Alpe e Cima Sassorotto - Valgrande


Publiziert von atal , 12. November 2017 um 18:13.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum:11 November 2017
Wandern Schwierigkeit: T4- - Alpinwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 6:30
Aufstieg: 1300 m
Abstieg: 1300 m

Con Ferruccio vado in cerca dell'Alpe Sassorotto, indicato con la quota 1284 m sulla carta IGM del 1914 e poi scomparso da tutte le mappe successive. L'oblio sarebbe dei più assoluti, se non fosse per il prezioso libro di Barbaglia e Cresta "Genti e Luoghi di Valgrande". Sappiamo così che l'alpe è abbandonato dal 1891 e che era costituito da quattro edifici, più una piccola stalla per il toro. Non siamo lontani dal grande maggengo di Corte Buè ma a quanto pare il toro di Sassorotto era ad una distanza ragionevolmente sicura...

Da Bracchio all'Alpe Sassorotto 
Partiamo da Bracchio di Mergozzo e ci incamminiamo lungo la mulattiera per Vercio. Durante la salita siamo continuamente distratti da scorci di una bellezza sublime verso i laghi.

Giunti a Vercio, luogo frequentato e ameno, dove arriva anche una strada jeepabile il cui percorso fortunatamente non interseca la vecchia mulattiera, proseguiamo sul sentiero segnalato verso la Colma di Vercio. Giunti al valico, traversiamo sul lato della Valgrande verso Ovest, seguendo la segnaletica per la Cima di Corte Lorenzo.

Arrivati al colle senza nome di quota 1298 m, traversiamo in direzione NE nel bosco su una traccia tra le foglie e, dopo poco più di 100 metri, ci imbattiamo nei ruderi dell'Alpe Sassorotto. Gli edifici principali sono azzerati e in parte nascosti dalla vegetazione. Unica rovina con qualche brandello di muro superstite, il baitino del toro.

Tempo impiegato: 2:15

Cime...
In quello che segue il tempo assume una dimensione irrilevante perché le distanze sono modeste e prevale nel giro di oggi una dimensione di ricerca e di osservazione del paesaggio.

Proseguiamo verso NE lungo una traccia, che è tutto quello che rimane del vecchio sentiero per l'acqua, e arriviamo in una piccola valletta. Proseguiamo quindi senza sentiero nella stessa direzione fino ad arrivare sulla dorsale NE del Carbunisc a circa 1300 m di quota. Da qui si gode di una visione inconsueta sulla testata della Val Camiasca, che la Mappa Rabbini chiama Val di Scala, tra alberi contorti cresciuti su rocce scure, la tipica immagine della bassa Valgrande.

Risaliamo con piacevole percorso la facile dorsale fino alla cresta principale, dove ritroviamo i segni bianchi e rossi del sentiero per la Cima di Corte Lorenzo, noto da una precedente visita (link).

Raggiungiamo in breve l'ometto di vetta del Carbunisc, cima posta in posizione arretrata e poco visibile dal fondovalle Ossolano rispetto alla sua anticima Sud, che è più bassa di pochi metri ma ben più imponente.

Sempre seguendo il sentiero segnalato, ci caliamo nel successivo intaglio (quota 1438 m), dove si incontra il primo di una serie di passaggi attrezzati con catene, e saliamo in cima al Sassarut.

Il panorama è di prim'ordine, come del resto da tutti i punti di questa meravigliosa cresta.

Da notare che questa cima non ha molto a che fare con l'alpe omonimo, che è sul fianco del Carbunisc (o meglio della sua anticima sud). Sulla Mappa Rabbini il Sassarut è chiamato Cima Val di Scale, come la valle ai suoi piedi. Non è chiaro chi abbia avuto l'idea di usare il nome dell'Alpe Sassorotto per battezzare una cima che non è certo quella più vicina all'alpe...

Ritorniamo sul Carbunisc e raggiungiamo la sua anticima Sud (quota 1460 m IGM), salendo senza sentiero sull'erboso fianco rivolto a Est. Si tratta di una piccola deviazione ma vale veramente la pena. Il punto più alto sembra essere una sottile e breve cresta rocciosa ma la sommità erbosa, protesa verso l'Ossola, a Sud di un albero isolato visibile da entrambi i versanti, è un belvedere eccezionale. Su questa cima senza nome troviamo anche un piccolo ometto ad indicare una pur modesta frequentazione, incoraggiata dalla vicinanza al sentiero principale.

Percorso di discesa
Ritornati al colle di quota 1298 m, anziché ripetere il percorso dell'andata, saliamo verso la cima Mergozzoni (quota 1384 m CNS) fino a circa 1330 m di quota e quindi iniziamo a scendere nel vallone a Ovest, detto Valle delle Stanghe, seguendo quella che all'inizio si presenta come una ripida traccia di animali in un fitto felceto. In breve fanno la loro comparsa anche dei tagli, che portano sulla dorsale Sud della cima Mergozzoni a circa 1200 m di quota. La traccia scende lungo la dorsale fino alla zona dell'Alpe Magossogno, poco sopra le cave di Candoglia. 
Il percorso a mio avviso è sconsigliabile per la presenza di fastidiosi noccioli.

Tempo impiegato: circa 1 circa ora dal colle di quota 1298 m; 1:15 dalla cima Sud del Carbunisc

Dopo una visita ai nuclei dell'Alpe Margossogno, Curt Per e Sciresola, prendiamo il sentiero (non ufficiale) che attraversa alla testata della valle del Rio di Candoglia intorno agli 850 m di quota. Il percorso è segnalato ma a tratti risulta poco chiaro. Un traverso leggermente esposto è attrezzato con cavetto di acciaio.

Tempo impiegato: circa 1 ora da Curt Per a Vercio

Giunti nuovamente a Vercio, ritorniamo a Bracchio ripercorrendo la mulattiera dell'andata.

Link alla relazione di Ferruccio:


Tourengänger: atal

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