Una cima inaspettata...Mont de Panaz 2512 m da Chardonney


Published by cristina , 6 February 2018, 15h09. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike: 3 February 2018
Snowshoe grading: WT3 - Demanding snowshoe hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 1 days
Access to start point:Milano-Aosta uscita Pont Saint Martin. Proseguire direzione Aosta fino al bivio per Champorcher. Passato Champorcher deviare a sx per Chardonney. I posteggi all'aperto, nei pressi degli impianti, penso siano tutti liberi, quello al coperto è a pagamento.

Oggi si prospetta una bella giornata in Val d’Aosta e vogliamo sfruttarla al meglio.

Lasciata l’auto al posteggio gratuito degli impianti di Chardonney ci dirigiamo verso il Bar del Ponte e attraversiamo il ponte a sx, indicazione Rif. Dondena.

Fortunatamente i nostri timori di dover percorrere le piste da sci, per altro vietato, vengono subito fugate poiché un sentiero ben tracciato sale nei pressi della pista attraversandola solamente due o tre volte fin al punto in cui si stacca definitivamente.

Con un bel traverso puntiamo alla testata della valle, perdiamo un po’ di quota, passiamo nei pressi di uno skilift, attraversiamo il torrente e risaliamo dalla parte opposta. Proseguiamo ora paralleli alla strada innevata per Dondena, su quella che sembra una pista da sci ma poco usata e battuta. Passiamo un paio di alpeggi e raggiungiamo la strada dove veniamo investiti da un forte e gelido vento.

Resistiamo fino al posteggio estivo per il rifugio Dondena, qui ci fermiamo per coprirci mentre le persone che avevamo davanti cominciano a fare dietrofront.

Due scialpinisti proseguono verso il rifugio, noi facciamo lo stesso ma poco dopo li vediamo tornare. Al rifugio (chiuso) dobbiamo fare sosta perché Marco ha una mano completamente congelata, troviamo un angolo un poco riparato ma proprio poco riparato e decidiamo il da farsi. Da qui in poi non c’è più traccia. Decidiamo di provare ad andare avanti e vedere se per caso torniamo al riparo dal vento ma, fatti pochi passi siamo punto e capo, non si riesce nemmeno a tenere la testa alzata, in condizioni normali non mancherebbe molto ma così non ci sembra possibile andare avanti.

Facciamo dietrofront pensando a come salvare la giornata perché è ancora presto. Tornare al posteggio e poi andare a fare un po’ di turismo non ci va molto, la giornata è veramente uno spettacolo. Pensa e ripensa e alla fine decidiamo di scendere lungo la strada fino al bivio per il Lago Muffè, nella speranza poi di non trovare vento poiché più in basso non c’era.

Arrivati però al bivio per il lago Raty, ricordiamo che durante un trekking c’eravamo passati per andare al lago Muffè per cui, vedendo una bella traccia, pensiamo di salire e fare così un anello. Imbocchiamo la traccia ma poco dopo incontriamo tre ciaspolatori che stanno tornando senza aver raggiunto il lago a causa di un pendio messo male. Andiamo comunque a vedere e poco dopo incappiamo nel pendio che, coperto di neve ormai marcia, si fatica a percorrere, altro dietrofront.

Tornati sulla strada finalmente arriviamo al bivio per il lago, un’ora…ok andiamo. La salita è strabattutta, e in poco più di mezz’ora siamo al rifugio, aperto. C’è però troppa gente e sapendo che in breve potremmo essere al Col de la Croix, continuiamo a salire. Marco però nota un gruppo di scialpinisti che stanno salendo al Mont de Panaz, mi chiede se ho voglia di provare…beh la voglia c’è sempre, sono le forze che cominciano a venir meno…comunque mi dico: “proviamo!”. Cerchiamo una salita a noi più congeniale che troviamo poco sopra. Nel tratto terminale un paio di traversi sono da affrontare con cautela per scarsità di neve e per il gradino creato dal passaggio degli sci. Passati quelli un ultimo ripido strappetto e siamo sulla piatta cima…una cima veramente inaspettata oggi!

L’assenza di vento ci permette di mangiare il panettoncino di San Biagio e poi cominciare a scendere. Per bypassare i due traversi scendiamo diritti, forse non la scelta migliore perché la neve ventata si rompe e rischiamo una scivolata, cosa che però fortunatamente non succede. Passata questa parte più ripida puntiamo al Col de la Croix dove intercettiamo l’ampio pistone che ci riporta al lago Muffè. Essendo ancora al sole, mangiamo velocemente qualcosa e poi giù. Poco prima di raggiungere la strada troviamo il bivio per Chardonney. Deviamo su quella traccia che ci porta ai primi tornanti per Champorcher. Il sentiero continuerebbe ma non è battuto per cui seguiamo la strada fino a incrociare nuovamente il sentiero che, passando tra le case di un alpeggio, diventa mulattiera e scende a Chardonney dove, giungiamo con le ultime luci!

Giusto il tempo di caricare tutto in macchina ed è buio!

Tutta l'escursione, anche prima del ripiego, fino al Col de la Croix è sicuramente un WT2, la salita alla cima, pur non essendo difficoltosa tecnicamente preferisco indicarla come un WT3. Nella parte terminale la traccia si fa più ripida e più impegnativa rispetto a quanto fatto fino al colle.

 


Hike partners: cristina, Marco27


Minimap
0Km
Click to draw, click on the last point to end drawing

Gallery


Slideshow Open in a new window · Open in this window


Comments (2)


Post a comment

GIBI says:
Sent 7 February 2018, 13h25
Ci vuole ben altro che un po' di vento per fermare le vostre straordinarie avventure e un modo per sfangare la giornata lo trovate sempre ... bravi e tenaci !

ciao Giorgio

cristina says: RE:
Sent 7 February 2018, 13h44
Da quello che abbiamo visto siamo stati gli unici a cercare un ripiego.

La giornata era troppo bella e scocciava troppo perderla!


Post a comment»