Monte Cornizzolo (m 1241) e Monte Pesora (m 1190), anello da Canzo


Publiziert von Alberto C. Pro , 13. Januar 2019 um 22:51.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum: 6 Januar 2019
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 4:00
Aufstieg: 940 m
Abstieg: 940 m
Strecke:Canzo, via Castello - Fonti di Gajum - San Miro al Monte - Alpe Alto - Culmen - Rifugio M. Consiglieri - Monte Cornizzolo, cima - Monte Perosa, cima - Canzo, Lazzaretto.
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Percorrendo la SS36 (Superstrada Milano-Lecco) in direzione lecco, prendere l'uscita per Erba e proseguire lungo la SP 41 fino a Canzo. Al centro dell'abitato di Canzo, seguendo la segnaletica per Gajum (cartelli marroni), si imbocca l'omonima via e la si percorre fino al termine. Ci sono alcuni parcheggi, ma il posto, in genere, è piuttosto affollato. Invece per il parcheggio di via Castello, bisogna mantenersi sulla via principale ancora per un tratto, fino a superare la chiesa che è visibile sulla destra, e svoltare a desta per via Rimembranze; la termine della quale si svolta a destra per via De Gasperi, quindi nuovamente a destra per via Castello.

In attesa dell’agognata neve, per mantenere un minimo di forma, sono stato attratto dal Monte Cornizzolo: una delle prime cime delle Prealpi del Triangolo Lariano, dal caratteristico profilo che la rende ben visibile dalla pianura. Un vero e proprio balcone sulla Pianura Padana che, nonostante la sua modesta elevazione (solo 1241 metri) offre, nelle giornate giuste, e oggi è una di quelle, un panorama mozzafiato a 360°: a nord si scorge un tratto del Lario con le cime (poco innevate) della Valtellina e della Svizzera; ruotando lo sguardo verso est i Corni di Canzo, il gruppo delle Grigne, il vicino Monte Rai, il Barro, il Resegone, i laghi brianzoli. A sud il panorama sulla Pianura Padana è sconfinato e arriva fino agli Appennini, con in mezzo i grattacieli di Milano che sbucano dal leggero strato di foschia che anche oggi avvolge l’area Metropolitana. A sud ovest si scorge l’inconfondibile piramide del Monviso, per poi risalire fino al massiccio del Monte Rosa ancora più grandioso di prima, abbracciamo con un solo sguardo tutta la Pianura Padana fino agli Appennini.
 
LOCALITA' DI PARTENZA.    Canzo, parcheggio di via Castello (m 435).

ATTREZZATURA.  Normale da escursionismo.

DIFFICOLTÀ.    T2.Carrareccie selciate e sentieri ben tracciati. Alcuni tratti con pendenza accentuata. La discesa per la valle di Pesora è ripida e, in un paio di tratti, un po’ esposta.

QUOTA MASSIMA:  m 1241, alla cima del Monte Cornizzolo.

QUOTA MINIMA:  m 435, al parcheggio in via Castello.

SVILUPPO:  km 10,5.

TEMPO DI CAMMINO EFFETTIVO:  4 ore.

TEMPO DI SALITA:  2 ore 10’.

TEMPO DI DISCESA1 ora 50’.    

