Bocchetta Roma dalla Piana di Preda Rossa


Publiziert von Angelo63 , 1. September 2018 um 23:25.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:27 August 2018
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 8:45
Aufstieg: 970 m
Strecke:Piana di Preda Rossa - Preda Rossa - Rifugio Cesare Ponti - Bocchetta Roma - Rifugio Cesare Ponti - ritorno alla Piana di Preda Rossa passando dalla cresta della morena e dalle varie piane
Zufahrt zum Ausgangspunkt:SS 36 da Lecco in direzione Colico, seguire poi le indicazioni per Sondrio. Dopo Morbegno, superato un ponte sul fiume Adda, svoltare a sinistra in direzione della Val Masino. Arrivati a Filorera, dal centro paese sulla destra inizia la strada a pagamento (€ 5,00 - max 50 accessi giornalieri acquistabili presso Hotel Rustichella) che conduce, percorsi 12 km, a Preda Rossa.

Per l’ultima uscita prima di riprendere con il lavoro è d’obbligo scegliere una bella meta nella speranza di trovare anche la giusta giornata dal punto di vista meteorologico. Con me e Danilo oggi c’è Roberto che si dichiara buon camminatore ma che dice di faticare parecchio in salita; ovviamente è stato il primo del gruppo a raggiungere il rifugio. Dopo il fallito tentativo dello scorso autunno, causa chiusura per frana della strada che sale a Preda Rossa, saputo della riapertura della via di accesso, decidiamo che è giunto il momento di andare a visitare il rifugio Ponti. Se poi fosse possibile cercheremo di salire ancora un poco più in alto per avvicinarci a quel poco che ormai resta della lingua glaciale che scende dal Disgrazia.
 
