Monte Palavas o Tete du Pelvas 2929 m


Publiziert von cristina , 12. September 2017 um 16:37. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum: 3 September 2017
Wandern Schwierigkeit: T4 - Alpinwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: F   I 
Zeitbedarf: 1 Tage
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Milano-Torino-Pinerolo-Val Germanasca. Passato Ghigo di Prali continuare fino a Giordano. Da qui la strada diventa sterrata in buono stato. Un poco stretta poco prima di arrivare al posteggio.

Beh oggi sarà una giornatona sia a livello meteo sia come giro.

In verità ancora prima di arrivare in cima ci siamo detti che forse questa volta l’avevamo pensata troppo grossa, poi l’idea di Marco per rientrare ci ha salvato.

Partiamo presto per salire su questa cima su cui saremmo dovuti salire durante il trekking di quest’anno ma che, causa meteo, ci è stato impossibile farlo.

Lasciata l’auto a Bout du Col seguiamo la sterrata fino al rifugio Lago Verde, solo quando già si vede la bandiera si può lasciarla per prendere il sentiero. Oggi il vento è ancora più forte e più freddo di ieri, al rifugio il termometro segna 0° o poco più!

Ci fermiamo per un te caldo e quindi riprendiamo a salire per il Col di Valpreveyre dove passiamo in Francia. Scendiamo qualche tornante fino a prendere la traccia per il bivacco Soardi. Il bivio ufficiale è un po’ più in basso. Il traverso anche se non molto agevole, perché su pietraia, evita un po’ di dislivello.

Al bivacco quasi non si sta in piedi per il vento, beviamo e mangiamo qualcosa dopo di che cominciamo a scendere e, la discesa è maggiore di quello che pensavamo. Raggiungiamo un altro colletto da dove vediamo il lungo traverso per la risalita al Col de Malaure, e qui ci rendiamo conto che se decideremo di raggiungere la cima faremo notte, ammesso e non concesso che le gambe reggano, eh sì perché se fossimo dovuti ritornare dalla stessa parte sarebbe stata una sorta di disfatta di Caporetto!

Raggiunto il Colle invece, ci ricordiamo di quanto fatto durante il trekking di quattro anni fa, dove, non avevamo seguito i sentieri ma eravamo riusciti a trovare delle tracce che ci avevano risparmiato parecchio dislivello. Guardando la valle sembra che la stessa cosa si possa fare sia per andare al Col d’Urine sia per tornare al Col di Valpreveyre!

La speranza di raggiungere la cima si fa così più concreta.

Scendiamo dal colle fino al punto in cui ci sembra di poter evitare i contrafforti della Punta Malaure. Ci sono parecchie tracce, di animali probabilmente, ma si cammina senza difficoltà, anzi in alcuni momenti la traccia sembra quasi un sentiero. Notiamo anche degli ometti, il Col d’Urine si avvicina e così anche la nostra cima.

Giunti al Colle sosta barretta, cioccolato e quant’altro e si riparte. Ci rendiamo subito conto che la descrizione per la salita è piuttosto riduttiva. La traccia e il canale con il masso al centro ci sono, il canale però è da risalire con moltissima attenzione, scarica di brutto e il sentiero non esiste più. Noi in aggiunta abbiamo ben quattro stambecchi sulla testa, uno dei quali fa partire un sasso, fortunatamente prende un’altra via…brutte situazioni queste! Come da descrizione teniamo il sasso alla nostra dx e usciamo dal canale. La relazione proseguiva dicendo di seguire ometti e tacche fucsia fino in cima. Ok, ci sono anche quelle, peccato che dopo una ripida salita su prato si cominci a salire su blocchi e sfasciumi. La roccia è buona anzi ottima e devo dire per lo più stabile. Giunti a 50 m dalla cima si presenta il tratto, più impegnativo. Chiudiamo i bastoncini e con passaggi di I forse uno di II ci spostiamo sul versante francese. Giunti in Francia mancano pochi facili metri e siamo in vetta! Grande soddisfazione per la cima e per averla recuperata visto il gran lavoro di imbastimento trekking fatto da Marco! Averla mancata ci scocciava un poco!

Evitiamo la discesa verso il Fontanone (come suggerito da relazione) ci porterebbe troppo in basso pensiamo. Scenderemo da dove siamo saliti fino nei pressi del canale dove, salendo, avevamo notato dei bolli rossi che scendevano verso la Val Pellice. Pur di evitare il canale proviamo a seguirli, se non altro se qui dovesse partire qualcosa non siamo in un canale. La discesa è ripida ma sicuramente più sicura e appena la pendenza diminuisce cominciamo a spostarci verso la nostra sx cercando di non perdere troppa quota e ritornare al Col d’Urine. La cosa ci riuscirà perfettamente e giunti al colle finalmente faremo festa ai nostri panini!

Per il ritorno, riusciamo a stare sempre sul versante francese, tutto fuori sentiero, ma con visibilità si fa senza difficoltà, fino ad andare a intercettare il sentiero proveniente da Valpreveyre. Alla fine risaliremo di 400 m ca e risparmieremo qualche km e faremo anche un anello!

Tornati al Colle di Valpreveyre, scendiamo al Rifugio Lago Verde, sosta caffè e quindi rientro al Bout du Cul, esattamente dopo quasi tredici ore!

Bellissimoooooooo!!!!!!

Considerazioni: la salita alla Tete du Pelvas, pur non presentando difficoltà tecniche non è per tutti come sembrava dalla descrizione che avevamo in mano. Il canale, non è messo bene e se si trovano bestie in alto il rischio di prendersi delle sassate è alto, secondo noi, anche se più faticoso meglio salire da dove siamo scesi.


Tourengänger: cristina, Marco27

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Kommentare (3)


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Menek hat gesagt:
Gesendet am 12. September 2017 um 19:44
bello,bello...bravi!

GIBI hat gesagt:
Gesendet am 14. September 2017 um 13:32
Notevole giro e bravi ad aver fatto TREDICI ... nel senso delle ore !!!

cristina hat gesagt:
Gesendet am 14. September 2017 um 13:33
e meno male che Marco ha trovato la variante per il rientro altrimenti altro che 13 :-((((


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