Arvoira - Valle Antigorio


Publiziert von atal , 15. April 2018 um 20:55. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum:14 April 2018
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 4:00
Aufstieg: 950 m
Abstieg: 950 m

Arvoira, o La Rivoira sulla Mappa Rabbini, è l'unico nome riportato in corrispondenza a diversi gruppi di baite sparsi sul sacrificato pendio alle spalle dello stabilimento del Crodino. Come in altri luoghi visitati di recente, anche in questo caso il cordone ombelicale con il resto del mondo è stato reciso da cave vecchie e nuove.

Sopravvive all'abbandono una sola costruzione imbiancata a calce, visibile anche dal versante opposto.

Le altre baite visitate sono ruderi che con le loro crepe, i solai sfondati, le cornici delle porte aperte su stanze senza tetto danno corpo al complesso insieme di sentimenti che associamo al parola passato.

L'itinerario
Con Ferruccio e  Schneeluchs parto dalla minuscola frazione di Rencio Inferiore. Possibilità di parcheggio, limitata a pochi posti auto ma non inflazionata (visto lo scarso interesse per questi luoghi..), davanti all'Oratorio della Beata Vergine.

Alle spalle dell'abitato, alla base di una parete vicino ad un cartello caduto a terra che segnala l'approssimarsi della zona di "sparo mine", troviamo un vecchio sentiero (abbandonato e non segnalato) che traversa in salita in direzione nord. Superato il Rivo Pioda Gissa a circa 550 m di quota, giungiamo sul piazzale imboscato di una cava abbandonata da tempo. Si risale la dorsale a Nord della cava con percorso caratterizzato da diversi tratti gradinati, fino ad un primo gruppetto di ruderi a circa 700 m di quota, seguito da una baita isolata con un grande architrave e quindi dalle rovine dell'alpe indicato come quota 787 m sulla carta IGM.  
Fino qui, circa 1 ora.

Qui il percorso si fa poco chiaro e noi proseguiamo in salita sulla dorsale, a tratti su terreno piuttosto ripido, fino a circa 900 m di quota, dove un sentiero evidente traversa in leggera discesa verso il canale sulla destra (N), il Rivo Rivoira. Giunti sul fondo del canale, il percorso non è più riconoscibile ma, scendendo per qualche metro, si incrocia un buon sentiero, con resti di gradini, che traversando a Nord giunge alle spalle dell'unica baita rimodernata di Arvoira (quota 858 m CNS).
Trattandosi di una baita in buone condizioni e ancora in uso, si presume che sia accessibile in modo più comodo partendo da Rencio Superiore (possibilità non verificata).

Se non si sbaglia percorso, sono sufficienti circa 10' dall'alpe di quota 787 m.

Il sentiero prosegue con percorso molto chiaro traversando in piano verso Nord, passando davanti all'ingresso di due balme, di cui una veramente notevole per dimensioni e "finiture".

Il sentiero continua nella medesima direzione toccando un altro gruppo di ruderi e quindi, dopo un tratto più panoramico dei precedenti e una sorgente, un ultimo gruppo di baite in rovina, in parte intonacate, poste in prossimità del ciglio della cava che sovrasta lo stabilimento del Crodino.
Dalla baita intonacata a questi ultimi ruderi, circa 10 ' di cammino.


Saliamo senza sentiero il pendio alle spalle di questi ultimi ruderi, incontrando tratti ripidi in una foresta dal fascino primordiale, con grandi massi verdi di muschio, fino ad uscire sul sentiero bollato (ma non CAI) Ronconi - Cheggio, che percorreremo integralmente al ritorno. Seguendo questo percorso, caratterizzato da una pendenza regolare e riposante, saliamo all'Alpe Cheggio, con le sue baite rimodernate comodamente accessibili dalla zona di Foppiano.
Tempi: circa 1 ora dalle ultime baite di Arvoira, 2:20 di cammino effettivo da Rencio Inferiore

Oggi si sprofonda nella neve bagnata fino a sopra il ginocchio e risulta poco piacevole aggirarsi tra le baite, la cui visita è rimandata ad un'occasione più favorevole.

Dopo una breve pausa, scendiamo lungo il sentiero per Ronconi, che presenta dei tratti gradinati interessanti.

Giunti su una strada sterrata, scendiamo in direzione di Emo passando da Gagitti, radura con una baita rimodernata. Qui scendiamo tra i terrazzamenti e, ad un bivio, teniamo la destra (Sud), arrivando così al nucleo di ruderi chiamato La Fungia (circa 600 m), dove notiamo una caratteristica costruzione stretta tra il pendio e una grande roccia.
Tempi: 1 ora da Cheggio

Proseguendo in direzione Sud su sentiero malagevole (rovi, piante cadute, muretti franati), raggiungiamo un canale, che attraversiamo, per poi scendere parallelamente al torrente fino ad arrivare tra i campi terrazzati dell'abitato di Vegno, dove l'escursione avrebbe termine se non fosse per il poco piacevole (ma fortunatamente breve) tratto lungo la strada asfaltata per ritornare a Rencio Inferiore.

Tourengänger: Schneeluchs, atal


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Kommentare (4)


Kommentar hinzufügen

tignoelino hat gesagt:
Gesendet am 16. April 2018 um 20:20
Credo che quasi nessuno sappia dove sia l' Arvoira: l' ho fatta, in discesa, qualche decina di anni fa. Lucia ha qualche rudere, sù di lì. Potevi passare, ero di giardinaggio (tanto Patrik è astemio).
Ciao, Explorer.
roby

atal hat gesagt: RE:
Gesendet am 17. April 2018 um 07:30
Però, il mondo è piccolo...Lucia ha riconosciuto i suoi ruderi dalle foto? Sarebbe interessante sapere se i diversi gruppi di baite avevano dei nomi, o se sono tutti genericamente Arvoira. Per il passaggio, mi avrebbe fatto piacere ma eravamo un po’ tirati con i tempi del treno.
Ciao e grazie,
Andrea

tignoelino hat gesagt: RE:
Gesendet am 17. April 2018 um 18:11
Lucia, non c'è mai stata. Penso farà vedere le foto a Sua Madre, ne sapremo di più

atal hat gesagt: RE:
Gesendet am 17. April 2018 um 18:52
Bene, sarebbe molto interessante sapere che ricordi ha di quei posti e della vita che si faceva. Eventualmente, se vuole, può vedere anche le foto sul sito di Ferruccio:
http://www.in-montagna.it/Arvoira/index.html


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