Mottarone


Publiziert von paoloski Pro , 12. Februar 2018 um 17:27.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum:11 Februar 2018
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 5:30
Aufstieg: 750 m
Abstieg: 750 m
Strecke:14,35 Km
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Varese, autostrada A26 per Gravellona Toce, uscita di Carpugnino, seguire le indicazioni per Gignese e Mottarone, a Gignese al semaforo prendere la strada a destra per Alpino e seguire le indicazioni per il Giardino Botanico Alpinia. Grande parcheggio di fronte all'ingresso del giardino.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata - ritorno.
Kartennummer:Kompass 97 Omegna - Varallo - Lago d'Orta 1:50000

Questa domenica Monica non è operativa ed Anna e Francesca necessitano ancora di una gita soft.
Fra le varie possibilità decidiamo per il Mottarone. L'unica mia esperienza su questa montagna risale a cinquant'anni fa quando vi salii in funivia con i miei nonni e dire che abbia dei ricordi sarebbe sopravvalutare di  molto la mia memoria. È il caso di andare a vedere com'è il posto.
Partiamo da Varese e raggiungiamo Gignese, da qui saliamo seguendo le indicazioni per il Giardino Alpino, vista la stagione è naturalmente chiuso ma il parcheggio è tutto per noi. Alle 8,45 ci incamminiamo lungo la strada, passiamo accanto alla stazione intermedia della funivia e ad una fattoria dove vi sono una pecora ed un cavallo che, vedendoci, ci si fa subito incontro per una dose di carezze. Proseguiamo e dopo poco troviamo una stradicciola sbarrata con le indicazioni per il Mottarone. Aggiriamo la sbarra e iniziamo a percorrere una strada sterrata ricoperta da un po' di neve, nonostante il Lago Maggiore sia appena qui sotto qui c'è molta più neve che dalle nostre parti, incontriamo un'edicola piuttosto rovinata, un cartello la denomina cappella Canà, poco oltre ecco la Cascina Canà, un gruppo di tre edifici al limite del bosco in condizioni ancora più precarie dell'omonima cappella.
Poco più avanti ecco un altro edificio, denominato la Borromea, è a lato della strada che sale alla vetta ed è in fase di ristrutturazione. Da qui inizia un infinito rettilineo innevato che con pendenza pressochè costante risale fino ad arrivare nei pressi della cima, a metà circa un cartello indica i ruderi dell'oratorio di Sant'Eutosia ma proseguiamo ansiosi di metterci alle spalle questo tratto decisamente monotono.
Finalmente siamo in vista della funivia, aggiriamo la stazione e saliamo nel piazzale. La neve è abbondante e vi sono una marea di auto e di persone. Percorriamo la strada per un breve tratto passando al di sotto della chiesa per poi attraversare le piste seguendo una stradina. Il panorama verso Nord Ovest è molto bello anche se la bruma sul fondovalle e le nuvole sulla catena principale delle Alpi, e sul Monte Rosa in particolare, tolgono un po' di splendore a quella che in una giornata più tersa deve essere una vista.fantastica.
Rinunciamo a salire i pochi metri che ci separano dalla vetta vera e propria visto che è circondata dalle piste da sci che sono alquanto affollate. Decidiamo di seguire invece un cartello che indica un "grande anello" del Mottarone e che dovrebbe riportarci nei pressi della funivia, perciò ci incamminiamo sulla neve per un tratto, arriviamo in vista del sottostante Lago d'Orta, anch'esso avvolto dalla foschia. A questo punto i cartelli con le indicazioni del "grande anello" sono spariti: ve ne sono solo un paio indicanti un "anello della palestra di roccia", uno è rivolto verso Nord ed uno verso Sud. Per evitare ravanaggi inutili torniamo sui nostri passi, riguadagniamo la strada, terminiamo il nostro anello intorno alla cima percorrendo un breve tratto di asfalto e raggiungiamo la chiesa della Madonna delle Nevi dove troviamo una panchina al sole su cui fare la nostra sosta pranzo. Il tempo sembra peggiorare: dal Cusio e dal Lago Maggiore si innalzano dei nuvoloni neri che nascondono il sole, la temperatura si abbassa subitaneamente, facciamo quindi una sosta in un bar per un caffè e poi decidiamo di scendere, il preventivato anello al Monte Zughero lo lasciamo per un prossimo futuro. Ripercorriamo il tracciato di stamane ma deviamo per visitare l'oratorio di Sant'Eutosia che si rivela essere un'autentico sfacelo, vi sono tracce di un incendio che ha fatto rovinare il tetto, qualche idiota deve poi aver contribuito ulteriormente ai danneggiamenti distruggendo il paliotto dell'altare e quanto era scampato alle fiamme. Riprendiamo il cammino, ritransitiamo per l'Alpe e la Cappella Canà e in breve siamo di nuovo al parcheggio.

Gita tranquilla ed esplorativa. Penso che valga la pena tornare in tarda primavera sia per visitare il giardino botanico, sia per compiere una gita ad anello che comprenda anche il Monte Zughero dove paiono esserci rocce dalle forme curiose.
Difficoltà: T2, non avevamo le ciaspole, ma la neve è abbondante solo nei pressi della vetta, comunque non tanto da richiederne l'uso.

Tourengänger: paoloski


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