Al Bar, inteso come monte, e dintorni


Published by Angelo63 , 19 August 2017, 18h55.

Region: World » Switzerland » Tessin » Sottoceneri
Date of the hike:17 August 2017
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo San Jorio-Monte Bar 
Time: 7:00
Height gain: 930 m 3050 ft.
Route:Borisio - Barriera park monte Bar - Alpe Rompiago - Motto della Croce - Caval Drossa- Monte Bar - Cima Moncucco - Piandanazzo - Capanna Monte Bar - Motto della Croce - Alpe Rompiago - Barriera park monte Bar - Borisio
Access to start point:Uscita autostradale Lugano Nord, seguire le indicazioni per Vezia e proseguire per Tesserete. Imboccare la strada per la Val Colla seguendo le indicazioni per Bidogno. Ad un tornante verso destra si stacca sulla sinistra la strettissima strada che sale fino ad un parcheggio (una decina di posti auto) dove è posta una barriera che vieta il transito ai non autorizzati.

Sono passati 2 mesi dall’ultima uscita ed è tempo di riprendere confidenza con le piacevoli escursioni in montagna. Il caldo consiglierebbe di scegliere una meta in alta quota ma poiché la compagnia oggi è assente non ho voglia di percorrere lunghi tragitti in auto per raggiungere la località di partenza. Scelgo così una meta che mi consenta di fare dislivello ed adeguare, nel corso dell’escursione, la lunghezza del percorso in funzione alle mie attuali scarse capacità. Il monte Bar e la zona circostante fanno proprio al caso mio. Approfitto dell’occasione per salirlo da un percorso per me nuovo in quanto in passato ero sempre partito da Corticiasca. Ho da poco scoperto che c’è la possibilità di lasciare l’auto in un parcheggio situato sopra l’abitato di Bidogno. Ecco il parcheggio…..la vera difficoltà della giornata. Nessun problema a trovare l’imbocco della strettissima strada che lo raggiunge ma appena superato l’insediamento di Borisio, nei pressi di uno dei pochi adeguati slarghi che ho incontrato, noto che su un tronco è posizionato un cartello che vieta il transito ai non autorizzati. Penso quindi di essere giunto al parcheggio che è citato in alcune relazioni. Invero i posti auto qui non sarebbero disponibili perché sull’asfalto ci sono dei chiari segnali di divieto. Mi sembra molto strano ma decido di non proseguire oltre e di non impegnare nemmeno la porzione stradale con i divieti. Lascio quindi l’auto su un piccolo spiazzo sterrato che è posto a destra, ai margini della strada, proprio dietro all’albero dove è appeso l’avviso di divieto. Sperando nella clemenza di un eventuale controllo che arrivi fin quassù mi incammino lungo la strada quando sono le 9.30.
Procedendo all’ombra delle ultime piante del bosco, su strada che sale con graduale pendenza, in circa 15 minuti arrivo ad uno slargo che in effetti è il parcheggio che andavo ricercando. Posti oggi qui ce ne sono, non si può proseguire oltre per la presenza di una sbarra, ed è questo probabilmente il limite autorizzato per il transito degli autoveicoli. Vabbè ormai sono arrivato qua e decido di proseguire senza ritornare sui miei passi per recuperare l’auto. Superata la barriera risalgo un ripido sentiero che si stacca dal lato sinistro della strada e in circa 15 minuti arrivo all’Alpe Rompiago. Dall’alpe risalgo il ripido pendio seguendo una debole traccia di sentiero che mi consente di raggiungere la sovrastante strada e di arrivare alle 10.20 nei pressi di una piccola cappella votiva dove è posizionata anche una fonte d’acqua. Raggiunto il tornante che svolta verso destra discendo qualche metro sulla sinistra per raggiungere l’imponente croce del Motto della Croce. La giornata è già molto calda e il cielo è abbastanza velato. Sulla cima del monte Bar è posizionato un bel nuvolone scuro mentre a valle, nei pressi degli abitati e del Ceresio, l’afa rende il paesaggio offuscato.
Raggiunta la postazione del Motto della Croce inizia il percorso che avevo pianificato. L’intenzione infatti era quella di seguire tutta la cresta, fino ad arrivare almeno alla vetta del monte Bar e, se possibile, di proseguire oltre. La salita seguendo il filo di cresta presenta solo pochi tratti con moderata pendenza. La scarsa ventilazione fa percepire ancora di più il caldo. Facendo alcune brevi soste, dopo essere stato superato a doppia velocità da una signora dal passo spedito, raggiungo la sommità di Caval Drossa quando le 11 sono passate da qualche minuto. Manco farlo apposta tutta l’area sommitale è popolata da un bel branco di cavalli che ha a sua disposizione tutta la zona per spostarsi liberamente. Mi posiziono su un comodo sasso ai margini del branco e faccio una sosta di una decina di minuti prima di riprendere il cammino. Mi attende ora un tratto in discesa e quindi una ripida rampa, da qui sembra proprio impegnativa, per giungere sull’ampio pianoro sommitale del monte Bar. Le soste durante la salita sono frequenti ed arrivo in vetta alle 12, dopo aver percorso 6,6 km in 1h50m di marcia con soste per complessivi 40m.
