Anello sul Monte Pasubio: Sentiero Falcipieri e Strada delle 52 gallerie


Published by Alberto C. Pro , 20 October 2017, 00h50.

Region: World » Italy » Veneto
Date of the hike:22 September 2017
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Climbing grading: I (UIAA Grading System)
Via ferrata grading: AD-
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 3 days
Height gain: 2190 m 7183 ft.
Height loss: 2190 m 7183 ft.
Route:1° giorno: Malga Campiglia - Rifugio Papa per il Sentiero alpino attrezzato Falcipieri; 2° giorno: Rifugio Papa, Sentiero delle Creste, Sella dell'Incudine, Cima Palon, Dente Italiano, Dente Austriaco, RIfugio Lancia; 3° giorno: Rifugio Lancia, Sella Pozze, Selletta Comando, Porte del Pasubio, Bocchetta Campiglia per la Strada delle 52 Gallerie.
Access to start point:Da Schio, raggiungibile con l'autostrada A31 (Autostrada della Valdastico), si prende la SP 46 del Pasubio. Si passa per Valli del Pasubio e si prosegue fino a Ponte Verde. Prima di varcare il ponte si gira a destra per la strada che sale a Passo Xomo (1058 m). All’altezza dell’omonimo rifugio si prende a sinistra lungo la strada che porta a Bocchetta Campiglia (1216 m).

Cent’anni fa sul Pasubio si consumò la lunga follia della prima guerra mondiale (la Grande Guerra) che vide contrapposti tra l'Italia e l’Austria-Ungheria. Percorrere i sentieri scavati dai soldati  lungo le sue pendici  è una grande lezione di storia.
Il trekking descritto in questa relazione segue i vecchi tracciati militari, alcuni straordinariamente interessanti,  come  la  "Strada  delie  Gallerie". Percorrendolo si avrà modo di apprezzare la natura di queste montagne e, nel contempo, si avrà la possibilità di comprendere, osservando le incredibili opere realizzate dai militari dei due eserciti, quanto  legassero  in  un  intimo  e drammatico destino uomo e natura.


                                                                                   Dati complessivi

LOCALITA' DI PARTENZA.  Malga Campiglia (m 1183).

COMPAGNI:Andrea.

SALITA:     m 2190.

DISCESA:  m 2190.

QUOTA MASSIMA:  m 2232, alla Cima Palon.

QUOTA MINIMA:  m 1183, a Malga Campiglia.

SVILUPPO COMPLESSIVO:  km 33,5.

TEMPO COMPLESSIVO DI MARCIA:   18 ore.

FREQUENTAZIONE:Elevata. Ma il Sentiero Falcipieri lo abbiamo percorso in solitudine.
 


1° Giorno (22 settembre 2017)

Sentiero alpinistico attrezzato delle 5 Cime, Gaetano Falcipieri

LOCALITA' DI PARTENZA.  Malga Campiglia (m 1183).

LOCALITA' DI ARRIVO.  Rifugio Achille Papa (m 1928).

DIFFICOLTÀ.  Si tratto di un lungo percorso prevalentemente di cresta, che si presenta come una via ferrata discontinua. I tratti attrezzati sono classificabili di moderata difficoltà; la lunga scala e altri passaggi sono parecchio esposti: percorso vietato a chi soffre di vertigini, anche solo un pochino. Alcuni brevi tratti si affrontano in facile arrampicata libera, in quanto non attrezzati.  
La segnatura del percorso è buona.

SALITA:     m 1150.

DISCESA:  m 425.

QUOTA MASSIMA:  m 2040, alla vetta del Cimon del Soglio Rosso.

QUOTA MINIMA:  m 1183,  Malga Campiglia.

SVILUPPO:  km 6,8.

TEMPO DI MARCIA6 ore 10’.      

