Edda Skógar

Dopo alcuni mesi di minuziosa pianificazione il 13 luglio scorso siamo finalmente partiti per l’Islanda. Isola che si trova tra la Groenlandia e la Gran Bretagna, a nordovest delle Isole Faer Oer e confinante con il Circolo Polare Artico. In questo caso il freddo ne è stato la lampante dimostrazione. La superficie dell’Islanda corrisponde circa al doppio di quella svizzera ma la popolazione totale della nazione è di circa 320'000 abitanti (quasi come la popolazione del Ticino). Questo fa si che l’Islanda sia la nazione europea meno popolata. Inoltre bisogna tener conto che più o meno 180'000 persone risiedono nella capitale Reykjavík, quindi si può ben immaginare quanta gente viva nel resto dell’isola. Durante le due settimane di vacanza in pratica abbiamo incrociato più pecore che persone!
Il giorno seguente al nostro arrivo siamo partiti per la prima gita, questa è sicuramente stata la migliore che abbiamo fatto nelle nostre due settimane di permanenza. La più bella, la più verde, la più soleggiata, la più calda, la più lunga e la più faticosa senza ombra di dubbio!
La meta doveva essere il Passo di Fimmvörduháls a quota 1093m e dovevamo raggiungerlo, secondo i nostri piani, partendo dalla località di Pórsmörk.
Dal nostro alloggio a Skógar dovevamo quindi spostarci in auto a Pórsmörk ma tale viaggio ci è stato vivamente sconsigliato dalla gente del posto a causa dei numerosi guadi ritenuti pericolosi.
Per non rischiare di impantanarci già al secondo giorno di vacanza abbiamo quindi deciso di non muoverci e perciò c’è toccato modificare la tabella di marcia.
Il Passo di Fimmvörduháls è raggiungibile anche da Skógar, la differenza sta nel fatto che il sentiero per arrivarci è molto molto più lungo.
Per finire siamo partiti col sacco in spalla dalla porta del nostro Hotel Edda.

In verità non è proprio un hotel ma bensì una scuola che durante la pausa scolastica estiva viene sfruttata per alloggiarci i turisti, in Islanda ricorrono spesso a questo genere di soluzioni. 
In questi hotel si hanno due alternative, prendere una camera senza bagno (come abbiamo fatto noi) o dormire con il sacco a pelo nella palestra della scuola insieme a molte altre persone. Ovviamente la differenza di prezzo tra le due cose è notevole. È risaputo che l’Islanda sia una nazione difficilmente abbordabile in fatto di prezzi ma l’attuale crisi economica ha fatto colare a picco il loro sistema finanziario, i cambi sono divenuti vantaggiosi e così quello che l’anno scorso costava il doppio quest’anno era almeno per noi piuttosto conveniente. Diciamo che al momento il costo della vita in Islanda corrisponde circa a quello svizzero. In poche parole abbiamo azzeccato il periodo migliore per andarci! Probabilmente non saremo stati gli unici a fare questo tipo di ragionamento. Qualche anno fa o solo nel 2008 avremmo speso il doppio o più semplicemente avremmo deciso di non andarci a causa dei prezzi elevatissimi! Per fare un esempio: una spartana camera doppia senza bagno costava quest’anno sui 90fr, l’anno scorso si aggirava sui 200fr… un furto! La voce più costosa della vacanza è di sicuro il noleggio della jeep (indispensabile se si vuole visitare l’interno dell’isola), se si pensa che per due settimane di jeep nel 2008 si pagavano circa 7000fr (e non tanto meno per una semplice auto) è ben comprensibile perché molte persone decidevano di prendere il traghetto e raggiungere l’isola con il mezzo privato.
Un’alternativa per viaggiare low-cost è quella di dormire in tenda, ma considerate le avverse condizioni climatiche (freddo, vento e pioggia) del Paese abbiamo deciso ben presto di scartare questa possibilità. Ad ogni modo per visitare l’Islanda bisogna essere in grado di adattarsi ed avere poche pretese, in due settimane non abbiamo mai dormito in una camera con bagno privato e alcune volte eravamo sistemati in stanza con degli sconosciuti. Il sacco a pelo deve rigorosamente rientrare nelle cose da portarsi appresso in quanto capita di doverlo utilizzare soprattutto negli ostelli e nelle guesthouse. Lenzuola e coperte vengono messi a disposizione ma si pagano! A volte capita che nella zona del pernottamento non ci sia proprio nulla e quindi in mancanza di ristoranti ci si deve arrangiare a cucinare sul posto. Pasta e risotto liofilizzati (portati da casa) sono stati una vera scoperta! La maggior parte dei luoghi dove abbiamo dormito e mangiato erano comunque sempre puliti. In auto è sempre meglio avere una scorta d'acqua, di cibo e di benzina, perché mettendosi in viaggio non si incontra nulla per chilometri e chilometri, soprattutto nell'interno dell'isola.
Bene dopo questa parentesi su prezzi e modi di vita islandesi direi che è ora di tornare al resoconto della gita. 

