Monte Generoso, Baraghetto, Sasso Bianco.


Publiziert von paoloski Pro , 31. Oktober 2017 um 14:47.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Sottoceneri
Tour Datum:29 Oktober 2017
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   I   Gruppo Monte Generoso 
Zeitbedarf: 6:15
Aufstieg: 880 m
Abstieg: 880 m
Strecke:12 Km
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Gaggiolo, Mendrisio, Castel San Pietro, prendere la strada sul versante orientale della Valle di Muggio, passare per Bruzzella, Cabbio e Scudellate, proseguire in direzione di Roncapiano. Qualche parcheggio nei pressi di Camasciora, fra Scudellate e Roncapiano.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita ad anello.

Questa domenica Monica mi propone di andare al Monte Generoso partendo dalla Valle di Muggio ricalcando il percorso fatto nel 2010 come uscita introduttiva di un corso di avvicinamento.
Arrivati a Scudellate decido di proseguire sulla strada per Roncapiano visto che di piazzole per sostare senza creare ingombro non ne vedo, poco oltre trovo uno spiazzo con altre auto, parcheggio e, a questo punto decidiamo di salire da Roncapiano.
Percorriamo un breve tratto di asfalto e passata la curva raggiungiamo Camasciora, appena oltre, nel prato sovrastante la strada vediamo un camoscio che pascola, ci vede, sembra un po' allarmato ma, stranamente, non scappa, scatto qualche foto ed a questo punto capiamo il motivo della mancata fuga: trascina una zampa e perciò si sposta con gran fatica. Ci allontaniamo rapidamente per evitargli altro stress. Arrivati a Roncapiano ci aggiriamo brevemente per le quattro case del nucleo quindi iniziamo la salita verso Nadigh seguendo il sentiero segnalato.
La posa di condutture ha sconvolto il terreno ma a lavori ultimati sono state posate anche le reti biodegradabili che dovrebbero, in tempi brevi, rinaturalizzare il pendio. In effetti erbe e fiori stanno ricrescendo e per il prossimo anno la ferita dovrebbe essere quasi invisibile.
Il sentiero segue praticamente il costone per la sua massima pendenza ed in breve siamo in vista dell'Alpe Nadigh. È ancora abitata e caricata e perciò ben conservata, vi sono tracce di capre e pecore e panni stesi. Apriamo una porta e ci affacciamo per vedere la scala discendente di una delle due nevere del nucleo, quindi proseguiamo la nostra escursione dirigendoci verso i due nuclei superiori dell'Alpe Génor.
Il sentiero è affiancato da un lungo e spettacolare allineamento di lose, qui incontriamo un anziano che si muove con evidente gran difficoltà ma altrettanta caparbietà, scambiamo due parole, ci salutiamo e raggiungiamo l'alpe, anche questi nuclei sono ben conservati, uno addirittura restaurato con dovizia di pietre, fiori, recinzioni e cancelletti.
Raggiungiamo il costone e da qui il sentiero che lo risale direttamente passando per una baita rovinata e quindi per uno stallone  e raggiungendo gli antiquati ma caratteristici pali del telefono che caratterizzano questo versante.
Siamo ormai in vista della stazione di monte del treno a cremagliera e del Fiore di Pietra, la cui vista, fortunatamente, dalla Valle di Muggio non è così invasiva ed incongrua come dal versante opposto.
Passiamo fra un eterogeneo gregge di capre e quindi nei pressi di alcune pecore ed agnelli.
Dalla terrazza del ristorante il panorama è, come sempre, magnifico anche se oggi ci si stringe il cuore nel vedere i grandi pennacchi che si alzano dal Campo dei Fiori e dal Monte Legnone. Sospinto dal vento ma tenuto a bassa quota dall'alta pressione il fumo degli incendi che si leva si spinge ben oltre Como.
Entriamo: l'aredamento non ci pare particolarmente ricercato: è quello classico, piuttosto dozzinale, degli autogrill di mezzo mondo, fortunatamente a compensare questa "mancanza di stile" vi sono le eccezionali finestre, alcune arrivano fino al livello del pavimento, che permettono una visione fantastica sulle montagne, il lago ed i dirupi sottostanti. Decidiamo di prendere un'Ovomaltina per cui ci sediamo ad un tavolo con vista e ci godiamo una mezz'ora di relax. Una visita alle toilette mi permette di scoprire una "magagna" della struttura: vi sono dei bagni "spaziali" ma nessuno pare aver pensato che dopo essersi sciacquati le mani forse si sente le'esigenza di asciugarsele! Mi guardo intorno ma non ci sono nè salviette nè sistemi di asciugatura ad aria...vabbè diciamo che manca un po' la cura del dettaglio!
