CORNO BIRONE 1116 m dal Sass Negher per il Ceppo della Forcola


Publiziert von Federico , 29. April 2009 um 15:22.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:25 April 2009
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 3:30
Aufstieg: 860 m
Abstieg: 860 m
Strecke:Dal Sass Negher per il Ceppo della Forcola al Corno Birone, sentiero n° 1 Lucio Vassena
Zufahrt zum Ausgangspunkt:LOCALITA’ DI PARTENZA Prendere la superstrada Milano – Lecco n° 36, uscire all’uscita denominata Civate – Oggiono (attenzione a non farsi ingannare dalla precedente uscita ove compare un cartello quadrato di Civate che non centra nulla). A questo punto appena imboccata l’uscita procedere dritti in direzione Civate – Valmadrera. Si passa sotto la parte sopraelevata della superstrada per poi giungere ad una rotonda. Alla rotonda girare a sinistra; superata la rotonda svoltare a destra immettendosi nella strada di collegamento fra Civate e Valmadrera. Proseguire sempre dritti sino a raggiungere uno stop. Svoltare a sinistra (Via alla Santa), raggiunta una biforcazione prendere la direzione destra (Via Privata Valsecchi). Seguire la strada mentre effettua una decisa curva a destra (via Bellinghera) per poi svoltare alla prima a sinistra (via Baselone). Proseguire sempre dritti seguendo la strada in tutte le sue curve attraversando la zona industriale (via Pra’ Trebbia). Giunti ad uno stop in salita svoltare a destra. Siamo in via Trebbia. La strada a sinistra in leggera salita preceduta dal cartello segnalatore “strada senza uscita” è la nostra meta di partenza descritta nell’escursione. Qui troveremo il cartello escursionistico del percorso naturalistico dei massi erranti.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:LOCALITA’ D’ARRIVO Terminata l’escursione sentiero n° 10 Civate, uscire dalla strada sterrata immettersi in quella asfaltata tenendosi sulla direzione destra (via Valle dell’Oro). Proseguire sempre dritti lungo la discesa successiva (via Valle dell’Oro). Giunti allo stop svoltare a sinistra attraversando la zona industriale (via Pra’ di Trebbia), ripetendo lo stesso percorso dell’andata ci si ritroverà in via Trebbia. Nei dintorni della quale avremo parcheggiato la nostra macchina.
Kartennummer:Kompass n° 91 Lago di Como e Lugano

