Marmolada (Punta Penia x cresta W 3343 m)


Published by Francesco , 1 August 2018, 16h48. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Trentino-South Tirol
Date of the hike:28 July 2018
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Mountaineering grading: PD
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Via ferrata grading: D
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2 days 12:00
Height gain: 1385 m 4543 ft.
Height loss: 1385 m 4543 ft.
Route:a\r km 10,100: Posteggio Diga Fedaia (2034 m), Rifugio Pian dei Fiacconi (2622 m), Via Ferrata Marmolada (3343 m), Capanna Punta Penia (3340 m), Marmolada-Punta Penia (3343 m) Attacco via ferrata (2890 m)
Access to start point:.....Beh... partendo da Como la strada è lunga,da Brugherio un po meno ma, sempre lunga rimane: Seguiamo le varie autostrade verso il trentino, uscita a ora e seguire per la val di Fassa fino al passo della Fedaia,parcheggiare al lago omonimo.

Chiara Una "regina" montagna per la nostra forse più importante - e dunque "regina"- escursione di quest'anno come CAI Brugherio: la Marmolada, la Regina delle Dolomiti.
A novembre, durante la definizione del programma CAI di quest'anno - tutto volto alla commemorazione del centenario della fine della Grande Guerra - ci era sembrato scontato e ovvio inserirla..... Ma ora che siamo al dunque - e soprattutto con un gruppo di venti persone da gestire - le cose non sono così scontate. E ce ne rendiamo conto dalla miriade di messaggi organizzativi che ci scambiamo nell'ultima settimana su....tutto(!)
Ma poi procede tutto magnificamente, sia a livello di "accompagnati" che di accompagnatori: bella compagnia, bella atmosfera, bella convivialità, bel feeling, begli incontri e bei ritrovi, bella ferrata (anche se un po' troppo "piolosa" nella prima parte), bella e comunque adrenalinica discesa su ghiaccio, bellissima ospitalità e cordialità al rifugio, bellissimi posti e bellissimi panorami....... Solo ci voleva qualche nube in meno la domenica, arrivati in cima....... Ma vabbhè, la perfezione......magari alla prossima! Magari

Un grazie particolare ai nostri super accompagnatori, disponibilissimi e bravi davvero.
E poi un grazie a chi ci stà dando fiducia: ci hanno detto che siamo un bel gruppo CAI..... Ma il gruppo lo facciamo insieme!

Di seguito la descrizione "ufficiale" della due giorni:

La Marmolada prende il nome da origini latine, Marmor, infatti, nella lingua latina significa marmo mentre la parola marmar nel greco antico significa splendere, con chiari riferimenti alla lucentezza del ghiacciaio.
Oltre alla leggenda che accompagna il nome e il grande ghiacciaio, la Marmolada è legata anche a vicende storiche molto importanti. Negli anni della prima guerra mondiale, infatti, la Marmolada divenne il palcoscenico dei combattimenti tra l’esercito italiano e quello austriaco, specialmente sul fronte est, poiché segnava un tratto del fronte italo-austriaco. La guerra combattuta sulla Marmolada è un esempio assolutamente particolare di “guerra bianca”. Infatti l’alta quota, la presenza del ghiacciaio, e la sostanziale staticità delle linee dei due schieramenti contrapposti portarono da parte austriaca a realizzare una vera e propria città sotto e dentro il ghiacciaio, e da parte italiana nella roccia viva. Il confine pre-guerra attraversava il ghiacciaio e manteneva le principali cime (Penìa, Rocca, Sass delle Undici e Sass delle Dodici) in mano austriaca, poi attraversava la valle all’altezza del Passo Fedaia e risaliva verso Passo Padòn. Le truppe italiane occuparono e si attestarono sulla Cresta Seràuta, facendo di Forcella Serauta un munitissimo caposaldo in roccia. La conca ghiacciata tra la cresta Seràuta, la Marmolada di Ombretta e il Sass delle Undici, fu terreno di combattimenti e prima linea del fronte dal maggio del 1915 al novembre del 1917.
ll Ghiacciaio è legato anche ad un’antica leggenda secondo la quale, tanto tempo fa, una vecchietta iniziò a raccogliere il fieno il 5 agosto, giorno in cui cade la festività della Madonna delle Nevi. Nonostante le ammonizioni dei suoi compaesani che l’avevano esortata a non raccogliere il fieno, la vecchietta non volle sentire ragioni e fece a modo suo. La notte stessa, sempre secondo la leggenda, ci fu una grande nevicata e le temperature si irrigidirono a tal punto che la neve cominciò a ghiacciarsi. A quel punto, la vecchietta resto incastrata tra la neve e – secondo la leggenda – sarebbe ancora sepolta sotto il ghiacciaio.
La "Regina delle Dolomiti" e la sua vetta più alta, la Punta Penia-3348mt, si possono risalire attraverso svariati percorsi di ogni grado di difficoltà e tra questi uno dei più frequentati è la Via attrezzata per la cresta Ovest. Tale Via è possibile affrontarla partendo dai 2 versanti opposti della cresta ovvero versante passo Fedaia -Pian dei Fiacconi - e versante Alba di Canazei-Val Contrin. Noi la percorreremo partendo dal rifugio Pian dei Fiacconi.