NOTE SUL PERCORSO. Il“Sentiero alpinistico attrezzato elle 5 Cime – Gaetano Falcipieri” è un lungo percorso di cresta sovrastante la “Strada delle 52 Gallerie”.
      Il percorso ha inizio a Bocchetta Campiglia (m 1219), sulla destra del monumentale portale d'inizio della “Strada delle 52 Gallerie”, ben evidenziato da un cartello segnaletico che avvisa delle difficoltà del percorso. Si inizia risalendo un ripido sentiero nel bosco fino a raggiungere la cresta spartiacque, dove si trovano i primi tratti attrezzati (fune metallica e staffe in ferro). Raggiunta una sella, in corrispondenza della  10^ galleria, si incontra una breve cengia che traversa la parete e conduce ad un costone erboso  e, seguendo la traccia di sentiero si raggiunge la Forcella del Bovolo. Si prosegue  verso la Guglia del Bovolo quest'ultima tenendosi un poco a sinistra della cresta erbosa che termina presso una formazione rocciosa attrezzata con fune metallica,  superata la quale si arriva all'attacco del Bovolo, che si sale con una lunga ed esposta scala in ferro. Al termine della scala si percorre, a destra, la stretta cengia sullo strapiombo della Guglia aiutati da una fune d'acciaio e alcune staffe in ferro; quindi si supera un camino verticale e una cengia ricoperta di mughi, e continuando per la traccia di sentiero si arriva alla prima cima: la Bella Laita (m 1881). S riprende il cammino lungo la cresta fino a raggiungere la seconda cima: Cima Cuaro (m 1939).  Da qui si scende una parete rocciosa attrezzata con funi metalliche e si raggiunge  Forcella Camozzara (m 1875). A questo punto si attacca lo spallone sud-est di Cima Forni Alti  su una serie di passaggi sulle solide formazioni calcaree della cresta per raggiungere l’anticima, dalla quale si raggiunge una selletta e successivamente la vetta con la croce in ferro (m 2023), e siamo sulla terza cima. Da Cima Forni Alti si scende il versante apposto su ripido sentiero e, dopo aver evitato due cocuzzoli mediante due gallerie esistenti alla loro base, si arriva al Passo di Fontana d'Oro (m 1875). Continuando per la cresta su facile traccia interrotta da qualche tratto roccioso attrezzato con fune metallica che ne facilita il superamento, si raggiunge la quarta cima: il Cimon del Soglio Rosso (m 2040), punto più alto dell’itinerario. Qui terminano le difficoltà, e si prosegue per la facile cresta fino alla quinta e ultima cima: Cima dell'Osservatorio (m 2027), un punto di osservazione panoramico. Da qui, in breve, si scende  alle Porte del Pasubio e al vicino Rifugio  Papa (m 1928mt).

METEO.         Per noi, sulla cresta, sereno, ma sotto c’è il mare di nuvole.          

RIFUGIO.       Rifugio gen. Achille Papa alle Porte del Pasubio.                   
 

             2° Giorno (23 settembre 2017)

Lungo la linea del fronte per i sentieri 398 e 105

LOCALITA' DI PARTENZA.  Rifugio Achille Papa (m 1928).

LOCALITA' DI ARRIVO.  Rifugio Alpe Pozza, Vincenzo Lancia (m 1825).

DIFFICOLTÀ.  Si tratta di un normale percorso escursionistico che, in prevalenza, si svolge su ampi sentieri che ricalcano i tracciati e le postazioni militari del fronte della Prima Guerra Mondiale realizzati da Austro-ungarici e Italiani. Indispensabile una pila frontale per esplorare le numerose gallerie. Segnaletica buona.

SALITA:     m 490.

DISCESA:  m 615.

QUOTA MASSIMA:  m 2232, alla vetta della Cima Palon.

QUOTA MINIMA:  m 1820, al Rifugio Vincenzo Lancia.

SVILUPPO:  km 10,9.

TEMPO DI MARCIA:  5 ore 40’, comprese l’esplorazione delle gallerie e delle altre evidenze storiche.