Giunti al pannello sentieristico posto sul lato destro della strada senza uscita di via Trebbia, entrare (poco più innanzi sempre sulla destra) in un parcheggio privato circondato da case. Da qui inizia un sentiero non segnalato che non deve essere seguito lungo il suo percorso pianeggiante. Infatti dopo appena una decina di metri si svolta a sinistra iniziando una breve salita. Al termine di questa breve salita si svolta di nuovo a sinistra. Sarà al termine del successivo breve tratto erboso che giungeremo nei pressi del primo cartello sentieristico (posto di spalle) indicante la direzione da intraprendere per la vetta del Corno Birone. Si attraversa a questo punto un ampio spazio erboso fino a giungere all’inizio del sentiero vero e proprio.
            Il sentiero in questione è il n° 1 denominato Lucio Vassena, con segnavia di colore rosso, bianco e giallo. Esso si inoltra nel bosco in una fitta vegetazione e sale subito ripido il bordo destro di un ampio canalone sottoponendo il fisico ad un notevole sforzo iniziale. Per questo motivo, considerando la costante e continua forte pendenza e la lunghezza del tragitto da compiersi sino alla cima, raccomandiamo una buona gestione dello sforzo sin da subito.
            La prima parte del sentiero coincide con il percorso naturalistico dei sassi erranti. Durante la prima mezz’ora di cammino ci si imbatterà dunque in una moltitudine di massi erratici deposti in prevalenza nell’alveo di un antico torrente. In origine tali massi vennero trasportati per centinaia di chilometri dall’espansione del ghiacciaio dell’Adda, per poi essere depositati dove si trovano attualmente durante la fase di ritiro del ghiacciaio stesso. Tali depositi morenici costituiscono dunque una testimonianza geologica di come questa zona fosse sottoposta, in un lontano passato, a glaciazione. Al riguardo l’esempio più eclatante ed affascinante è rappresentato dal cosiddetto “Sass Negher” (Sasso Nero, Black Stone). Si tratta di un grande masso di forma trapezoidale di colore nero, in netto contrasto con la tipologia di rocce che lo circondano. Tale masso è stato, molto probabilmente, strappato dalla massa glaciale in Valmalenco e trasportato, dopo la confluenza con la Valtellina e successivamente con la Valchiavenna, lungo tutto il tragitto dell’attuale lago di Como fino alla sua posizione odierna sopra Valmadrera. A causa delle sue eccezionali dimensioni (400 metri cubi per un peso di 1000 tonnellate), nonché per il contrasto con l’ambiente che lo circonda e per la sua posizione sospesa lungo il deposito morenico sopra a Valmadrera, il Sass Negher è stato riconosciuto dalla Regione Lombardia come “Monumento Naturale” degno di tutela e salvaguardia. Morfologicamente il “Sass Negher” è un blocco di serpentino, il cui colore alla frattura fresca è verde scuro con venature chiare, ma la sua lunga esposizione agli agenti atmosferici ne ha alterato il colore in nero e in alcune parti in rosso (ossidi di ferro). La nostra escursione dunque non può prescindere da una breve sosta per ammirare e fotografare tale monumento offerto dalla natura.
            Proseguendo il sentiero n° 1 attraversa più volte l’alveo di quell’antico torrente che fu un tempo pieno d’acqua e che ora è ricolmo di massi. Lo attraversa ora provenendo da destra ora da sinistra per poi giungere ad un bivio erboso senza segnalazioni. Qui consigliamo di prendere la direzione sinistra, abbandonando il percorso dei massi erratici e puntando verso la parete rocciosa est del Ceppo della Forcola. In buona sostanza si risale la ripida opposta sponda del canalone in cui siamo immersi dall’inizio dell’escursione. Qui il sentiero esce, per cosi dire, allo scoperto e diventa spettacolare. La visuale non viene più limitata da alcuna vegetazione presente lungo lo stesso, ed esso si sente così libero di inerpicarsi con sinuose spirali lungo i ripidi pendii che precedono la sommità del Ceppo della Forcola. In questa fase del percorso volgendo lo sguardo a nord-ovest si ammira la meta finale (Corno Birone versante sud-est) e ci si rende conto di quanto sia selvaggio, solitario ed incontaminato il paesaggio che ci circonda stretti come siamo in una gola della montagna. Nel frattempo si può osservare in basso l’abitato di Valmadrera sempre più rimpicciolirsi ai nostri occhi proporzionalmente all’aumentare della fatica che colpisce le nostre gambe. Il sentiero è sempre visibile, in ottime condizioni e ricoperto di ciotoli; quasi sempre esso corre lungo strapiombi che non destano però preoccupazioni visto l’ampiezza, diciamo così, della “carreggiata” su cui camminiamo. Il Ceppo della Forcola nel frattempo ci mostra il suo costato.
