Sasso della Guardia


Publiziert von paoloski Pro , 20. April 2017 um 15:46.

Region: Welt » Schweiz » Graubünden » Misox
Tour Datum:17 April 2017
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Portola-San Jorio   CH-GR 
Zeitbedarf: 7:00
Aufstieg: 1250 m
Abstieg: 1250 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Varese, Gaggiolo, Autostrada A2 poi A13, uscire a Rovereto (dopo la galleria) e dirigersi verso il centro paese, attraversare la strettoia (semaforo per il senso alternato) e proseguire verso Sud fino al ponte, seguire le indicazioni per Laura e prendere la strada che si addentra nella valle per una dozzina di chilometri, dopo una decina di chilometri si giunge ad un bivio, prendere per Roggiasca, la strada scende ancora per due - tre chilometri e finisce nei pressi della diga del bacino di Val Roggiasca, ampie possibilità di parcheggio.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata - ritorno.
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio Alpe Luarn. Sempre aperto. 10 -12 posti letto.
Kartennummer:Valli e Lago di Lugano Cartografia di Novara 1:30000

Lunedi di Pasqua, Monica e Francesca sono occupate con la famiglia, la restante parte dell'umanità sembra invece intenta a farsi del male con delle grigliate o passando il tempo in coda su qualche strada, il mio amico Battista però è libero e così Antonella, propongo loro di andare non troppo lontano: appena sopra Roveredo in Mesolcina. Anni fa vi feci un giro con Monica ed entrambi fummo colpiti dalla bellezza e dalla wilderness di queste zone.
La meta odierna è il Sasso della Guardia, a detta del Brenna  una cima che merita il suo nome per il superbo panorama che sa offrire.
Partenza comoda da Varese e rendez-vous all'autogrill di Bellinzona Sud, poi rapido trasferimento a Roveredo dove parcheggiamo l'auto di Battista e con la mia risaliamo l'infinita strada della Val Traversagna per poi, dopo il bivio, discendere al bacino di Val Roggiasca, procedendo con molta cautela visto che la strada è disseminata da un'infinità di sassi, pietrisco e anche massi di dimensioni ragguardevoli.
Parcheggio al termine dell'asfalto, ci prepariamo e ci abbassiamo fino alla corona della diga, attraversatala risaliamo il versante opposto percorrendo il bel sentiero che, con numerosi tornanti e percorrendo ripidi fianchi ricoperti da faggi, castagni e betulle ci porta ai bellissimi Monti di Lanes.
Un po' di foto, poi chiediamo informazioni sull'attacco del sentiero per Luarn e dopo aver ricevuto esaurienti ragguagli ripartiamo, superiamo il bivio per la Bocchetta di Camedo e ci alziamo a sinistra per un bel sentiero che sale ripido in una faggeta. Segnavia non ce n'è a parte qualche rettangolo bianco sui tronchi, probabilmente devono ancora passare a fare la striscia centrale rossa.
Comunque il percorso è evidente, c'è, come dice il Brenna, anche qualche tratto in discesa, usciti dal bosco si fa infatti un lungo traverso in saliscendi su pendii decisamente ripidi. Superiamo un ultimo costone ed ecco che ci appare l'Alpe di Luarn con la sua baita rifugio.
Vi sono delle persone, una famiglia facente parte dell'associazione che si prende cura della manutenzione del bivacco. Breve sosta, qualche chiacchiera, mi informo sulla fattibilità del Piz del Papagal e la traversata verso la Cima dello Stagn. Ripartiamo in direzione della nostra cima, il sentiero nel prato non c'è ma quando entriamo nel bosco troviamo una traccia evidente che sale subito ripida alternando tratti in cresta ad altri appena sotto, sulla destra.
Raggiungiamo un primo risalto e ci spostiamo sulla destra, da qui si potrebbe salire direttamente ma gli "scarponi" di Battista sono poco più di scarpe da tennis per cui preferisco proseguire sul labile sentiero che attraversa il versante e giunge ad una sella. Mi attardo a fotografare un cuscinetto di Primula farinosa poi raggiungo i miei soci che mi attendono alla bocchetta contemplando il panorama.
Da qui la salita alla cima è evidente, c'è una traccia da capre ma anche in mancanza di questa di difficoltà non ce ne sarebbero. Sulla cima ci aspetta un ometto in cui è infisso un palo, di libri di vetta neppure l'ombra...un po' di foto, il riconoscimento delle varie cime, poi mangiamo.
Da Sud le nuvole stanno arrivando rapidamente e presto coprono le cime vicine...sarà meglio scendere alla svelta, alla bocchetta riprendiamo il sentierino che abbiamo percorso in salita, un ultimo sguardo all'evidente traccia che passa al di sotto del Piz del Papagal...con Monica sarei senz'altro sceso da qui puntando all'Alpe Aian.
Raggiungo i miei amici ed insieme ridiscendiamo al rifugio. Ci viene offerto un caffè, come rifiutare? Così fra caffè, ammazzacaffè e chiacchiere passiamo un'oretta in buona compagnia.
Alle 15,30 decidiamo che forse è il caso di iniziare la discesa, salutiamo e ringraziamo i nostri ospiti e ci avviamo in direzione dei Monti di Lanes, "istruisco" i miei compagni sulle varietà floristiche presenti sul percorso fra cui genziane e primule decisamente in anticipo sulla stagione.
A Lanes ci aggiriamo per le baite e facciamo un po' di fotografie poi giù, verso il bacino di Val Roggiasca.
Arriviamo all'auto, ci cambiamo, saliamo e metto in moto con un po' di apprensione: l'ultima volta la vecchia Opel di Monica pensò bene di non partire. Rientrammo a Roveredo con la macchina sul pianale del carro attrezzi, questo è un posto decisamente fuori mano per una panne!
Sulla strada sembrano esserci ancora più sassi e pietrisco che stamane, procedo lentamente e rientriamo a Roveredo senza problemi.

Il Sasso della Guardia è una cima che, a dispetto della modesta altezza, vale la pena di essere salita, per il magnifico panorama, per la bellezza dei Monti di Lanes e dell'Alpe Luarn da cui si passa ma, soprattutto, per il fatto di saper offrire una salita in un ambiente ancora selvaggio e da cui è possibile sognare e progettare tante ulteriori gite e salite.
Difficoltà: per lo più T3 ma con diversi tratti in cui il + ci sta tutto: per l'esposizione, la mancanza di segnavia, qualche roccetta da superare. I ripidi fianchi di paglierina se bagnati non dovrebbero essere molto simpatici da percorrere.

Tourengänger: paoloski

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Kommentare (1)


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Poncione hat gesagt:
Gesendet am 20. April 2017 um 22:25
Ottima salita e bella la Val Roggiasca: scelta azzeccata. La cresta verso la Cima di Paina sembra bella intrigante... vista dal Cardinello lo è ancora di più. :)
Ciao


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