Pizzo Baciamorti (2009 m) e Monte Sodadura (2010 m) - anello da Quindicina di Pizzino


Publiziert von peter86 , 24. Dezember 2016 um 14:36.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:23 Dezember 2016
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 5:00
Aufstieg: 900 m
Abstieg: 900 m
Strecke:17,91 km, parzialmente ad anello, come da traccia gps e waypoints
Zufahrt zum Ausgangspunkt:A4 uscita Dalmine, risalire la Val Brembana fino a San Giovanni Bianco, svolta a sinistra per la Val Taleggio. A Sottochiesa svolta a destra per Pizzino, a Pizzino seguire per Capo Foppa. Parcheggio a bordo strada nei pressi della partenza del sentiero

Per la mia ultima escursione dell'anno, scelgo un bel girone che da qualche mese era diventato un pò un chiodo fisso.
Lasciata l'auto a bordo strada, prendo il sentiero n°153 per il Passo Baciamorti; ignoro ben presto il sentiero a sinistra per il Rifugio Gherardi, da cui scenderò al ritorno, ed in pochi minuti sbuco sulla stradina cementata.
Dopo pochi minuti di stradina, nel punto in cui questa svolta a sinistra per salire verso il Gherardi, la si abbandona, proseguendo invece sul sentiero che si stacca a destra per il Passo Baciamorti.
Percorro ora un lunghissimo traverso nel bosco, in piano o con morbidi saliscendi, fino a raggiungere la Baita Baciamorti e, successivamente, il Passo Baciamorti (1h05).
Al passo ignoro il sentiero principale, che taglia a mezzacosta il pendio del Pizzo Baciamorti, e seguo invece il sentierino che si tiene in cresta.
Si esce finalmente dal bosco, ed il panorama si fa straordinario!
Seguendo fedelmente il filo della facile dorsale, raggiungo la cima del Pizzo Baciamorti (2h15), dove mi fermo una mezzora ad ammirare il panorama.
Quindi in 5 minuti mi sposto sul vicino Monte Aralalta, che non è altro che un antecima del Baciamorti, e mi fermo per mangiare.

Proseguendo quindi sul crinale affronto una breve discesa, quindi raggiungo la Baita Cabretondo e proseguendo in piano arrivo alla Bocchetta di Regadur.
Qui continuo verso il Sodadura, aggirando a destra una piccola elevazione, su sentiero innevato che non presenta comunque problemi.
Con un tratto pianeggiante tra ampi prati raggiungo quindi la base della cima.
Decido di salire da questo versante e di scendere da quello opposto, più facile, per poi tornare seguendo il sentiero principale (che aggira la vetta a destra).
La salita da questo lato in effetti è piuttosto impegnativa (T3): per la pendenza, per il terreno instabile, per qualche punto esposto, e per le chiazze di neve che rendono ancora più scivoloso il sentiero.
In pochi minuti raggiungo comunque la vetta del Monte Sodadura (3h15), dove mi fermo solo pochi minuti per ammirare dall'alto Piani di Artavaggio.

La discesa dal crinale opposto è effettivamente più semplice, ma comunque non banale. Il sentiero è più largo e decisamente più stabile, ma le chiazze di neve e i ripidi pendii laterali impongono la massima attenzione per non scivolare.
Si affronta anche un facilissimo passaggio su roccette, per fortuna ben esposte al sole e quindi non innevate.
Giunto alla base della cima  mi immetto di nuovo sul sentiero principale (n°101 se non ricordo male), che prendo a destra, per tornare al Passo Sodadura.
In questo tratto il sentiero è tutto all'ombra, di conseguenza risulta completamente innevato, ma non presenta davvero alcuna difficoltà. Anzi, in questo caso la neve sotto i piedi rende l'incedere piacevole e poco faticoso!
Tornato al passo, seguo il percorso affrontato in precedenza per tornare alla Bocchetta di Regadur, dove svolto a destra seguendo le indicazioni per il Rifugio Gherardi.

Si scende ora in ambiente suggestivo, tra pini mughi e grosse frane, fino raggiungere l'ameno e vasto pianoro dei Piani d'Alben, nei pressi dell'ex rifugio Cesare Battisti.
Passando di fianco ad un laghetto ghiacciato, scendo quindi al vicino Rifugio Gherardi (4h20), purtroppo chiuso. 
Mi accomodo comunque su uno dei tanti tavoli all'esterno del rifugio per un'ultima sosta.
Per scendere ignoro la stradina e seguo il sentiero, ben evidente, ma stranamente non indicato da alcuna palina.
Con un giro piuttosto ampio, passando dalla Baita Foppa Lunga e scendendo in ambiente sempre aperto e panoramico, torno quindi sul sentiero dell'andata, nei pressi del primo bivio incontrato al mattino, e da lì in 5 minuti alla macchina.

Bellissimo giro, non ha deluso le aspettative! Non potevo concludere l'anno in modo migliore!
Difficoltà T3 salita e discesa dal Sodadura, T2 tutto il resto.
Il dislivello non tiene conto di numerosi ma molto brevi saliscendi che si affrontano nel primo tratto verso la Baita Baciamorti e nel tratto tra la Bocchetta di Regadur ed il Sodadura.

Approfitto per fare gli auguri di Buon Natale e Buon Anno a tutti gli hikers!

Tourengänger: peter86


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Kommentare (2)


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numbers hat gesagt:
Gesendet am 24. Dezember 2016 um 19:50
Bel giro!

Buone feste !

Mario

peter86 hat gesagt: RE:
Gesendet am 25. Dezember 2016 um 11:38
Grazie Mario!
Auguri di buone feste anche a te!
Pietro


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