Giro tra i laghi di Val Piora e Cadlimo


Publiziert von Angelo63 , 19. November 2017 um 22:08.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:28 Oktober 2017
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Pizzo del Sole   CH-TI   Gruppo Piz Blas 
Zeitbedarf: 9:00
Strecke:Cadagno di Fuori - lago Cadagno - lago di Dentro - laghetti della Miniera - Stabbio di Mezzo - lago dell'Isra - laghetto del Motto dell'Isra - bivio capanna Cadlimo - Lago di Dentro (di Cadlimo) - lago Scuro - laghi di Taneda - lago di Tom - Cadagno di Fuori
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Como - Chiasso - Bellinzona - uscire a Quinto e proseguire in direzione del Gottardo. A Piotta svoltare a destra per Ritom. Sulla stretta strada salire ad Altanca e proseguire per la stazione di arrivo della funicolare e la diga del Lago Ritom. Proseguire sulla sterrata che affianca il lago Ritom per circa 3 km fino al parcheggio a pagamento (15 chf tutta la giornata) a Cadagno di Fuori

Quest’anno il mese di ottobre è stato caratterizzato da belle giornate di sole e pressoché totale assenza di precipitazioni. Ne approfittiamo per ritornare nella zona dei laghi del Ritom per ripercorrere un bel giro che già avevamo fatto 3 anni fa. Nell’ultima settimana del mese il soleggiamento delle giornate è stato accompagnato anche dal vento, aspetto meteorologico che ha condizionato la nostra escursione.
 