 
ITINERARIO PRIMO GIORNO
Da Canazei si segue la SS641 in direzione del Passo Fedaia fino a raggiungere il valico. Si parcheggia nelle vicinanze della diga. Da qui parte il sentiero (n° 606) che in circa 2,00 ore porta al rifugio Pian dei Fiacconi.
 
ITINERARIO SECONDO GIORNO
AVVICINAMENTO
Dal rifugio Pian dei Fiacconi si prende la traccia in direzione ovest. Il percorso si snoda lungo rocce montonate, attraverso dossi dalla chiara fisiografia glaciale. Seguire gli ometti in pietra e le tracce di vernice -segnavia n.606- fino ad aggirare uno sperone roccioso che, perdendo circa 150mt di quota, porta in 1.00h alla base del Ghiacciaio del Vernel. La salita, nella parte inferiore su traccia fra detriti mobili, punta verso il centro della conca (non a sinistra come potrebbe sembrare), sino a raggiungere il bordo inferiore del Ghiacciaio del Vernel. Il proseguo sulla Vedretta può essere semplice, su facile traccia nella neve, ad inizio stagione. Più frequentemente, si risale nei mesi di luglio, agosto e oltre su ghiaccio vivo, a tratti molto ripido, con la necessità di calzare i ramponi per vincere la forte pendenza del ghiacciaio. Nel settore superiore della vedretta possono aprirsi talvolta alcuni insidiosi crepacci che richiedono attenzione per il loro superamento. Si guadagna infine il bordo a destra terminale della distesa ghiacciata, andando ad afferrare le prime funi della ferrata sul fianco orientale del Piccolo Vernel. Risalendo ora alcune placchette inclinate, le funi fisse conducono rapidamente alla sella che divide il Piccolo Vernel dalla Punta Penia denominata appunto forcella Marmolada, a poco meno di 2.00h dalla partenza.
 