NOTE SUL PERCORSO.  La parte sommitale del Monte Pasubio è quella dove Italiani e Austro-ungarici si sono affrontati dal giugno 1916 a fine conflitto (novembre 1918).  
     Dal Rifugio Achille Papa si percorre in discesa la “Strada degli Eroi (la carrareccia che sale dal Pian delle Fugazze) per circa km 1,3, fino a quota m 1860, dove sul lato destro, si stacca la traccia del sentiero di raccordo con il “Sentiero delle Creste” (n° 398), la mulattiera militare proveniente dalla galleria D’Havet. Si sale seguendo la mulattiera e, si giunge ad una profonda caverna che era il punto di arrivo di un’importante teleferica utilizzata per il rifornimento delle truppe (l’Incudine era un importante punto di osservazione verso il Cosmagnon e centro di postazioni dell’artiglieria italiana). Superata una galleria, si giunge alla Sella dell’Incudine (m 2114) e successivamente alla Galleria Zamboni.  La Galleria Zamboni fu realizzata dagli Italiani per mettere direttamente in comunicazione la parte sommitale del Pasubio con l’Alpe di Cosmagnon.
     Poco oltre la Galleria Zamboni, seguendo una deviazione dalla mulattiera, segnalata da un cartello, si arriva all’ecomoseo degli “Scaffali della memoria”, che “… raccolgono  e conservano in silenzio i resti di quell’umanità che nei lunghi mesi della guerra ha vissuto questa montagna. …”.
     Lascato l’ecomuseo, proseguendo su una stretta cengia, si va ad intercettare il largo sentiero (n° 105) che proviene dalle Porte del Pasubio, che seguiremo, con qualche variante, per il resto della giornata.  Seguendo il sentiero 105, in una decina di minuti, si arriva al Cogolo Alto (m 2194) dove sorgono i ruderi del cosiddetto “Rifugio Militare”, realizzato negli anni venti del XX secolo con funzioni di custodia della “zona sacra”.
     Il Cogolo Alto era la posizione più a ridosso della linea di resistenza italiana e, come tale, era il luogo dove alloggiavano le truppe di pronto intervento, capaci di accorrere in caso di un attacco austriaco contro il Dente Italiano, la postazione più avanzata dello schieramento italiano. VI sorgeva un vero e proprio villaggio formato da ricoveri in muratura e legno e da caverne. Le truppe raggiungevano la Cima Palon percorrevano un camminamento coperto scavato nella roccia e il Dente Italiano utilizzando la Galleria Papa. Esplorata la Galleria Papa, raggiungiamo la Cima Palon (m 2232), la più elevata del Pasubio. Dopo esserci riempiti gli occhi con le innumerevoli vette che il panorama ci dona, ci abbassiamo alla Selletta Damaggio (m 2175) dove, poco distante, esploriamo un’altra galleria (non ricordo il nome) prima di portarci ad esplorare l’anello sotterraneo del Dente Italiano. Terminata l’esplorazione del sistema difensivo sotterraneo, raggiungiamo la piatta cima del Dente Italiano (m 2220). Proseguendo si scende per il versante opposto attraversando le rovine della parte del Dente fatta letteralmente saltare in aria dagli austriaci con una potente mina. Le gallerie, oltre a servire da collegamento coperto fra  le varie postazioni, servivano anche per raggiungere dal sottosuolo le postazioni nemiche, minarle e farle saltare; l’esplosione della mina austriaca sotto il Dente Italiano costò la vita ad una cinquantina di soldati italiani e a 2/3 austriaci uccisi da effetti collaterali dell’esplosione.
     Scesi alla Selletta dei Due Denti (m 2168) (croci in ferro e lapide) si riprende la salita del versante opposto e si raggiunge il Dente Austriaco (m 2203) percorrendo trincee ben costruite. Merita di essere esplorate la complessa Galleria Ellison, che servì per minare il Dente Italiano, e si sviluppa su tre livelli. Un filo di Arianna e segni di vernice aiutano a districarsi nel complesso dedalo e a riportarci alla luce del sole.
     A Dente Austriaco termina la parte più interessante del percorso, che prosegue per comodi sentire. Si raggiunge prima la Sella del Piccolo Roite (m 2111) e, dopo aver sfiorato la cima del Piccolo Roite tenendosi sul versante nordest, si raggiunge la Sella del Roite (m 2081). Si prosegue tagliando il versante ovest del Roite raggiungendo la Bocchetta delle Corde (m 1900) e successivamente, seguendo il sentiero 102, si perviene all’Alpe Pozza, dove si trova il Rifugio Vincenzo Lancia (m 1825).   
 
METEO.         Una bella giornata: poco nuvoloso.  

RIFUGIO.       Rifugio Alpe Pozza, Vincenzo Lancia.
 

 

3° Giorno (24 settembre 2017)

      Strada delle 52 Gallerie

LOCALITA' DI PARTENZA.  Rifugio Alpe Pozza, Vincenzo Lancia (m 1825).

