Dai Fortini della fame a Croveggia


Publiziert von UpTheHill , 14. April 2009 um 18:50. Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:13 April 2009
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Camoghè 
Zeitbedarf: 3:30
Aufstieg: 700 m
Strecke:Camorino - alpe di Croveggia
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Con postale dalla stazione di Bellinzona o da Giubiasco.

Un po' di storia...

I "Fortini della fame" (in seguito li chiamerò "fortini") sono stati costruiti a metà del 19° secolo dalla Confederazione Svizzera, con lo scopo di prevenire una possibile invasione da parte dell'Austria (scomodo vicino che controllava il Nord Italia dal Friuli alla Lombardia), a causa di alcuni problemi "politici" intervenuti tra i due stati.

A quei tempi il Ticino (costituito da poco come cantone) viveva grazie all'emigrazione stagionale, e ai lavori di costruzione della rete viaria intrappresi dal Cantone. Il Piano di Magadino non era ancora bonificato (lo sarà soltanto all'inizio del 1900), e il cantone non era autosufficiente dal punto di vista alimentare. Il grano proveniva in gran parte dalla vicina Lombardia. In loco si coltivava la patata (il Merlot doveva ancora arrivare), un po' di riso, e dove possibile grano e frumento.

Dopo il fallimento dei moti del 1848 (ti ricordi le Cinque giornate di Milano?) il Ticino aveva dato ospitalità a diversi esuli italiani (beh, no, non erano ancora italiani in verità), e la cosa non era stata digerita bene dall'Austria, che vedeva il Ticino, e in generale la Svizzera, come uno stato da "lista nera" che sosteneva l'irridentismo lombardo (oggi si direbbe che sosteneva il terrorismo). Tra una cosa e l'altra, Radezky decise di bloccare le esportazioni di vettovaglie verso il Ticino e rimandare a casa i quasi 6'000 emigranti ticinesi presenti in Veneto e Lombardia. A questo aggiungiamo la malattia della patata che decimava i raccolti, e puoi immaginarti che la situazione non fosse facile. Da una parte mancava l'approvvigionamento alimentare, dall'altra mancavano le entrate finanziarie, e in più la popolazione del cantone era cresciuta all'improvviso... Una parte di quegli emigranti stagionali decise di partire definitivamente verso la California (era il periodo della corsa all'oro), ma gli altri avevano fame.

La Confederazione, temendo un intervento militare da Sud da parte dell'Austria, decise di costruire una linea fortificata (fu la prima, ne seguirono altre due) all'altezza di Camorino, con cinque fortini muniti di bocche di fuoco che dominavano il Piano di Magadino e il passo del Monte Ceneri (passaggio obbligatorio per salire da Lugano verso il Bellinzonese). Tutti e cinque uguali, con un piano terreno ed un primo piano, di forma rotonda. Furono chiamati "Fortini della fame" proprio per il periodo in cui furono costruiti. Chi vi lavorava, probabilmente, era tra i pochi che non avesse fame...

Nel 1947 la Confederazione donò i cinque fortini al Canton Ticino, con la clausola che il cantone si impegnasse a riconoscerli come patrimonio culturale e mantenerli in buon ordine... Sarà che ai regali non si fa troppo caso, sarà che avranno avuto ben altri problemi, sta di fatto che i fortini furono lasciati nell'incuria, e si degradarono velocemente, grazie anche alla partecipazione attiva dell'uomo.

Oggi i fortini vengono gestiti dall'Associazione Fortini della Fame, che ne cura la manutenzione, la documentazione e il sentiero didattico che li collega. Nel limite del possibile sono state ricostruite la parti bruciate, trafugate o cadute in rovina, mantenendo però l'architettura originaria. Ti consiglio una visita al loro sito (vedi il link sopra) su cui troverai trattati in modo più approfondito e competente i vari fattori storici, alimentari ed economici che portarono alla costruzione dei fortini.

Un'altra piccola curiosità storica, che pochi conoscono: nel 1848, con la nuova costituzione cantonale, si era posto il problema della sede del governo, che veniva rivendicata da Locarno, Bellinzona e Lugano. Stefano Franscini (famigeratamente noto tra gli alunni del cantone per aver introdotto la scuola dell'obbligo, che ai suoi tempi includeva le prime cinque classi elementari) aveva proposto, per tagliare la testa al toro, di creare una nuova città in cima al Monte Ceneri, e farla divenire la capitale (un po' come è stato fatto con Brasilia, nel nostro piccolo). La proposta venne cestinata, ma il problema restava. Venne trovata una soluzione salomonica-svizzera di concordanza secondo il motto "nessuno felice, ma tutti un poco scontenti", che prevedeva che il governo avesse sede in ognuna delle tre città per 10 anni, per spostarsi alla prossima, 10 anni e così via. Ogni trent'anni ogni città sarebbe stata capitale per 10 anni... La prima sede del governo fu l'attuale palazzo della Società Elettrica Sopracenerina (SES) a Locarno, affacciato direttamente sulla Piazza Grande. Dopo 10 anni il governo si trasferì a Bellinzona, come previsto dagli accordi. Alcuni anni prima del nuovo trasloco, l'amministrazione comunicò al parlamento ed al governo che non era più pensabile di traslocare nuovamente: la quantità di incarti, armadi, ecc. rendeva improbabile tale operazione. Fu deciso che non si sarebbe fatto un nuovo trasloco, per cui la sede del governo e dell'amministrazione restarono a Bellinzona, e non arrivarono mai a Lugano. I Luganesi non ce l'hanno ancora perdonata oggi...

E adesso passiamo ai fatti...

Pasqua, si sa, assieme a Natale è periodo di pianti di bilance... Così decido che il lunedi bisogna fare qualcosa, almeno per tacitare la coscienza. La meteo all'inizio della settimana non è delle migliori, per cui devo imbastire qualcosa che stia in piedi in qualsiasi caso. Stefano e Nicola, che vi erano stati con la scuola, mi avevano parlato dei fortini, però mi sembra un po' poco... Controllo sul mio DVD dei sentieri, e vedo che si potrebbe salire a Croveggia, piccolo alpe posto sopra Camorino, da cui parte la traversata che porta fino ad Isone. Discuto con Rita, e decidiamo di fare la passeggiata dei fortini, poi, se fa bello, saliamo a Croveggia e scendiamo con la teleferica, altrimenti andiamo a visitare la mostra di Ötzi al Castelgrande.

Partiamo alle 13:45, sotto la stecca del sole, sulla strada asfaltata, e visitiamo i primi tre fortini. Dopo il terzo finalmente il sentiero entra nel bosco. Arrivati al quarto ci facciamo una breve sosta, e decidiamo di saltare il quinto per salire direttamente a Croveggia.

Il sentiero incrocia diverse volte la strada consortile. E' ancora pieno di foglia, ogni tanto si scivola, e si inerpica abbastanza deciso verso il monte. A circa metà salita si incontra un piccolo insediamento con alcuni rustici molto ben tenuti.

Arrivo a Croveggia alle 17:00, giusto in tempo per prendere la teleferica Camorino-Croveggia che scende, gestita dall'omonima società.

Da Croveggia è possibile fare la traversata alla capanna Cremorasco, passando per il fondo del vallone che li separa, oppure risalire la cresta per arrivare ad Isone.

Durante tutta l'escursione si gode di una vista splendida sul Piano di Magadino, il Bellinzonese e la catena di montagne che delimita a Nord il Piano di Magadino. Visibili Mornera, la capanna Mognone, il monastero di Claro.

Descrizione completa della passeggiata con foto e testo.

Tourengänger: UpTheHill, Rita

Galerie


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