Sella di Ör Languosa (mt 2.359) da Carì


Publiziert von Angelo63 , 18. Juni 2017 um 22:56.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:28 Mai 2017
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo Molare 
Zeitbedarf: 7:30
Aufstieg: 850 m
Strecke:Carì - Brusada - Lago di Carì - Rifugio Gana Rossa - Sella di Ör Languosa - Rifugio Gana Rossa - Alpe di Vignone - Carì di Dentro - Carì
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A2 direzione Gottardo, uscita Faido. Arrivati al centro dell'abitato di Faido svoltare a destra seguendo le indicazioni per Carì che si raggiunge dopo 12 km di salita. Ampie possibilità di parcheggio che è a pagamento solo nella stagione invernale, quando sono aperti gli impianti sciistici.

Uscita assieme a Danilo alla ricerca di una meta che ci consenta di salire di quota senza rischiare di trovare ancora troppa neve. Abbiniamo la scelta della meta con la possibilità di visitare un bel laghetto alpino.
Decidiamo di partire dal paese di Carì, nei pressi del Gottardo, che raggiungiamo dopo essere usciti dall’autostrada a Faido ed aver risalito la comoda strada che in circa 12 chilometri ci consente di arrivare al parcheggio della località sciistica della Leventina. Il paese è stato lo scorso anno sede di arrivo di tappa del Tour de Suisse.
 
Alle 8.50 ci incamminiamo in una giornata che purtroppo è nuvolosa mentre le previsioni meteo assicuravano un bel soleggiamento già dalla mattinata. Imbocchiamo la sterrata che posta verso Carì di Dentro e dopo una cinquantina di metri, superato l’impianto di partenza della seggiovia, prendiamo la stradina a sinistra dove è posizionato il cartello indicatore del sentiero del montanaro. Si sale dapprima in un bel bosco di abeti con alcuni tratti veramente ripidi. Facciamo brevi soste approfittando della presenza lungo il percorso di alcuni cartelli – in totale sono 20 – che descrivono gli animali che popolano il bosco. Quando raggiungiamo il quindicesimo cartello siamo ormai all’uscita dal bosco e procediamo sul tracciato della pista da sci. Ora il percorso è meno piacevole e lo risaliamo smarrendo il resto delle paline indicatrici lungo il sentiero. Nonostante il permanere della copertura nuvolosa si suda parecchio per effetto dell’elevato tasso di umidità. Un ultimo deciso strappo su terreno sfasciumato ed alle 9.35 raggiungiamo la località Brusada, punto di arrivo della prima seggiovia degli impianti sciistici. Ci incamminiamo in direzione di un passaggio artificiale, scavato ai bordi della montagna per ricavarne una pista di rientro, e facciamo il primo incontro stagionale con le marmotte che da queste parti sono numerose. Ne incontreremo altre lungo questo tratto del percorso. Procediamo ora su prati e raggiungiamo la parte superiore della seconda seggiovia per portarci alla sua sinistra e con un ultimo strappo arriviamo al lago Carì. Sono quasi le 10.30 e lo specchio d’acqua è ancora in gran parte ghiacciato. Un vero peccato che il sole non riesca a farsi largo tra la copertura nuvolosa per risaltare i bei colori di un laghetto alpino prossimo al disgelo. Seduti su una panchina ai bordi del laghetto attendiamo una ventina di minuti nella speranza che la situazione meteorologicamente migliori ma restiamo purtroppo delusi.
Ci rimettiamo in marcia, risalendo tra i massi, aggirando alcuni tratti abbondantemente innevati, per raggiungere il vicino arrivo della seggiovia . Dobbiamo ora imboccare un lungo traverso, alternando saliscendi, che si mantiene costantemente in quota per raggiungere il rifugio Gana Rossa. Il tracciato è ben bollato con segnali bianco-rosso-bianco che si perdono solamente quando il percorso attraversa alcune lingue di neve nei tratti meno esposti al sole. Con un po’ di attenzione è possibile comunque sempre scorgere a distanza la bollatura sulle rocce lungo il percorso. Il sole adesso inizia a farsi largo tra le nuvole e sull’altro versante della vallata si apre la vista verso le alte cime del Pizzo Forno e Campo Tencia. Raggiunto un pianoro dove è posizionata la palina che indica la località Piotte della Segna in poco tempo passiamo sotto i tralicci che risalgono la vallata ed arriviamo al rifugio Gana Rossa. Sono le 12.15, siamo in marcia da 2h25m, abbiamo fatto soste per 1h e percorso 6,8 km.
Visitiamo il rifugio che è incustodito. Oggi siamo gli unici presenti e non abbiamo ancora incontrato nessuno lungo il cammino. Dopo una sosta di 10 minuti circa passiamo sul retro del rifugio e risaliamo il pendio cercando di passare nei pressi degli antiestetici tralicci che vanno in direzione della valle di Blenio. In questo tratto di percorso, dove si deve fare un po’ di attenzione per alcuni passaggi ancora ben innevati, incontriamo due persone che discendono dalla vicina sella di Ör Languosa che raggiungiamo alle 12.50.
Siamo proprio a cavallo tra Leventina e Blenio e mentre il versante da dove proveniamo è in gran parte sgombro da neve, sul pendio opposto, decisamente più esposto a nord, la coltre nevosa è ancora abbondante. Si sta benissimo, non c’è vento e la vista all’orizzonte è decisamente bella. Non appare facilmente raggiungibile, per via dell’innevamento, la vicina cima del Pizzo Bareta e pertanto decidiamo di fare qua la nostra sosta pranzo. All’orizzonte le montagne più alte, Pizzo Forno, Tencia, Adula e Scopi hanno le cime immerse tra le nuvole. Le altre vette e le vallate sottostanti sono invece ben irradiate dal sole.
Dopo esserci rifocillati ed aver ammirato il paesaggio riprendiamo il cammino quando mancano pochi minuti alle 14. Il sole adesso decisamente scotta. In una quindicina di minuti facciamo ritorno al sottostante rifugio Gana Rossa e ripercorriamo il sentiero che in circa 10 minuti ci consente di arrivare alla palina segnavia di Piotte della Segna. Da questo punto imbocchiamo il sentiero che in discesa porta alla sottostante piana alluvionale per poi raggiungere l’Alpe di Vignone quando sono le 15.
Ancora una sosta di una decina di minuti per poi prendere il sentiero che scende, compiendo un ampio arco, nel bel bosco di abeti fino ad arrivare alle abitazioni di Carì di Dentro dove giungiamo alle 15.50.
Qui approfittiamo di una fonte d’acqua per rinfrescarci abbondantemente, la giornata nel pomeriggio è infatti decisamente calda e per fortuna è sparita quell’umidità che aveva contraddistinto la salita nella mattinata. Seguendo l’ampia sterrata arriviamo a Carì e quindi alla nostra auto quando sono le 16.15.
 
Bellissima escursione che con l’avanzare della giornata ci ha regalato anche un clima decisamente più adatto per farci apprezzare al meglio la bellezza della zona. Un peccato che il bel tempo non ci abbia assistito nella prima parte della giornata e soprattutto nei pressi del grazioso laghetto di Carì. Ci sarà pertanto motivo per organizzare da queste parti ancora una bella uscita autunnale.
 
Dati complessivi:
Km percorsi: 12,8;
Tempo marcia: 4h25m;
Tempo sosta: 3h;
Ascesa: mt. 850 circa;
Velocità media in marcia: 2,9 km/h;
Velocità media totale: 1,7 km/h.
 


Tourengänger: Angelo63, Danilo54

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