Dritti sparati sul Monte Coleazzo cima Nord (3030 mt). La rivincita...


Publiziert von Menek , 1. September 2017 um 12:23. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:30 August 2017
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Zeitbedarf: 5:45
Aufstieg: 1300 m
Abstieg: 1300 m
Strecke:Una fucilata di km 6,500
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Brescia- Edolo- Vione- Canè. Seguire la strada lastricata sino a Cortebona dove c'è un buon parcheggio. La strada è aperta in salita sino alle 9.
Kartennummer:Nessuna carta, solo un discreto senso dell'orientamento

Ricomincio dalla “ritirata strategica”…

Sono passati 10 gg da quando dovemmo rinunciare a salire sul Coleazzo, il ghiaccio c’impose prudenza, oggi con un sole decisamente splendente e con un forte raffreddore che ancora m’attanaglia riproviamo a “conquistare” questa vetta decisamente impegnativa.

Lasciata la macchina nel bel parcheggio di Cortebona e fatti pochi passi sulla sterrata, sulla destra, oltre una calchera, un sentiero si stacca sulla destra (sasso con indicazioni+palina) e sale subito ripido in un bel bosco di Larici. Dopo pochi minuti incrociamo due piccole costruzioni, forse piccole stalle, dove il sentiero si biforca e dove si prosegue a sinistra evitando così di andare verso la Malga Coleazzo.

Il sentiero non ha bollatura, solo un paio di vecchie spennellate (giallo/blu)ormai quasi svanite, ma la traccia è ben visibile e altre deviazioni che potrebbero metterci in difficoltà non ce ne sono. Si arriva così ad intercettare un secondo bivio, dove le indicazioni sono inesistenti, facendo valere il senso di orientamento proseguendo verso sinistra  entriamo nella Valle di Stol posto che noi dobbiamo passare obbligatoriamente. Faccio subito una postilla: siamo riusciti a recuperare qualche sasso e abbiamo fatto un ometto precario al bivio, un poco più avanti una cordicella è attaccata ad un ramo.

Giunti al masso erratico di Stol (segnalato) la traccia comincia a svanire, o quantomeno  diventa  poco visibile, con molta attenzione seguiamo qualche calpestamento oltrepassando  così un primo risalto erboso, ora con altrettanta attenzione seguiamo la flebile traccia che ci porta finalmente nel vallone dove gli ometti sparsi qua e la ci indicano la retta via. Ometti che ci siamo impegnati a far aumentare di numero.

In poco tempo arriviamo ad un secondo grosso masso erratico anch’esso chiamato Stol dove ci fermiamo per fare la classica sosta banana. Da questo punto si vede tutto l’aspro vallone detritico, dove al centro, spunta la nostra meta con la croce già abbastanza visibile.

Riprendiamo il cammino seguendo gli ometti (anche se per la verità si potrebbe procedere in maniera non obbligata) puntando verso un primo paletto piantato nel terreno, direzionandoci verso il canalone più a destra arriviamo ad un secondo paletto laddove il canalone stesso comincia a restringersi.

Si sale con fatica, sia  per l’instabilità del terreno e sia per la ripidità che comporta la salita stessa, al contrario di alcuni escursionisti che hanno lasciato le loro tracce sulla sinistra del canale noi siamo rimasti verso le rocce di destra giungendo forse con meno sforzo alla stretta  bocchetta che dirupa ripidamente verso la Valle dei Messi. Sulla sinistra vediamo già la croce di vetta.

Il percorso  ora è obbligato. Restando sotto il filo di cresta saliamo prima calpestando degli instabili sfasciumi, oltrepassiamo una breve zona con terriccio, e stando attenti a non scivolare su  brevi  placche mai troppo esposte  giungiamo finalmente in vetta dopo 3h30 di cammino abbastanza tranquillo.

Il panorama qua è fantastico e  abbraccia a nord  il ghiacciaio del Bernina e la zona del Cevedale/Ortles, restando più vicino la Piramide di Somalbosco e il comprensorio Presanella/Adamello ci regalano altre emozioni.

E’ ora di pranzo, ma proprio mentre stiamo per addentare i nostri panini delle nuvole bianche ma corpose cominciano a salire, impedendoci  a volte la visuale, preoccupati di fare la discesa sulle placche immersi nel nulla prendiamo armi e bagagli e spostiamo  la “zona pranzo” al masso erratico Stol 2. Alla fine erano nuvole innocue che svanivano una volta raggiunta quota 3000, il sole è stato il vero protagonista della giornata.

Al masso erratico ci prendiamo tutto il tempo che vogliamo, è ancora presto, un po di sole sulla pelle ignuda ci sta alla grande. La successiva  discesa ci regala un paio di incontri piacevoli, prima ci imbattiamo in diverse Mazze di Tamburo in pregevole stato,  poi subito dopo l’incontro con un bell’esemplare femmina di Cervo. Un regalo inaspettato che ci ha resi felici…

p.s. : prendete il “cappello” delle Mazze, sciacquatele sotto acqua corrente e asciugate. Impanatele con: uova,farina,pan grattato, sale,pepe e un cucchiaio di latte. Cuocetele 2/3 minuti per parte in olio d’olivae burro.

