Val Forcola


Publiziert von paoloski Pro , 9. Dezember 2016 um 13:39.

Region: Welt » Schweiz » Graubünden » Misox
Tour Datum: 8 Dezember 2016
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Balniscio-Forcola   Gruppo Forcola-Arsa   CH-GR 
Zeitbedarf: 7:30
Aufstieg: 1500 m
Abstieg: 1500 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Gaggiolo, autostrada A2, a Bellinzona prendere la A13 ed uscire a Lostallo, proseguire sulla cantonale in direzione Nord, passare Cabbiolo, prima di Soazza passare la Moesa su un ponte seguendo le indicazioni per la zona industriale, arrivati in prossimità di questa girare a sinistra e poco dopo a destra per una stradina che porta ad un parcheggio segnalato nei pressi del quale si trova la partenza del sentiero.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata - ritorno.
Kartennummer:CNS 1274 Mesocco e 1294 Grono

Oggi sono con Francesca: andiamo ad esplorare una valle non lontana da casa eppure, per noi, assolutamente sconosciuta.
Ci troviamo alle sette a Gaggiolo e, con qualche difficoltà per trovare la partenza dell'escursione, alle 8,30 partiamo per risalire la Val Forcola.
Il sentiero è decisamente largo e gradinato, è chiaro che serve per portare delle mandrie in quota, all'inizio percorriamo un tratto letteralmente scavato nella roccia, poi attraversiamo il torrente su una passerella, l'acqua è bassa oggi ma in caso di forti piogge non deve essere semplice passare.
Passiamo sull'altro versante ed iniziamo una salita infinita, il sentiero è sempre largo e ben mantenuto e sale senza soluzione di continuità fino all'Alp de Crasteira. Lungo il tragitto ci imbattiamo in due camosci.
Pur essendo sempre all'ombra, la luce è eccezionale: le montagne innevate ed il cielo azzurro creano un'atmosfera particolare e suggestiva.
Finalmente all'alpe troviamo un po' di sole, facciamo una sosta per mangiare qualcosa, bere un po' di the e consultare la mappa, il luogo è bellissimo: un ampio pianoro con una vista magnifica sulle montagne fra Calanca e Mesolcina.
Ripartiamo in direzione dell'Alp de Quarnei, seguendo un bel sentiero, presto ci accorgiamo che i segnavia sono scomparsi ma, d'altronde, il percorso è più che evidente, finchè ad un tratto scompare, siamo in mezzo al bosco a lato del torrente, vi è un intrico di tracce ed una miriade di letti del torrente asciutti pronti a riempirsi d'acqua in caso di piena.
Ci spostiamo verso Sud e troviamo una bella traccia che risale la valle, anche qui nessun segnavia ma è chiaro e con segni di percorrenza anche abbastanza recenti, lo seguiamo per un buon tratto ed anche questo all'improvviso sparisce.
Ci guardiamo intorno e scorgiamo una traccia evidente che sale ripida davanti a noi. Mettiamo mano alle piccozze e cominciamo la risalita di questo costone, la traccia è con tutta probabilità un sentiero di cacciatori, presto ci imbattiamo infatti in un appostamento ed in un rustico riparo.
Proseguiamo in salita, la pendenza è decisamente notevole e la traccia  a tratti si fa decisamente labile. La piccozza è veramente d'aiuto nel risalire i pendii di paglierina secca. Raggiungiamo il punto culminante del costone, siamo a 1780 metri, sotto di noi c'è un valloncello con vari segnavia del sentiero che lo risale largo e placido.
Vabbè almeno non avremo problemi a scendere, per adesso però continuiamo la salita, Seguiamo il sentiero finchè non ci imbattiamo in un'enorme lastra di ghiaccio, facciamo qualche acrobazia e riusciamo a proseguire ma ben presto dobbiamo rinunciare: tutto il sentiero è invaso da una coltre continua di vetrato spessa una decina di centimetri, fra l'altro una scivolata qui ci porterebbe velocemente fino al precipizio alla nostra sinistra. Il ghiaccio è talmente duro che anche la piccozza non può granchè. Facciamo dietrofront a malincuore ma non è proprio il caso di rischiare.
Ripercorriamo il sentiero facendo attenzione alle numerose lastre di ghiaccio, raggiungiamo il valloncello e poco dopo ecco l'Alpe de Quarnei: una baita ed un'enorme stalla. Anche da qui il panorama è eccezionale. Continuiamo la discesa sperando di poter fare la sosta pranzo al sole: chissà se all'Alp de Crasteira c'è ancora il sole.
Poco prima di raggiungerla ci rendiamo conto che salendo dovevamo prendere la traccia più centrale invece di quella, invero più evidente, seguita da noi.Vabbè ci servirà per la prossima volta.
All'alpe il sole se n'è già andato, ci sediamo su una panca in legno e diamo fondo alle cibarie ed ai generi di conforto portati, anche oggi marron glaces!
Fa veramente un gran freddo per cui indossiamo tutto quello che abbiamo poi ripartiamo veloci, il sentiero è quello di salita: largo e ben segnato, solo dannatamente lungo, finalmente raggiungiamo la passerella sul fiume, risaliamo il tratto scavato nella roccia e, a poche centinaia di metri dall'auto, ritroviamo il sole, una breve digressione per vedere la cappella e poi all'auto.

Gran bella valle, con scorci magnifici e montagne veramente imponenti.
Ci torneremo in estate per continuare l'esplorazione.
Difficoltà: in estate e seguendo il sentiero per la Forcola non si va oltre il T2.
La nostra variante sulle tracce dei cacciatori direi fra il T3+ ed il T4-.
Il tratto ghiacciato decisamente pericoloso ma non valutabile, anche con i ramponi probabilmente da evitare.

Tourengänger: paoloski


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