LOCALITA' DI ARRIVO.   Malga Campiglia (m 1183).

DIFFICOLTÀLa prima parte: dal Rifugio Lancia alle Porte del Pasubio (Rifugio Papa), non presenta difficoltà. Per la Strada delle 52 Gallerie, invece, non bisogna lasciarsi ingannare dal termine “strada”: non ha nulla della strada. Si tratta di un tracciato di larghezza limitata, molto esposto nella parte alta e nelle gallerie il fondo è insidioso, reso viscido dall’umidità. Bisogna fare attenzione, in particolare se lo si percorre in discesa. Indispensabili calzature con un buon grip e la lampada frontale.

SALITA:     m 550.

DISCESA:  m 1180.

QUOTA MASSIMA:  m 2103, lungo il sentiero 120, fra “sette Croci” e Selletta del Comando.

QUOTA MINIMA:  m 1183, a Malga Campiglia.

SVILUPPO:  km 15,8.

TEMPO DI MARCIA:  6 ore.

NOTE SUL PERCORSO.     Dal Rifugio Lancio si segue, con direzione est, la carrareccia contrassegnata dal segnavia 120; superata Malga Pozza, dopo una quarantina di minuti, si giunge alla Sella delle Pozze (m 1903). Abbandonata la carrareccia, si prosegue in direzione sud per raggiungere la Sella est dei Campiluzzi (m 2002, 20 minuti da Sella delle Pozze).  Un lungo tratto pianeggiante sotto il versante este del Roite e del Piccolo Roite ci conduce ad un bivio a quota 1975 (palina segnaletica), dove s riprende la salita che ci porterà alla Selletta del Groviglio (m 2077) e alle Sette Croci (le sette croci in legno presenti non hanno alcun riferimento con gli eventi bellici). Proseguendo, in una decina di minuti si raggiunge la Selletta Comando (m 2070), considerato il punto più vulnerabile della linea italiana, che ospitava, in una caverna rinforzata con una cappa di calcestruzzo, il comando di settore.  Poco oltre sorge la Chiesa di Santa Maria, nei pressi della quale c’è la tomba del generale Rossi. Si prosegue lungo la carrareccia che, transitando nei pressi del Cimitero della Brigata Liguria nei pressi del quale, negli anni venti del XX secolo, è stato eretto una sorta di Arco di trionfo in stile romano (detto, appunto Arco Romano), conduce alle Porte del Pasubio (m 1928), dove ha inizio la Strada delle 52 gallerie.
      La Strada delle 52 Gallerie è una mulattiera che collega la Bocchetta di Campiglia a Porte del Pasubio con uno sviluppo di km6,5 metri, dei quali ben km 2,3 sono suddivisi in 52 gallerie scavate nella roccia. Ogni galleria è numerata (iniziando dal basso) e ha un proprio nome che fa riferimento a eventi bellici (personaggi, generali, reparti, ecc.).
      La discesa per la Strada delle 52 Gallerie inizia in salita, con tratti molto esposti (privi di protezione) e molto panoramica; all’inizio (senso di discesa) della 47ª  galleria, poco sotto Cima Osservatorio, si raggiunge il punto più alto della strada (circa m 1990). La n° 20 è scavata all'interno di un torrione roccioso e, per superare il notevole dislivello, si avvita su sé stessa come un cavatappi. Anche la successiva n 19° (ricordo che stiamo percorrendo la Strada in discesa), che con i suoi m 320 è la più lunga, ha un tracciato elicoidale a 4 tornanti, all'interno di un gigantesco torrione di roccia. Dopo circa 3 ore dall’inizio della Strada, compreso il tempo per la lettura di tutti i pannelli informativi, attraversiamo il monumentale inizio (per noi fine) del percorso alla Bocchetta di Campiglia.
 
METEO.     Coperto con minaccia di pioggia; poi miglioramento e sole intorno a mezzogiorno. Nebbia  al di sotto dei 1500 metri.  

Hike partners: Alberto C.


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Comments (1)


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Francesco says: ...Complimenti-
Sent 20 October 2017, 09h08
..Ottima scelta, certi itinerari non possono mancare nel nostro album-


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