Corona dei Pinci e Pizzo Leone


Publiziert von paoloski Pro , 20. November 2017 um 15:20.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Locarnese
Tour Datum:19 November 2017
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Gridone 
Zeitbedarf: 6:45
Aufstieg: 1400 m
Abstieg: 1400 m
Strecke:18,5 Km
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Gaggiolo, autostrada A2, uscita di Bellinzona Sud, seguire le indicazioni per Locarno, galleria Mappo Morettina, seguire le indicazioni per Brissago, dopo Moscia proseguire fino a Porto Ronco e da qui salire a Ronco sopra Ascona, passarlo e proseguire fino a Gruppaldo dove si trovano le indicazioni per Colle San Marco, parcheggio gratuito nei pressi di un area ricreativa .
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata - ritorno con variante finale.
Kartennummer:CNS 1312 Locarno e 3308T Locarno

Del Pizzo Leone conservavo un buon ricordo: ci andai tre anni fa con Monica ma poco dopo la partenza iniziò a nevicare per cui arrivati in cima della decantata vista sul Lago Maggiore non c'era traccia, il paesaggio innevato però era decisamente fiabesco ed, essendo un 27 dicembre, anche natalizio.
Oggi sono con Francesca, le previsioni meteorologiche danno brutto sulla catena alpina ma secondo me già a Bellinzona il tempo non sarà un granchè, per cui vale la pena di andare a verificare la bellezza del panorama dalla cima del Pizzo Leone.
Raggiungiamo Ronco sopra Ascona ed il parcheggio presso l'incredibile area ricreativa sopra Gruppaldo, incredibile per noi Italiani chiaramente; da noi sarebbe assolutamente improponibile un'area dotata di servizi, panchine e, soprattutto, di attrezzi da palestra a libero servizio ed a disposizione di tutti.
Ci avviamo seguendo la strada che sale al Colle San Marco, deviamo per un sentiero, reincrociamo la strada e poi, probabilmente perchè stiamo come sempre chiacchierando piacevolmente, saltiamo la deviazione per Porera cosicchè proseguiamo sull'asfalto per una decina di minuti fino a che troviamo il sentiero che sale a Calzo. Qui, come già la volta scorsa, passiamo per il recinto in cui si trovano una decina di daini, facciamo qualche foto e poi proseguiamo fino al bel nucleo di cascine di Calzo dove si trova da molti anni un "negozio" a libero servizio dove è possibile acquistare uova, miele, formaggio, cartine e alcune creme per le mani artigianali, Francesca decide di acquistarne una dal buon profumo di rosa .
Ripartiamo seguendo il sentiero sempre ben segnato e raggiungiamo la Corona dei Pinci, una cima che, a dispetto delle guide che la descrivono come boscata ed insignificante, può costituire una meta appagante per quanti non abbiano voglia di salire fino al Pizzo Leone e da cui si gode di un magnifico panorama sulle foci della Maggia e del Ticino.
Dalla Corona dei Pinci fino a Casone si cammina praticamente in piano compiendo un lungo traverso in direzione Sud Ovest poi il sentiero riprende a salire e raggiunge l'Alpe di Naccio dove troviamo un po' di neve risalente a settimana scorsa, arriviamo alla croce di quota 1499 metri e da qui prendiamo la cresta che porta, con qualche saliscendi, all'Urione, nome che indica i mirtilli e che è probabilmente all'origine anche dell'altrimenti incomprensibile oronimo Leone.
Un ultimo sforzo ed eccoci in cima al nostro Pizzo già piuttosto affollato, qualche foto al panorama decisamente bello e poi ci abbassiamo di qualche metro per trovare un ripiano soleggiato ed al riparo dal vento dove consumare il nostro pranzo. Alle 12,30 decidiamo di ripartire con calma, incontriamo diverse persone che stanno salendo solo ora, ripercorriamo il tragitto di salita ripassando dall'Alpe di Naccio, poi dal bivio di quota 1273 metri dove ci divertiamo un po' con lo strato ragguardevole di foglie di faggio,passiamo quindi da Casone e da Calzo ma a Porera, questa volta stiamo attenti e ci passiamo, deviamo, come feci con Monica, per il sentiero, che presto si trasforma in una bellissima mulattiera a rizzata, che scende a Ronco sopra Ascona passando per la cappella di Poran. Raggiungiamo il cimitero di Ronco, deviamo a sinistra e dopo pochi metri di asfalto saliamo a sinistra per il sentiero curiosamente detto dei "Ruvidi" fino al parcheggio dove si trova la nostra auto.

Gita semplice e tranquilla anche se con un dislivello non proprio "pomeridiano" che porta a due cime estremamente panoramiche passando per dei bellissimi nuclei.
Difficoltà: in condizioni normali non oltre il T2, fra l'altro è possibile anche diminuire il dislivello proseguendo lungo la strada fino alla sbarra.

Tourengänger: paoloski


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