Fatta una sosta all’hotel Rustichella per acquistare il ticket di accesso (costo € 5, in vendita 50 posti auto al giorno) e percorsi i 12 chilometri della strada che sale alla piana di Preda Rossa, alle 9 ci incamminiamo. Fa freddino perché siamo ancora all’ombra e c’è anche un po’ di vento. Ci sono solo 7 gradi e procediamo ben coperti. Di fronte a noi è già ben visibile la sagoma del Disgrazia ed alla nostra destra quella dei Corni Bruciati. Alcune nuvole caratterizzano l’orizzonte ma siamo fiduciosi che ben presto si dissolveranno. Seguiamo il corso del torrente che scende alla nostra destra per arrivare in pochi minuti al primo e più grande pianoro di Preda Rossa. Procediamo sulla sinistra della piana dove sono posizionate alcune passerelle in legno che consentono di evitare di finire in qualche acquitrino. In una ventina di minuti dalla partenza abbiamo superato la grande piana e iniziamo un tratto in salita tra rododendri e larici. Man mano che si sale, dietro di noi è ben visibile il corso del torrente che con ampie curve attraversa la piana che abbiamo appena percorso. Siamo ormai completamente al sole quando raggiungiamo un secondo pianoro ed alle 9.45 incontriamo la deviazione che sulla sinistra consente di raggiungere il Passo della Romilla. Poco oltre abbandoniamo il pianoro e sempre sulla sinistra iniziamo a percorrere il ripido sentiero che risale tra i massi franati dalla montagna. Questo è il tratto più ripido che consente di guadagnare rapidamente quota. Facciamo qualche breve sosta per riprendere fiato e per ammirare il paesaggio circostante. Anche il vento che c’era alla partenza è completamente cessato e si sta proprio bene. Terminato il tratto ripido si percorre un lungo traverso che ci consente di salire ulteriormente di quota senza faticare eccessivamente. Alle 10.30 il rifugio Ponti è già visibile seppur ancora lontano. Con alcuni tornanti, mai eccessivamente ripidi, ci portiamo sempre più nelle vicinanze del rifugio che raggiungiamo alle 11.10. Abbiamo percorso 5,9 km camminando per 1h35m con soste per 35m. La giornata è splendida, il cielo terso e le cime delle montagne sembrano ancora più a portata di mano. Dopo una sosta di una ventina di minuti decidiamo di rimetterci in cammino. Roberto, soddisfatto della meta raggiunta, preferisce fermarsi al rifugio a godersi la bella giornata di sole. Danilo decide di avventurarsi in direzione dell’evidente morena per poi risalirla il più possibile in direzione della lingua glaciale che scende dal Disgrazia. Io invece mi incammino in direzione della Bocchetta Roma. Il percorso è sempre ben segnalato dai numerosi segnavia bianco rossi che sono posizionati sui massi. È però anche ben accidentato perché si procede spesso su grossi massi che non mi lasciano mai tranquillo nel procedere. I tempi di percorrenza inevitabilmente si allungano ed a fatica raggiungo la Bocchetta Roma quando sono le 12.50. Tanta fatica è però ampiamente ripagata dal meraviglioso panorama che si apre di fronte a me. Una vastissima conca che il giorno precedente è stata teatro del passaggio dei concorrenti del famoso trofeo Kima che prende il nome dal bivacco che individuo sotto di me. La sagoma del Disgrazia sembra ancora più vicina sopra la mia testa. Purtroppo non riesco a dare un nome a tutte le bellissime cime che mi sono apparse, raggiunta la bocchetta, affacciandomi sulla vallata sottostante. Mi rimetto in cammino alle 13.10 per raggiungere gli amici che mi aspettano al rifugio. Procedo sempre con attenzione per via del percorso accidentato e perché la fatica si fa anche sentire. Alle 14.25 raggiungo il rifugio dove nel frattempo sono sopraggiunti anche altri escursionisti e sosto all’esterno per il pranzo. È stata dura rinunciare ai pizzoccheri del rifugio, avevamo con noi dei panini, ma ci siamo rifatti con una fresca birra. Alle 15.10 ci rimettiamo in marcia ma come tutti gli altri escursionisti, già incamminatisi per il rientro, non ripercorriamo a ritroso il sentiero salito in mattinata. Scendiamo sotto il rifugio su un pendio lastricato di lisci massi e raggiungiamo la morena glaciale che risaliamo per poi discenderla tutta stando sul sentiero in cresta. È un tratto molto ripido ma si procede sempre in sicurezza. Alla nostra destra la balconata naturale dove è posizionato il rifugio Ponti si allontana sempre di più mentre passiamo proprio sotto le sagome dei Corni Bruciati. Alle 16.15 terminiamo il tratto di ripida discesa in cresta sulla morena e raggiungiamo un’ampia piana (la terza di Preda Rossa) dove si immette anche il torrente che scende dalla lingua glaciale del Disgrazia. Sarà forse a causa del percorso accidentato ma mi fanno proprio male i piedi. La proposta di una sosta per un pediluvio è subito accolta dal gruppo. Ci posizioniamo su dei comodi massi e immergiamo i piedi e parte delle gambe nelle gelide acque. Non si riesce a resistere per molto tempo in acqua ma l’effetto è proprio rigenerante. Ripartiamo alle 16.35 e raggiungiamo in circa 15 minuti la seconda piana che al mattino avevamo lasciato a metà per risalire il ripido sentiero. Le soste sono frequenti soprattutto per fare delle foto alle piane dall’alto con la caratteristica sagoma del torrente che le solca. Alle 17,20 raggiungiamo la prima più vasta piana che percorriamo in alcuni tratti ormai all’ombra ed arriviamo così alla nostra auto quando sono le 17.45.
 
Tutte le aspettative riposte in questa escursione di fine periodo feriale sono state ampiamente soddisfatte. Siamo stati in un posto veramente molto bello in una giornata dal clima perfetto, abbiamo raggiunto ciascuno una meta desiderata e soprattutto ci siamo divertiti un sacco.
 
Dati complessivi:
Km percorsi: 13,9;
Tempo marcia: 4h35m;
Tempo sosta: 4h10m;
Ascesa: mt. 970 circa;
Velocità media in marcia: 3,1 km/h;
Velocità media totale: 1,6 km/h.
 


Tourengänger: Angelo63, Danilo54


Minimap
0Km
Klicke um zu zeichnen. Klicke auf den letzten Punkt um das Zeichnen zu beenden

Galerie


Slideshow In einem neuen Fenster öffnen · Im gleichen Fenster öffnen

T2
14 Jun 14
bocchetta roma 2850 metri · pasty
T4 I
T4-
T2
3 Aug 17
Rifugio Ponti mt 2559 · turistalpi
T4 L L

Kommentare (1)


Kommentar hinzufügen

GIBI hat gesagt:
Gesendet am 3. September 2018 um 14:48
Giornata spettacolare ... complimenti per la scelta e le foto !

... e buon lavoro

ciao Giorgio


Kommentar hinzufügen»