Nota 1): Impegnativa salita al Monte Coleazzo Nord, come scritto da W.Bonatti  il Coleazzo è composto da 3 cime. Il percorso è scarsamente segnalato nel primo tratto, poi gli ometti presenti aiutano non poco. Si sale dritti sparati, da Cortebona   al Coleazzo in un sol fiato vi bevete 1300 di dislivello. Escursione adatta per EE.

Nota 2): Cose a caso.

Spinoza: Il vescovo di Ischia: “L’abusivismo non è la causa dei crolli.” Eh, ma così resta solo Dio.

Sicurezza: Luxuria, la Var conferma, il fallo c’è.

 

 

Nota 3): ed infine…Coleazzo.

                                                                                            COLEAZZO.

 

Siamo soli sul sentiero e non c’è più codazzo,

per fare sta salita la folla è un brutto andazzo,

c’è solo un uomo strano… ma quello è un paparazzo.

 

Coleazzo,

fatto il primo pezzo spuntiamo in uno spiazzo,

il sole è bello alto e adesso mi sollazzo,

il sentiero ormai sparisce e si apre un grande scazzo.

 

Coleazzo,

il canalone frana e bisogna esser pazzo,

ma salgo assai veloce ed in un attimo lo smazzo,

le placche un po rugose le liscio col frattazzo.

Non vedo più la cima ed il viso è un po paonazzo, e in fondo mi domando: fatico al Coleazzo?
 

 

A la prochaine!   Menek,Rosa

 

 

 

 

 

 


Tourengänger: Menek, rossa


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Kommentare (21)


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georgb Pro hat gesagt:
Gesendet am 1. September 2017 um 13:16
Mai più sotto i 3000! Sene abitua ;-)

Menek hat gesagt: RE:
Gesendet am 1. September 2017 um 15:05
Georg, dici che sta diventando una malattia? A parte gli scherzi, il panorama che si gode da certe altezze è unico!
Ciao amico
Menek

numbers hat gesagt:
Gesendet am 1. September 2017 um 13:16
Caro Dome,
chi la dura la vince
:):):)

P.s. ottime le mazze di tamburo impanate!

Menek hat gesagt: RE:
Gesendet am 1. September 2017 um 15:06
Eh, sì...con fatica ma...
Confermo la bontà delle mazze. Ciao Mario
Menek

irgi99 hat gesagt:
Gesendet am 1. September 2017 um 13:52
Splendida!! Bravi!!

Menek hat gesagt: RE:
Gesendet am 1. September 2017 um 15:07
Grazie Ire, molto gentile. Tu questa cima la fai con una gamba, e pure ingessata! :)
Menek

irgi99 hat gesagt: RE:
Gesendet am 1. September 2017 um 18:01
mmmm.... capitolando forse... ahah!!

Menek hat gesagt: RE:
Gesendet am 3. September 2017 um 16:37
Oramai ti sei sbilanciata...no puoi più nasconderti. :)

danicomo hat gesagt:
Gesendet am 1. September 2017 um 16:58
Bella piodata e.... complimenti per le mazze, una raffinatezza.

Menek hat gesagt: RE:
Gesendet am 3. September 2017 um 16:40
Grazie Doc, è stato veramente un bel giro. Corto ma tosto.
Le mazze erano buonissime...asciutte, sembrava seitan (o filetto)! :)
Ciao amigos
Menek

Arbutus hat gesagt: Grande!
Gesendet am 1. September 2017 um 21:15
Grande Menek! Troppo bello il nome... Monte Coleazzo, dove mangio, bevo, e non faccio un ca33o!

Menek hat gesagt: RE:Grande!
Gesendet am 3. September 2017 um 16:43
Se è tutto come dici tu allora è la tua cima...Vaaaaaaaaaaaaaaaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii :)
Menek

Poncione hat gesagt:
Gesendet am 1. September 2017 um 23:36
Taaac... visto che è andata, Dome?
Sotto con un altro..

Ciao

Menek hat gesagt: RE:
Gesendet am 3. September 2017 um 16:47
E' stata dura Emi, il fisico non rispondeva ai comandi. Ma come dici tu è andata...
Menek

GIBI hat gesagt:
Gesendet am 2. September 2017 um 13:15
Bravi ... mai lasciare troppo tempo le cose in sospeso ... meglio chiuderle le pratiche ancora aperte !

... e le mazze di tamburo impanate ... una vera squisitezza !!!

ciao Giorgio

Menek hat gesagt: RE:
Gesendet am 3. September 2017 um 16:49
Abbiamo pensato che queste erano le ultime giornate estive, poi i 3000 per noi si fermano. Come sai la neve non ci piace. Con calma abbiamo colpito.
w il club delle mazze :)
Menek

Amadeus hat gesagt:
Gesendet am 2. September 2017 um 17:34
Bravi ragazzi, ora chi vi tiene più; 3000....3500....4000....4500

Menek hat gesagt: RE:
Gesendet am 3. September 2017 um 16:50
Piano, piano Vecio... abbiamo ancora molti limiti, ma con lo spirito giusto però. Chissà in futuro...
Menek

jkuks hat gesagt:
Gesendet am 2. September 2017 um 19:13
grande Domenico! Alla fine è andata :)

Menek hat gesagt: RE:
Gesendet am 3. September 2017 um 16:51
Grazie J... siamo stati premiati, e siamo felici. Tu? Come stai?
Menek

jkuks hat gesagt: RE:
Gesendet am 3. September 2017 um 22:02
meglio... solo che ci vuole un sacco di tempo...
A presto sentirti :)


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