Mi fermo una ventina di minuti per ammirare il paesaggio, oggi abbastanza offuscato, con foto di vetta nei pressi della palina segnavia. Considerato che è ancora presto per una sosta pranzo, tra l’altro sconsigliata in questo punto per via dell’elevata quantità di mosche e insetti vari, e visto che ho già raggiunto la più alta elevazione della giornata decido di proseguire lungo la cresta in direzione est.
Dopo un tratto in discesa dove si perdono circa 150 metri di dislivello, raggiungo alle 12.55 una sommità quotata circa 1700 metri per poi ridiscendere leggermente ed arrivare infine alla Cima Moncucco quando sono le 13.15.
Qui faccio una sosta di una decina di minuti e finalmente il riscaldamento dell’aria ha ripulito il cielo dalle velature mattutine. Da questo punto di osservazione, poco significativo come elevazione, si può ammirare gran parte della val Serdena, dominata dalla cima del Camoghè, e proprio di fronte a me la vetta della Garzirola con il profilo che scende fino al passo di S. Lucio. Verso sud sono facilmente riconoscibili il vicino monte Boglia e i più lontani Sasso Gordona, Crocione e Generoso.
Ritorno per qualche minuto sui miei passi per poi imboccare un sentiero che si stacca verso sinistra che mi consente di arrivare alle 13.40 in località Piandanazzo. In questa località che oggi è affollata solo di mucche, è attrezzata una bella area picnic con panche e solidi tavoli. C’è pure una fresca fonte d’acqua e una bella area giochi per bambini con altalene. Dopo i convenevoli con il bestiame presente che tende facilmente a socializzare trovo una panchina lontana dalla loro vista e faccio la mia sosta pranzo. Alle 14.15 ancora stanco ma soddisfatto riprendo il cammino. Dopo aver seguito in mattinata le creste erbose della montagna per il rientro percorrerò la strada evitando così la discesa su tratti decisamente più ripidi. Alle 14.45 transito nei pressi della nuova capanna del monte Bar che è stata solo qualche mese fa riaperta dopo i lavori di ricostruzione. Procedo lungo l’assolata strada, dapprima sterrata per poi passare su asfalto, fino a giungere alle 15.30 al tornante nei pressi della cappella votiva dove ero già passato in mattinata. Faccio qui un’altra sosta di una ventina di minuti e la fonte d’acqua è provvidenziale per rinfrescarmi adeguatamente. Seguo ancora tutta la strada fino ad arrivare, quando sono le 16.10, all’Alpe Rompiago.
Stanco di proseguire sull’asfalto mi immetto nuovamente sul sentiero che ho percorso in mattinata per arrivare in poco più di 10 minuti all’area parcheggio. Un ultimo tratto finalmente all’ombra del bosco ed alle 16.35 raggiungo la mia auto.
 
Lunga escursione che non ha raggiunto elevazioni ragguardevoli ma che è modulabile a seconda delle capacità e del tempo a disposizione. A mio parere risulta più appagante se svolta nella stagione autunnale oppure a primavera inoltrata. Ha il vantaggio di non essere troppo distante da casa e quindi raggiungibile senza percorrere lunghi tragitti in auto.
 
Dati complessivi:
Km percorsi: 17,4;
Tempo marcia: 4h55m;
Tempo sosta: 2h10m;
Ascesa: mt. 930 circa;
Velocità media in marcia: 3,5 km/h;
Velocità media totale: 2,4 km/h.
 


Hike partners: Angelo63


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Comments (2)


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GIBI says:
Sent 20 August 2017, 21h57
Bravo Angelo, a parte la possibilità di partire di poco più alti rispetto a Corticiasca anche a me piace più salire da questa parte e poi tornare scendendo dalla Capanna all'Alpe Musgantina e al pianoro sottostante per poi ritornare per strada sterrata alla barriera e al parcheggio.

ciao Giorgio

Angelo63 says: RE:
Sent 21 August 2017, 22h17
Concordo Giorgio,
la salita passando prima dal Motto della Croce è senz'altro più gratificante.
ciao
angelo


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