FERRATA
In corrispondenza dell'attacco alla cresta è presente una vecchia baracca di guerra ricavata nella roccia  che da subito ricorda quanto la Marmolada sia stata zona bellica durante la Prima Guerra Mondiale. Si parte allora con una serie di cambre su placca "appoggiata", da notare che questa tipologia di attrezzature accompagneranno gran parte della Via, uscendone ben presto su fondo detritico  dove una traccia di sentiero  conduce ad un lungo costone roccioso  , mentre alle nostre spalle incombono imponenti il Piccolo e Grande Vernel , interrotto solo da una serie di staffe dove la roccia diventa più levigata . Si passa davanti ad una altra fortificazione bellica  e portandosi sul ripido versante nord si traversa una placca in leggera salita grazie all'ausilio di alcuni pioli, vecchio stampo, che fungono da gradini  raggiungendo la base di un diedro che inizialmente continua ad essere attrezzato con questa tipologia di pioli  anche se all'attacco di questi è presente una struttura metallica piuttosto originale . Si risale quindi la placconata inclinata senza particolari difficoltà trattandosi fondamentalmente di una scala trovando in uscita delle facili roccette   che si riducono a piano inclinato con il cavo che funge praticamente da scorrimano . Come già incontrato in precedenza, una lunga serie di pioli permette di superare trasversalmente una placca piuttosto levigata  per raggiungere una cengia rocciosa  dalla quale parte una nuova lunga serie di cambre  che, dove la parete si appoggia maggiormente, lascia poi il posto ancora al solo cavo scorrimano  al quale è comunque sempre raccomandato essere assicurati in quanto una scivolata su queste placche inclinate sarebbe davvero grave. Altra cengia, stavolta più detritica , altra breve serie di cambre , ancora una griglia metallica  e lentamente si guadagnano metri sfruttando fin qui, più che la cresta, i piani inclinati del versante Nord  con scarsa varietà di passaggi ed una progressione per lunghi tratti monotona. Alcuni brevi passaggi su facili roccette  interrompono solo temporaneamente la presenza delle molteplici staffe, si sfrutta una fenditura alla base di una paretina per salire in obliquo  e dopo alcune staffe , pioli  ed alcuni metri di solo cavo in leggera salita  si giunge presso un comodo pulpito  dove oltre al meritato riposo è doveroso uno sgardo al panorama che spazia sui principali Gruppi Dolomitici nonchè sul sottostante lago di Fedaia . Da qui la Via si sviluppa molto più in cresta di quanto non fatto finora così come si intuisce fin dalla ripartenza dove si supera un facile salto roccioso  per portarsi così proprio sul filo di cresta  dal quale è evidente il proseguo della Via fino quasi alla vetta . Si perde lievemente quota in direzione di una selletta , si riguadagna poi subito quota  e dopo aver camminato praticamente sempre sul versante Nord la visuale ora si apre finalmente anche verso Sud in particolare sulla sottostante Val Contrin ; si procede fondamentalmente lungo un sentiero attrezzato di cresta  incontrando solo qualche innocue roccette, non ci sono passaggi particolari degni di nota e si prosegue quasi orizzontalmente su fondo parzialmente detritico in direzione del nevaio sommitale . Naturalmente il punto in cui è possibile portarsi dalla cresta rocciosa al nevaio varia continuamente a seconda del periodo e condizioni nei quali si affronta la salita. E' possibile da qui puntare alla vicina croce di vetta direttamente dal nevaio oppure mantenendosi a destra seguendo ancora le roccette di cresta, non attrezzate, dove alcuni ometti guidano alla vetta passando per Capanna Punta Penìa . Dalla vetta  panorama a 360° sulle principali cime Dolomitiche ad iniziare dalla vicina Punta Rocca  , altra cima della Marmolada, per continuare con Piz Boè , gruppo del Sassolungo , cresta Padon  e molte altre.
 
DISCESA
Dalla vetta, si inizia a scendere con attrezzatura da ghiacciaio, lungo la dorsale nord, denominata per la sua forma “Schena de Mul”, su neve (attenzione alle cornici all’inizio dell’estate) o ghiaccio vivo (abbastanza insidioso a fine stagione) fino a raggiungere l’uscita di uno stretto canalino che solca la verticale parete rocciosa che separa la suddetta Schena de Mul dal sottostante Ghiacciaio della Marmolada. Completamente attrezzato nel 2005,il camino deve essere percorso comunque con attenzione, non solo perché abbastanza lungo (quasi 200 metri di dislivello) e ripido, ma soprattutto perché è facile smuovere materiale che potrebbe ricadere sulle sottostanti cordate. Messo piede sul ghiacciaio (ultimi cavi non perfettamente tirati e a volte sommersi dalla neve fino a luglio) si percepisce immediatamente di trovarsi di fronte a una massa glaciale in evidente fase di ritiro ma ancora “viva” e da non sottovalutare. Si supera infatti subito la crepacciata terminale, abbastanza aperta normalmente già a metà estate, per poi iniziare una serie di svolte su ponti di neve per aggirare i crepacci che caratterizzano tutto questo settore del ghiacciaio. La traccia è di solito molto evidente ma si consiglia di verificare l’attidabilità dei passaggi specialmente se si affronta la discesa nel pomeriggio. Arrivati al gradino glaciale più ripido, si compie un semicerchio portandosi a destra, evitando cosi i crepacci che si aprono nella zona di massima pendenza, raggiungendo così la lingua terminale, ormai priva di fenditure ma spesso ricoperta di ghiaccio vivo e detriti a stagione inoltrata. Proseguendo su lisce rocce montonate, liberate dall’arretramento del ghiacciaio, sì scende seguendo gli ometti in pietra fino al Rifugìo Pian dei Fiacconilf. Da qui si fa ritorno alla diga del Lago Fedaia. 