            Dopo circa un’ora di cammino si giunge in cima al Ceppo della Forcola (796 m.) dove è consigliabile fare una piccola sosta e godersi il panorama. Verso est è possibile vedere l’abitato di Valmadrera (nostra sede di partenza), il Lago di Lecco e al di là di questo Lecco stessa, nonché il Resegone in lontananza; sempre verso est il Monte Barro; a sud il lago di Annone (Oggiono) e la superstrada n° 36 Milano-Lecco. Verso nord invece abbiamo la nostra meta, il Corno Birone che dovremo risalire dai suoi ripidi pendii posti a sud.
            A questo punto è opportuno valutare i propri limiti fisici, tecnici e di esperienza, perché la parte del percorso più impegnativa sta per arrivare. Per chi si fosse trovato in difficoltà già nella prima parte del tracciato è consigliabile cambiare meta seguendo i cartelli indicatori verso località più alla sua attuale portata come S. Pietro al Monte (sud-ovest) o S. Tomaso (nord-est), c’è anche la possibilità, in caso di esaurimento forze, di una comoda discesa verso Civate per poi raggiungere Valmadrera attraverso il suo abitato. Prendendo il sentiero per S. Pietro c’è anche la possibilità di proseguire ad un certo punto ugualmente verso la vetta del Corno Birone, attraverso una scalata più lunga ma anche meno severa posta più ad ovest dalla Valle dell'Oro.
            Chi decide di proseguire per il sentiero n° 1, la via più spedita e ripida al Corno Birone, deve sapere che lo attenderanno paesaggi fantastici con alternanza di tratti in vegetazione e tratti in roccia, caratterizzati da canaloni impervi con bianchi spuntoni di calcare. Andranno affrontati piccoli passaggi in roccia su sentiero sempre ben visibile e segnalato da segnavia di colore giallo bianco rosso. Non vi è il pericolo di sbagliare strada ma bisogna non soffrire di vertigini voltandosi in dietro ed effettuare la progressione stando ben attenti a dove si poggiano i piedi e spesso anche le mani. Le mani vanno usate soprattutto nel tratto finale per superare piccole rocce che comunque non pongono mai l’escursionista in una situazione di sospensione da terra. Un paio di rocce non esposte di dimensioni più grandi risultano facilmente superabili attraverso l’ausilio di una catena posta sul luogo. Nel tratto finale del percorso, se ci si volta indietro durante la progressione (approfittate magari della presenza di qualche albero a cui aggrapparsi per farlo) si può ammirare il Lago di Annone con l’abitato di Civate. Raggiunto, il crestone della montagna, ci si affaccia sulla Valle dell’Oro e risulta ben visibile dall’alto (sud-ovest rispetto alla vetta) la basilica romana di S. Pietro al Monte; basilica udibile oltre che visibile grazie al vociare delle numerose persone che spesso l’affollano. Verso ovest risulterà poi ben visibile durante la fase finale di scalata il Monte Cornizzolo (con la sua croce caratteristica in cima) ed il Monte Rai collegato lungo la sua cresta da un sentiero proprio alla cima del Corno Birone. Spettacolare anche lo scorcio che si ha da un canalone che si apre verso est di Valmadrera durante il tratto finale del percorso. In quest’ultimo punto un piccolo spazio erboso offre la possibilità di una breve eventuale sosta per recuperare un po’ di forze. Con un’ora e un quarto di cammino dal Ceppo della Forcola si giunge alla vetta. In totale da Valmadrera ci vogliono circa 2 ore e un quarto per giungere alla vetta del Corno Birone (prendendosela tutto sommato molto comoda).