Oggi sono assieme a Danilo. A differenza di 3 anni fa, quando lasciammo l’auto sotto la diga del lago Ritom, oggi abbiamo percorso la sterrata – circa 3 km – fino ad arrivare al parcheggio a pagamento (15 CHF per l’intera giornata) nei pressi delle costruzioni di Cadagno di Fuori. La giornata come previsto è soleggiata e senza nuvole in cielo, peccato che da quando siamo giunti in prossimità del fronte sud alpino (da Faido in poi) il vento soffia forte. Ci incamminiamo ben coperti, e lo saremo per tutta la giornata, quando sono le 9.15. In pochi minuti raggiungiamo le sponde del lago di Cadagno che è sovrastato dal Piz Corridoni. La scelta di partire da Cadagno è dettata anche dal desiderio di raggiungerne la vetta così da unire una cima ai numerosi laghetti che incontreremo lungo il percorso.
Alle 9.40, superata l’Alpe di Piora, transitiamo dalla capanna Cadagno dove alcuni bikers si stanno avviando lungo la sterrata in direzione del Lucomagno. Noi imbocchiamo invece il sentiero sulla sinistra (indicazioni per il lago di Dentro) che sale sotto il ripido versante solatio della val Piora. La traccia è sempre facilmente individuabile e ben segnata con bollatura bianco rossa. In questo tratto di percorso procediamo anche riparti dal vento. Alle 10.45 raggiungiamo il pianoro dove è posta la conca naturale del lago di Dentro. Mentre ne percorriamo la sponda, lungo il lato meridionale, davanti a noi procedono due stambecchi, probabilmente infastiditi dal nostro incedere. Sostano quando noi ci fermiamo mentre appena riprendiamo il cammino si allontanano. Qualche foto riusciamo a farla seppur da una certa distanza. Ora il sentiero procede in salita decisa e la bollatura diventa bianco e blu. Lungo il terreno sono già comparse le prime tracce di neve caduta nei giorni precedenti lungo il versante nord alpino e qui probabilmente trasportata dal vento. Decidiamo di proseguire per raggiungere l’evidente bocchetta dove sappiamo troveremo il laghetto Grande della Miniera. Mentre ci alziamo di quota le difficoltà aumentano e si deve procedere con cautela. Sappiamo, perché da qui eravamo già passati in condizioni di asciutto, che in alcuni punti il terreno è poco stabile. Oggi dobbiamo fare i conti anche con qualche accumulo di neve ed alcuni brevi tratti ghiacciati che sono particolarmente insidiosi soprattutto nei pressi delle rocce. Sotto di noi è bellissima la visuale sulla conca ovale del lago di Dentro. Salendo aumenta in noi la consapevolezza che sui nostri passi sarebbe comunque difficile ritornare e che quindi sarà necessario compiere il giro ad anello che avevamo percorso tre anni fa. Potrebbe infatti rivelarsi assai pericoloso ritornare in discesa su quel tratto molto ripido che è innevato e in parte ghiacciato. Alle 11.50 raggiungiamo il laghetto Grande della Miniera. È proprio bello questo laghetto dal colore blu scuro, incastonato tra rocce innevate e l’azzurro del cielo. Una sosta di una decina di minuti per alcune foto è doverosa. I tempi di percorrenza si sono decisamente allungati e per il prosieguo ci aspetta un percorso sul versante nord alpino. Considerato che per raggiungere la vicina cima del Piz Corandoni non c’è sentiero e si dovrebbe procedere tra massi e neve, desistiamo dal proposito di salirne la vetta. Procediamo quindi in moderata discesa lungo un altopiano roccioso denominato Piano della Miniera dove sono ubicati gli altri più piccoli laghetti della Miniera. Ne intuiamo le conche che sono completamente innevate e che aggiriamo. Qui il vento è tornato a soffiare forte ed occorre fare attenzione a non finire, come ho fatto io, in qualche buca coperta dalla neve nei pressi dei massi più grossi. Pericoli però non ce ne sono in quanto si procede in discesa senza pendenze rilevanti. Cerchiamo di passare dove la terra e le rocce affiorano dalla neve non allontanandoci troppo dagli ometti di pietra e dai segnali bianco e blu posizionati su rocce affioranti dalla neve che segnalano il giusto percorso. Dopo un tratto di discesa più accentuato dove però la neve non è eccessiva raggiungiamo alle 13.20 la conca della val Cadlimo dove scende il Reno di Medel che scorre sotto una leggera coltre di neve ghiacciata. Con un po’ di attenzione ed aiutati da alcune pietre opportunamente posizionate lo superiamo e ci portiamo sul sentiero che sale dalla zona del Lucomagno. Siamo in località Stabio di Mezzo, sotto la cima del Piz Blas, non lontani dal Piz Rondadura mentre lo Scopi è laggiù in fondo alla vallata. Il sole è bello caldo e qui non soffia nemmeno forte il vento. Ne approfittiamo per fermarci su un grosso masso asciutto per fare una breve sosta pranzo di una quindicina di minuti. Dobbiamo infatti riprendere il cammino perché abbiamo da affrontare un lungo tratto in salita, leggera ma costante, che ci porterà verso la capanna Cadlimo superando un dislivello di poco più di 200 metri. Non è un tratto di percorso difficile ma si deve sempre prestare attenzione per zone innevate ed alcuni tratti ghiacciati. Passiamo nelle vicinanze del lago dell’Isra e del più piccolo laghetto del Motto dell’Isra. Alle 15.15 incrociamo il sentiero che provenendo dal lago Scuro risale l’ultimo tratto verso la capanna Cadlimo. Siamo circa 50 metri sotto la capanna che in questa stagione è già chiusa. Il vento da un po’ di tempo è tornato a farsi sentire in maniera quasi fastidiosa. Poiché l’ultimo tratto di percorso, in direzione della capanna, è insidioso per via del passaggio su neve tra i massi, decidiamo di svoltare a sinistra in direzione della via del rientro. Scelta azzeccata perché prima di raggiungere il lago Scuro, dove arriviamo quando sono circa le 16, ci sono ancora un paio i passaggi dove si deve prestare molta attenzione per via della neve, di alcune rocce da discendere con estrema prudenza e di un terreno poco stabile nei pressi del lago. Alle 16.20, tra folate di vento che ora è molto fastidioso, raggiungiamo la sella che ci consente di tornare sul versante della val Piora. Finalmente le insidie della neve dovrebbero essere terminate. Incontriamo 2 ragazze ed un ragazzo di lingua tedesca che sono diretti al locale invernale della capanna Cadlimo. Ne hanno ancora di strada da fare, soprattutto al vento. Ora siamo sul versante esposto al sole e infatti troveremo la neve solo in alcuni dei solchi del sentiero che ripidamente scende verso il lago Taneda Superiore che raggiungiamo alle 16.50. In una decina di minuti raggiungiamo anche le sponde del laghetto Taneda Inferiore. Le soste nei pressi di questi laghetti sono brevi perché la strada da percorrere è ancora lunga e la stanchezza si fa sentire. Il sole adesso è calato dietro le vicine cime del Camoghè e del Foisc ma la luce è ancora sufficiente per procedere con tranquillità. Ci sono dei lavori in corso per allargare il sentiero che scende al lago Tom dove arriviamo, all’omonima alpe, quando sono le 17.40. Qua il vento è fortissimo e nel piccolo specchio d’acqua riesce quasi a generare un effetto onda. Dobbiamo ancora percorrere un breve tratto in salita che vista la stanchezza pare interminabile. Raggiunta l’ultima sommità non ci resta che un tratto in discesa in direzione delle costruzioni che compongono l’abitato di Cadagno di Fuori. Raggiungiamo la nostra auto quando sono le 18.15, poco prima che inizi a fare buio.
 
È sempre un gran bel giro quello tra i laghetti delle valli Piora e Cadlimo. Peccato per le condizioni atmosferiche di oggi, in particolare il vento molto forte in diversi punti del percorso. Per le difficoltà incontrate in alcuni punti del nostro lento procedere abbiamo deciso di valutare la difficoltà dell’escursione con un “T3+”. Siamo tornati però soddisfatti della bella giornata trascorsa sulle nostre amate montagne.
 
Dati complessivi:
Km percorsi: 16,6;
Tempo marcia: 5h50m;
Tempo sosta: 3h10m;
Ascesa: mt. 1.000 circa;
Velocità media in marcia: 2,9 km/h;
Velocità media totale: 1,8 km/h.
 
 


Tourengänger: Angelo63, Danilo54


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Kommentare (2)


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GIBI hat gesagt:
Gesendet am 21. November 2017 um 13:17
Hai ragione Angelo sempre bello questo giro che siete riusciti a fare in extremis giusto prima della perturbazione ... la leggera imbiancatura ha poi aggiunto ulteriore fascino ai paesaggi !

ciao Giorgio

Angelo63 hat gesagt: RE:
Gesendet am 21. November 2017 um 22:23
Grazie Giorgio.
E' una zona che apprezzo in modo particolare nel periodo autunnale per via del minor affollamento che invece la caratterizza durante l'estate.
ciao
angelo


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