Zar...una due giorni davvero piacevolissima ospite dell'allegro e determinatissimo CAI Brugherio e della sua vulcanica ed inarrestabile Presidentessa Chiara...
Beh...quando si parla di Dolomiti, difficilmente si fanno "buchi nell'acqua", ma quando vai ad udienza dalla Regina, non puoi non inginocchiarti!!!
Fantastica Marmolada, con un anello "all terrain".
In un'unica escursione di tutto rispetto tecnico ed atletico, approcci tutte le discipline alpinistiche: escursione classica, arrampicata, ferrata e ghiacciaio.
Sei carico come un mulo per via di tutta l'attrezzatura che ti devi trasportare ma, in compenso, torni a casa con un bagaglio di soddisfazione impareggiabile.
...se in montagna non vuoi faticare, sul divano ti conviene stare!!!
E noi si fatica...e, nei momenti che contano, fatico con Francesco...

Grazie a tutte/i ed alla prossima
Luca


Francesco... Ebbene, la regina delle dolomiti mancava anche a me ed è giunto il momento di andare a fare una visitina,questa volta aggregandomi, assieme a Luca al cai di Brugherio e ringraziando Chiara per averci dato l'opportunità di poter partecipare.
La prima domanda che mi son posto è stata: ma ad una quota cosi modesta,ci sarà il ghiacciaio ??
Sarà l'esposizione o altro ma il ghiacciaio ancora è molto esteso e per niente banale,una gita proprio completa di tutto, anche dell'ottimo trattamento , gentilezza e cibo al rifugio Pian dei Fiacconi.

Hike partners: Francesco, Chiara, zar


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Comments (11)


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Menek says:
Sent 1 August 2018, 16h58
stikatzy... super giro!

Francesco says: RE:
Sent 1 August 2018, 19h34
:)...ciau.

beppe says: Bravi
Sent 1 August 2018, 18h23
Ciao
Beppe

Francesco says: RE:Bravi
Sent 1 August 2018, 19h34
:) grazie Beppe, ciao

Sent 1 August 2018, 23h53
Tutto molto bello!!!!
Complimenti!
Ciao.
ALE

Francesco says: RE:
Sent 2 August 2018, 07h20
...Ciao Ale,eh si è molto bello. Ti divertiresto parecchio

blepori Pro says:
Sent 2 August 2018, 07h15
bellissimo, che soddisfazione portare un gruppo così in vetta alla regina delle dolomiti. Ciao Benedetto

Francesco says: RE:
Sent 2 August 2018, 07h22
.......Certo Benedetto, gruppo molto intraprendente e motivato.
Ciao

cristina says:
Sent 2 August 2018, 09h25
Pensavo/speravo fosse messo meglio il ghiacciaio...:-(

Francesco says: RE:
Sent 2 August 2018, 09h35
..Il troppo caldo ha dissolto il manto nevoso lasciando il ghiacciaio lacrimante.

GIBI says:
Sent 7 August 2018, 12h04
Spettacolari immagini che si commentano da sole ma bisogna complimentarsi con chi le fa perché l'ambiente aiuta parecchio ma per scattarle bisogna essere bravi e sopratutto sul posto cosa per niente scontata ... brava Chiara, bravo Francesco ... e complimenti al vostro ben attivo C.A.I.

ciao Giorgio


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