DESCRIZIONE PERCORSO.  Sarebbe stato meglio parcheggiare l’auto alle Fonti di Gajum, ma il tratto in più è poca cosa: 10 minuti e poco più di mezzo chilometro. Dal parcheggio di via Castello raggiungo Fonti di Gajum percorrendo un tratto del sentiero dello Spaccasasi che inizia in prossimità del parcheggio.
Dalle Fonti di Gajum  (m 485) si percorre la larga carrareccia selciata che percorre la Val Ravella (sentiero geologico); raggiunto il bivio col sentiero n. 7, che si stacca sulla destra e porta al Sasso dell’Acqua, lo si ignora e si continua lungo la carrareccia fino a raggiungere il cosiddetto parco dei massi erratici. Qui si trascura il percorso che continua sulla sinistra lungo la val Rovella e, mantenendosi sulla carrareccia, con un paio di tornanti si raggiunge la chiesetta di San Miro al Monte (m 600, 30 minuti dalla partenza, compresa la lettura dei vari pannelli del sentiero geologico).
A San Miro termina la carrareccia e si prosegue su sentiero risalendo la Valle di San Miro lungo il torrente, che dopo poco si attraversa su di un ponticello iniziando la risalita di un costone erboso piuttosto ripido, per poi inoltrarci in un bosco di abeti fino ad arrivare all’Alpe Alto (m 1096, 1,5 ore dalla partenza). Si ignora il sentiero che porta alla Bocchetta di San Miro e al Sasso di Malscarpa, e si continua a mezza costa che, in leggera salita ci porta al valico del Culmen, dove si incrocia la stradina che, percorrendola in direzione destra, in breve raggiunge il Rifugio Marisa Consiglieri (m 1110, poco meno di 2 ore dalla partenza). In corrispondenza del Rifugio si abbandona la comoda stradina e, disturbati dal vento che si fa più insistente, si risale il breve pendio che porta alla cima del Monte Cornizzolo, identificata da una grossa croce metallica montata su di un basamento in calcestruzzo (m 1241, 15  minuti dal rifugio). 
Dopo una breve sosta per ammirare il magnifico panorama, si inizia la discesa per il versante opposto percorrendo la panoramica cresta fino ad arrivare alla cima del Monte Pesora, anticima ovest del Monte Cornizzolo, dove è posizionata una manica a vento che oggi svolge un super lavoro, visto il venticello che tira (m 1190, 15 minuti circa dal Cornizzolo).
Dalla cima si prende il sentiero di destra che, dopo un breve tratto pianeggiante, inizia una ripidissima discesa lungo un crestone fino a quota 850, circa, dove si devia a destra e si raggiunge un ruscello, che non si attraversa, ma si prosegue stando alla sua sinistra seguendo la linea di un acquedotto (tubo metallico di piccolo diametro) fino a raggiungere il Lazzaretto di Canzo. Percorrendo un breve tratto di strada asfaltata si raggiungono le Fonti di Gajum e, seguendo a ritroso la traccia dell’andata, il parcheggio di via Castello.

METEO.  Cielo sereno; vento da nord (raffiche a kmh 40, forse anche di più) con effetto fhön; temperatura alla partenza 10°, all'arrivo 14°.

FREQUENTAZIONE: Diversa gente lungo il sentiero geologico, nei pressi del rifugio e sulla cima del Cornizzolo. In solitudine il resto del percorso.
 

ALCUNE NOTIZIE.

Le Fonti di Gajum (m 485) erano già note ai tempi dei Romani e rimasero produttive fino al 2001. Il nome deriva da un nobile romano, Lucius Gajus. Tra il 1700 e il 1800, furono luogo di villeggiatura di personaggi del calibro di Ugo Foscolo e Alessandro Manzoni che ne apprezzavano l’acqua per le sue qualità diuretiche e digestive.
 
La Chiesa di San Miro al Monte (m 600), che ha annesso un piccolo convento, fu dedicata a San Miro Paredi (1336 – 1381), che qui svolte il suo eremitaggio. Fu edificata fra il 1643 e il 1660 nel luogo in cui sorgeva un preesistente   antico oratorio. Fino al 1810 ospitò una piccola comunità di frati.
 
Il Lazzaretto è una chiesetta a pianta esagonale, eretta nel 1630 a memoria dei morti della famosa peste manzoniana.
 

Tourengänger: Alberto C.


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Kommentare (1)


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Camoscio hat gesagt:
Gesendet am 14. Januar 2019 um 13:57
Bel giro e interessante rapporto!


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