Sasso Camoscè, Monte Duria, Motto Rotondo


Publiziert von Poge Pro , 4. Januar 2017 um 23:29.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum: 2 Januar 2017
Wandern Schwierigkeit: T4+ - Alpinwandern
Klettern Schwierigkeit: II (UIAA-Skala)
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Aufstieg: 2040 m
Strecke:17,2 km a/r
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Dosso del Liro (Como).

Un recente giro del gruppo dei "sfrusaduu" al Dosso Bello, mi fa tornare in mente un mio progettino di concatenare il Monte Duria con il Motto Rotondo (o Cima degli Orsi come riportato su alcune cartine).

Con Vincenzo, ricontattato "all'improvviso" il giorno prima, ci mettiamo in marcia dal Dosso del Liro con il primo obiettivo di raggiungere la dorsale nei pressi della Sella di Paregna. Con un primo tratto lungo l'Alta Via dei Monti Lariani, un taglio a muzzo nel bosco e poi unendo di volta in volta alcuni alpeggi, giungiamo alla strada cementata. Riusciamo a trovare un sentiero che ci permette di andare più diretti verso la cima di Motta Fiorita e poi scendere alla Sella di Paregna, dove iniziamo "ufficialmente" la nostra salita al Duria.

Il sentiero ben segnato sale deciso lungo la dorsale per poi piegare un po' sulla sinistra, poi verso destra e portarsi sotto al canalino misto roccette e erba che conduce verso la cresta, qualche segno e qualche ometto aiutano a imboccare il canale giusto. Però prima di proseguire ne approfittiamo per fare una breve visita alla cima che ci sta proprio davanti, il Sasso Camoscè di cui è chiaramente visibile il sentierino che conduce in vetta.

Portati i nostri saluti sul Camoscè, facciamo ritorno alla base del canalino e lo risaliamo fino ad arrivare al colletto in cresta. Qui il sentiero svolta a sinistra mantenendosi poco sotto la dorsale ma forse, volendo divertirsi un pochino, si possono anche affrontare direttamente le roccette della cresta e ritrovare il sentiero più in alto.

Qui il percorso è ingombro di neve dura ed è quindi necessario indossare i ramponi. Fatto questo proseguiamo superando dei tratti di neve, un simpatico saltino di roccia e poi la breve cresta per giungere in vetta al Monte Duria. Fin qui più o meno tutto come previsto. Ora bisogna affrontare la parte più incognita della nostra escursione: la cresta di collegamento con il Motto Rotondo, passando dalla Bocchetta di Zoccaccia.

A vista il primo tratto fino alla Cima Ovest del Duria non sembra presentare difficoltà eccessive, mentre la risalita al Motto sembra più ostico ... ma la distanza potrebbe trarre in inganno ... quindi procediamo.
Sempre con i ramponi ai piedi seguiamo la cresta su terreno misto neve/roccette e giungiamo alla vetta ovest, quasi subito iniziamo la discesa verso la bocchetta affrontando alcuni brevi e semplici passaggi di arrampicata. Solo l'ultimo torrione siamo costretti ad aggirarlo a sinistra (senso di marcia) abbassandoci sui ripidi pendii erbosi. Arrivati alla Bocchetta riprendiamo la salita che risulta abbastanza semplice e anche divertente, con qualche tratto su neve e qualche passo di arrampicata.

Giungiamo così contenti in vetta al Motto Rotondo, con un bel panorama su altri "cimoni" intorno a noi. Visto da qui il Cardinello innevato fa una certa impressione. Dopo la dovuta pausa iniziamo la discesa, fatto un tratto di cresta ci troviamo sopra quello che ci sembra un saltino di roccia non superabile ... azz .. questo non me lo aspettavo ... iniziamo quindi a scendere sul ripido versante erboso rivolto ad est per provare ad aggirare l'ostacolo. Il paglione è motlo ripido e veramente insidioso ma fortunatamente i ramponi risultano molto efficaci anche su questo tipo di terreno, senza probabilmente non saremo scesi.

Aggirato l'ostacolo risaliamo subito sulla dorsale e da questa prospettiva il saltino di roccia su cui eravamo prima forse non è poi così insuperabile. Probabilmente se avessimo dato più ascolto alla scimmietta che continuava a dirci a bassa voce che "le pareva strano che si dovesse aggirare così un tratto di cresta"... forse potevamo evitarci una discesa infida. Ma ormai siamo qui, sappiamo che le difficoltà sono sicuramente finite e possiamo continuare con più tranquillità.

Finita la neve e tolti i ramponi, il sentiero scende al Dosso Bello e poi continua su un mix tra paglione e terriccio ... un tratto davvero poco gradevole per le continue piccole perdite di aderenza degli scarponi, quasi da far innervosire. Saliamo alla Cimetta dell'Acqua, poi giù a Piaghedo, ancora una breve risalitina a La Motta e poi di nuovo giù con l'obiettivo di tornare a Dosso del Liro prima del buio ... ma ciò comunque non ci impedisce di fermarci diverse volte per ammirare e fotografare le ultime luci del giorno. Giunti a Prennaro cerchiamo un vecchio sentiero che dovrebbe farci tornare a Dosso più velocemente, un po' lo troviamo, un po' lo inventiamo tagliando per i boschi ma alla fine arriviamo alla macchina solo con qualche piccola spina nelle mani e senza dover usare le frontali.

Tourengänger: Poge

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Kommentare (3)


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Poncione hat gesagt:
Gesendet am 5. Januar 2017 um 00:13
Spettacolare cresta e bravissimi Voi...
Ora mi è tutto più chiaro e le immagini parlano da sole. ;)

Ps. Direi che la cartografia di questa zona è, per usare un francesismo, un fottuto casino con nomi e quote fatti un po' a caso. :)

Poge Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 5. Januar 2017 um 09:46
Grazie.

Meno male che c'è gente come voi e noi che pensa a mettere un po' di ordine ... :)))
A.

numbers hat gesagt: Grande!
Gesendet am 5. Januar 2017 um 13:59
Andrea,
davvero un gran girone !
Mai banali queste cime dell'alto lago.
Contenti di averti ispirato, tu hai "esploso" alla Poge il giro come sempre....

Mario


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