Usciamo, incontriamo un gruppo di mountainbikers fra cui Stefano, un nostro allievo del corso del 2014, quattro chiacchiere , poi ci dirigiamo verso la vetta del Monte Generoso, ci sono diverse persone ma non la folla usuale. Qualche foto e decidiamo di raggiugere la cima del vicino Baraghetto per cui discendiamo il breve tratto attrezzato che scende alla sella che divide le due cime, da qui saliamo rapidamente alla croce di vetta non senza aver prima dato un'occhiata alla "Casa della Contessa", poco sotto si vede una passerella che sembra veramente di recente posa: il sentiero alpinistico è evidentemente in fase di costruzione, sarà il primo percorso bianco - blu del Sottoceneri.
Raggiunto il Baraghetto ne discendiamo dopo una breve sosta, passiamo sotto i Torrioni percorrendo il "Sentiero Alto" e dalla Sella Squadrina saliamo al Sasso Bianco da cui ci abbassiamo fuori sentiero in direzione della Sella Piancaccia dove troviamo una vera folla proveniente da Orimento.Ci evitiamo la salita dell'insignificante ed affollatissima Cima Piancaccia e proseguiamo sul sentiero in discesa, contorniamo i resti del muro a secco che correva sul displuvio e quindi, sarà il cambio di ora, decidiamo di fare la nostra sosta pranzo qui, sono solo le 12 ma entrambi avvertiamo un certo languore.
Sul pendio di fronte vi è del bestiame al pascolo: sono dei bovini frammisti ai famosi "cavalli del Bisbino".
Riprendiamo il cammino ed in breve siamo alla passerella nei pressi delle sorgenti della Breggia, da qui seguiamo il tratturo che porta ad Orimento, come sempre affollatissima, ci allontaniamo rapidamente dal caos e dalla ressa e prendiamo il sentiero per Erbonne, incontriamo due simpatici somari, passiamo da Casa Genzago, una bella costruzione in disfacimento circondata da faggi monumentali. Poco oltre ecco un altro edificio notevole: è una costruzione in pietra caratterizzata da un arco a tutto tondo e da un soffitto a volta che dichiarano ancora l'eccelsa mestrìa dei suoi costruttori.
Scendiamo per il sentiero ingombro di foglie, traversiamo il letto, completamente asciutto della Breggia ed arriviamo ad Erbonne, breve giro per le vie del paese, una rapida visita alla chiesetta e poi traversiamo il bel ponte sul fiume. Al di là siamo di nuovo in Svizzera, percorriamo il sentiero sul ripido versante, arriviamo alla cappella di Sant'Antonio e da qui giungiamo a Scudellate, breve tratto su asfalto e siamo all'auto. Poco sotto il paese una grossa volpe ci attraversa la strada, si ferma a guardarci ma non si sofferma abbastanza a lungo da permettermi di fotografarla.

Sempre bello il Monte Generoso. È una montagna che da qualsiasi parte la si salga sa offrire viste, panorami, manufatti ed emergenze floristiche e geologiche uniche.
Questa è stata anche l'occasione di andare a vedere da vicino il "Fiore di Pietra" di Mario Botta, che dire: indubbiamente una bell'opera architettonica, ideale per stare fra le torri del nuovo quartiere Garibaldi a Milano e nell'East London ma qui un autentico pugno in un occhio. A nostro parere, si è persa l'occasione di fare qualcosa di meno impattante ed incongruo. Se dalla Valle di Muggio la costruzione non è, fortunatamente, così visibile, dal versante occidentale e dal basso appare come una sorta di fungo, di escrescenza maligna e tumorale che sorge sulla cresta aggiungendovi un artificiale torrione.

Difficoltà: i sentieri sono ben segnati e senza difficoltà anche se spesso ripidi, solo il tratto attrezzato fra la cima del Generoso e la sella che precede il Baraghetto e qualche tratto del "Sentiero Alto"sono esposti ma con tempo asciutto non presentano problemi.

Tourengänger: paoloski


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