Rifugio Benevolo (2285 m)


Publiziert von siso Pro , 6. Juni 2009 um 23:32.

Region: Welt » Italien » Aostatal
Tour Datum: 5 Juni 2009
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Hochtouren Schwierigkeit: L
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 2:00
Aufstieg: 406 m
Abstieg: 406 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Aosta - Valle di Rhêmes - Rhêmes-Notre-Dame
Unterkunftmöglichkeiten:Rhêmes-Notre-Dame, Rifugio Benevolo

Partenza da Chanavey (1685 m), frazione di Rhêmes-Notre-Dame, con un pullmino guidato dal paziente e disponibile Lorenzo. A bordo 21 ragazzi quindicenni, molto assonnati, dopo aver passato la loro ultima notte in comune (gita scolastica di fine scuola media). L’assenza di turisti ci permette di percorrere la stradina asfaltata senza i problemi di incrocio che si hanno durante il fine settimana. L’itinerario tocca le località di Rhêmes-Notre-Dame, l’incantevole villaggio di vacanza Pellaud (1811 m), circondato da larici e abeti e Thumel  (1879 m). Qui termina la strada concessa al traffico pubblico. Lasciamo il pullmino e ci incamminiamo su una comoda mulattiera che si sviluppa interamente sulla sinistra idrografica della Dora di Rhêmes.

La giornata è promettente: cielo sereno, clima mite e aria pura. La parete orientale della Granta Parey (“La Grande Parete”) (3387 m) domina la valle e si mostra in tutta la sua bellezza. Dopo circa trecento metri di cammino, nei pressi di un alpeggio, ci imbattiamo in alcune carcasse di camosci, circondate da nefaste cornacchie nere: la professoressa, più avvezza a spiegare i testi di Dante o di Virgilio piuttosto che a cimentarsi in scarpinate, decide allora di desistere e di aspettarci su una più rassicurante sdraio di un ristoro vicino. Siso, affiancato dalla guida naturalistica locale, tira il gruppo con grande entusiasmo, dispensando osservazioni e spiegazioni che non sempre giungono a destinazione. Si supera un tratto in salita e alcuni in falsopiano, accompagnati dal fischio delle numerosissime marmotte, che nonostante l’inverno rigido (si sono contate ben 24 nevicate nella valle) sono riuscite a sopravvivere. La guida sostiene che i selvatici che più hanno sofferto per le abbondanti nevicate sono stati gli stambecchi. Contrariamente alla credenza popolare, questi ungulati non sono adatti alla neve. Il loro notevole peso determina un grande dispendio di energia per lo spostamento nelle zone innevate. Gli stambecchi sono animali adatti alle zone rocciose, dove sono particolarmente agili, grazie alle ventose che hanno sotto gli zoccoli.

Si continua a camminare sulla strada poderale, attraversando qualche chiazza di neve: residuo delle numerose slavine cadute questo inverno. Fotografiamo la splendida cascata del torrente Goletta e un’altra, non meno bella, dal ponte che ci porta sul versante orografico destro della valle.


Il tracciato guadagna quota velocemente grazie ad un sentierino che attraversa due tornanti della mulattiera. In pochi minuti raggiungiamo il pianoro erboso del Rifugio Benevolo (2285 m). La struttura, di proprietà della Sezione C.A.I. di Torino, è dedicata a Gian Federico Benevolo prematuramente scomparso al Colle di Bionassay nel 1927, è situato ai piedi del massiccio della Granta Parey ed è base di partenza per numerose e svariate escursioni alpinistiche ed escursionistiche.

Il guardiano, purtroppo, non ci ha graziati della sua presenza. Solo il localino invernale era aperto.

Partecipanti: Angela, III E e siso


Tourengänger: siso

Galerie


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