Anello: Croce del M.Corno - Malga Lunga - M.Sparavera


Publiziert von andrea62 , 12. April 2017 um 22:29.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum: 9 April 2017
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 6:30
Aufstieg: 1200 m
Abstieg: 1200 m
Strecke:Croce del M.Corno - Malga Lunga - M.Spalavera
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Proveniendo da Bergamo attraversiamo Leffe con la strada principale, troviamo il cartello "Gandino" e poco dopo un bivio appena prima di una ciminiera quasi in strada: scendiamo a destra sulla via "provinciale" e alla fine della discesa seguiamo i cartelli per Malga Lunga e Valle Piana. Dopo pochi km superiamo una fabbrica (probab.opificio dismesso) e posteggiamo ai lati della strada vicino al cartello dell'itinerario 544, poco sotto una chiesetta sulla sinistra.
Kartennummer:Kompass n.104

Tipico itinerario primaverile su sentieri, strade sterrate, alcuni settori su asfalto e un breve tratto attrezzato.
Siamo in tre: io, Andrea e Michele. Il percorso è stato individuato dall'altro Andrea come alternativa ai sentieri di Canzo e del Resegone. Volendo fare un anello lasciamo l'auto alla prima segnalazione "544" percorrendo il primo tratto su stretta strada asfaltata.
 
Primi metri in salita su strada asfaltata che si stacca da quella della Valle Piana, poi sentiero che va a riprendere la strada della Valle Piana che continua in falsopiano sempre segnata col 544. Finché  a sinistra inizia il sentiero 544A che con strette curve sale nel bosco e raggiunge una falesia. Sale a fianco dell'affioramento roccioso con catene di sicurezza utili ai meno esperti fino a un salto di roccia alto qualche metro, ben appigliato ma verticale dove la catena si rivela utile. In seguito si continua a salire nel bosco di latifoglie fino a incrociare un sentierino che prosegue marcato verso destra. Lo si segue e più avanti si trova la freccia che indica la deviazione per la grande croce di Monte Corno.

La raggiungiamo in pochi minuti, ci prendiamo una pausa e poi torniamo al bivio con la freccia. Proseguiamo lungo il sentierino verso est e scendiamo fin presso una casa privata. Pochi passi prima dell'abitazione il sentiero continua a scendere a sinistra e al primo bivio tenere la sinistra. Dopo essere scesi fino a un ruscello si sale brevemente ad intercettare la strada della Valle Piana. La si segue verso est con una breve discesa e si entra in una zona prativa di fondovalle. Troviamo la chiesetta di Valpiana e un grande crocefisso, poi case in parte ristrutturate. Ignorati tutti i bivi sulla destra continuiamo sulla strada fino al parcheggio con divieto di transito , dove verso destra si stacca il sentiero 544 che sale a una casetta gialla e poco dopo alla Malga Lunga. Qui troviamo qualche decina di persone, data la vicinanza del parcheggio, e diversi mountain bikers. A Malga Lunga si trova il museo dedicato alla guerra partigiana svoltasi in questo settore e lo visitiamo: si compone di due stanze ricche soprattutto di materiale fotografico.
 
Poi andiamo avanti sulla sterrata, abbandoniamo il segnale 544 per il 547, proseguiamo alternando  saliscendi a tratti pianeggianti in prossimità del crinale spartiacque con la Val Cavallina. Raggiunta una dolina decidiamo di non scendere come consigliato dalla precisa descrizione di Sassbaloss ma proseguiamo sulla sterrata alta fino a un'altra dolina (la Pozza dei Sette Termini) posta su un colletto in vista dell'erboso Monte Sparavera e vicino al monumento dedicato al Generale Raffaele Cadorna, importante figura della Resistenza partigiana e dell'immediato dopoguerra. Raggiungiamo la cima dello Sparavera su tracce di sentiero e finalmente tra la foschia vediamo il Lago di Endine. Dalla altra parte si vedono le case sparse della frazione Monticelli con alcuni sentieri e sterrate che vi scendono. Dobbiamo raggiungere la sterrata principale a Monticelli, scendiamo tenendoci dapprima vicino alla cresta su un sentierino che poi punta verso il centro del versante erboso, passa vicino a un paio di case e intercetta la sterrata.
 
Come previsto dalla relazione, a un curvone in una depressione del crinale troviamo sulla destra il sentiero per Gandino. Presto diventa strettino e col fondo sconnesso e scende in una abetaia. Alla prima curva con vista aperta sulla valle, sul Monte Corno e su un pratone sottostante, alcuni signori del luogo ci indicano gentilmente una scorciatoia. Invece di proseguire sul sentiero fino al cimitero di Peta e poi tornare al punto di partenza, scendiamo sul pratone fino a un evidente castagno secco. Qui troviamo un comodo sentiero pianeggiante che sbuca in una strada presso una cava che con qualche tornante scende pochi passi a monte del punto di partenza.
L' amico Michele rileva 1200 metri di dislivello e 19 km di sviluppo.

Tourengänger: andrea62


Galerie


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