            In vetta al Corno Birone troviamo la croce, ben assicurata al terreno da funi di metallo, che si affaccia verso est sugli abitati di Valmadrera, Malgrate e Lecco con dinnanzi a sé il tipico profilo del Monte Barro (visibile in tutta la sua interezza). Più a nord-est risulta ben visibile invece S. Tomaso. Verso sud è degno di menzione il solito Lago di Annone – Oggiono. Mentre ad ovest è ben visibile la vetta del Monte Cornizzolo e del Monte Rai. Quest’ultimo raggiungibile continuando il sentiero n° 1 Lucio Vassena proprio dalla vetta del Corno Birone stesso. Sempre sulla vetta troviamo poi un monumento votivo a Maria Regina dei Monti della comunità di Birone in Giussano (Mi), con al suo fianco un porta lampada votiva. Un aspetto bello delle vette di questa zona è rappresentato dal fatto che da esse spesso si possono ammirare i voli di deltaplani e parapendii, che approfittano delle correnti calde ascensionali della zona per lunghe ascese e successive planate. Generalmente il luogo da cui partono questi temerari dell’aria è rappresentato dalle pendici sud del Monte Cornizzolo.
            La vetta del Corno Birone può essere abbandonata per indirizzarsi verso quella del monte Rai, da cui si può discendere verso S. Tomaso o ci si può dirigere verso il Monte Prasanto od il Monte Cornizzolo. Nel nostro caso optiamo per una facile discesa verso Civate, località prossima a Valmadrera. Per fare ciò ci si deve incamminare verso il Monte Rai seguendo sempre il sentiero n° 1 Lucio Vassena; dopo una cinquantina di metri all’altezza di alcuni cartelli escursionistici, si devia verso il basso a sinistra, si abbandona il Lucio Vassena e si seguono le tracce evidenti di un sentiero non segnalato in quel punto ma che costituisce, in salita, il tratto finale del sentiero n° 9 proveniente dalla Valle dell’Oro. Proseguire seguendo, quando queste appariranno, le indicazioni del sentiero n° 9. In questa fase del percorso in discesa si renderà ben visibile S. Pietro al Monte (una bella vista dall’alto del complesso romanico che si presta come ottimo soggetto fotografico). Ignorare le successive deviazioni verso S. Pietro e proseguire seguendo le indicazioni per Civate. Ora è possibile incrociare e seguire il sentiero n° 7 (verso le Tre Casotte) che corre a mezza costa lungo il versante idrografico nord-est della Valle dell’Oro fino a raggiungere la biforcazione con il sentiero n° 8 che porta verso il basso rapidamente a Civate. Al termine del sentiero n° 8 si guada il torrente che scorre lungo la Valle dell’Oro e si raggiunge il punto iniziale della mulattiera, classificata come sentiero n° 10, che dall’abitato di Civate si inerpica sino a S. Pietro. Sbucati sulla mulattiera si prosegue a sinistra sino a raggiungere un bivio con una serie di cartelli escursionistici impreziositi dalla presenza di un’effige della Madonna. Qui consigliamo di ignorare l’indicazione per Civate sentiero n° 11, e di svoltare a sinistra percorrendo un sentiero ciottolato delimitato da muretti. Svoltare poi al termine di esso a sinistra ed immediatamente dopo, non appena possibile, a destra, senza proseguire dritti. Al termine del ciottolato si sbucherà in una stradina sterrata. Fare un inversione ad U risalendo per poche decine di metri verso il punto in cui (più in basso a destra) si guaderà di nuovo il torrente. Dopo il guado proseguendo sempre dritti si arriverà alla strada asfaltata nell’abitato di Civate.
 
Sommità Ceppo della Forcola 796 metri
Sommità Corno Birone 1116 metri
Luogo di partenza Valmadrera 256 metri
Dislivello salita 860 metri
Dislivello discesa 860 metri
Dislivello totale 1720 metri
Ore di cammino 2h 15’ alla vetta (con calma) + 1h 15’ in discesa
Totale ore di cammino 3h 30’
Sentiero percorso in salita n° 1 segnavia rosso, bianco e giallo, intitolato a Lucio Vassena
Sentiero molto ripido sempre ben visibile e panoramico
Sentieri percorsi in discesa n° 9, n° 7, n° 8, fine n° 10 sec
Difficoltà escursione T3 escursione impegnativa, sia fisicamente che tecnicamente.
Interessi turistici “sass negher”, sassi erratici, tre casotti (in discesa sentiero n° 7)
 
Attrezzatura consigliata per l’escursione:
·                    scarponi;
·                    zaino;
·                    bastoni da trekking consigliati solo per la discesa (soprattutto dal Ceppo della Forcola in poi è meglio avere le mani libere per scavalcare agevolmente le piccole rocce).
 
Periodo consigliato:
quando si vuole purché il tempo sia bello.

Tourengänger: Federico

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