Come dicevo siamo partiti a piedi dall'albergo e ci siamo recati immediatamente alla cascata di Skógafoss che si trova poco più a ovest. 
Dopo molteplici scatti alla Skógafoss, una delle più belle cascate che abbiamo visto in Islanda, che con il suo salto di 62m risulta veramente spettacolare, abbiamo preso il sentierino che saliva alla sua sommità. Dall’alto bellissima visione sulla cascata e l’arcobaleno formatosi tra i suoi spruzzi! Lo sguardo da lì si perdeva nell’Oceano…che panorama! Sotto il sole e accompagnati dalle pecorelle (ne abbiamo viste tantissime) abbiamo preso il sentiero che costeggiava sulla destra per diversi chilometri il canyon scavato dal fiume Skógá. Il sentiero non è segnalato né da paletti né da segni colorati come dalle nostre parti, semplicemente si segue la scia di terra tra i pascoli. La via da seguire è evidente ed è difficile sbagliare. Da notare che durante tutto il percorso non abbiamo visto nemmeno un cartello! L’escursione effettuata è riportata dalle guide turistiche ma nonostante questo non abbiamo incrociato molte persone sul sentiero, in gran parte abbiamo effettuato il percorso in solitudine accompagnati unicamente dal rumore dell’acqua ed estasiati dal paesaggio che ci circondava, che pace in questi luoghi.
Siamo rimasti colpiti dalla gran quantità di bellissime cascate incontrate lungo il tragitto, dal verde dei pascoli e soprattutto del muschio! Il muschio islandese ricopre grandi quantità di pietre e terreno e sembra quasi verde fosforescente!  
Dopo diversi chilometri abbiamo raggiunto il ponticello di legno sul fiume Skógá, lo abbiamo attraversato e arrivati dall’altra parte è stato quasi come atterrare su un altro pianeta. Siamo passati dal verde dei pascoli al grigio della distesa di lava di Skógaheidi nella desolazione più totale. Da lì il sentiero si è trasformato in una dissestata strada sterrata, l’abbiamo seguita pensando di arrivare alla nostra meta poco dopo ma cammina cammina non arrivavamo mai! In lontananza vedevamo il Passo di Fimmvórduhals tra le due calotte di ghiaccio del Eyjafjallajökull e del Mýrdalsjökull. Eravamo in cammino da 4 ore, il sole se n’era andato e minacciava di piovere, faceva freddissimo a causa del forte vento inoltre eravamo affamati: un disastro! Visto che il paesaggio non era nulla di entusiasmante abbiamo deciso di tornare indietro anche perché sapevamo che il viaggio di ritorno non sarebbe stato breve.
Ci siamo fermati in un luogo riparato per cambiarci i vestiti umidi e mangiare qualcosa e poi ci siamo rimessi in marcia, siamo tornati a Skógar seguendo lo stesso identico sentiero di salita. Durante la discesa per fortuna è tornato a splendere il sole! La discesa è stata lunghissima e abbiamo calcolato che durante la giornata abbiamo percorso circa 24km in 8 ore e 30minuti. La gita è stata quindi impegnativa ma veramente bella e appagante anche se non abbiamo raggiunto la meta prefissata. Il bello sta nel fatto che anche se si rientra tardi non arriva mai il buio! :-)

Altre foto dell'Islanda sul sito personale di Mauro78: Ariafina

 

Tourengänger: ale84, Mauro78

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