Corno Alto / Hochhorn 2704m - Sul sentiero dei camosci


Publiziert von zasf , 6. Dezember 2016 um 20:27.

Region: Welt » Italien » Trentino-Südtirol
Tour Datum: 6 Dezember 2016
Wandern Schwierigkeit: T5 - anspruchsvolles Alpinwandern
Klettern Schwierigkeit: II (UIAA-Skala)
Wegpunkte:
Zeitbedarf: 8:00
Aufstieg: 1300 m
Strecke:seguire le tracce dei camosci

Georg ha in mente di raggiungere il Corno Alto / Hochhorn, così mi aggrego volentieri. Al telefono mi dice che non è molto più difficile del Montone / Rammelstein e che ha in mente un sentiero, durante la telefonata apro la mia carta Kompass e vedo che c'è soltanto una traccia che sale dalla valle di Anterselva e non arriva neppure in cima, ma lui mi rassicura dicendo che sulla sua carta Tabacco il sentiero c'è.

Così lasciamo la macchina al parcheggio vicino alla pista da sci e prendiamo il sentiero 6A. Arrivati ad una prima malga (un'ora circa), facciamo la prima rapida sosta. Poi Georg comincia a portarmi sui sentieri che vede solo lui e saliamo verticalmente puntando ad altre malghe più alte fino a raggiungere la forestale che porta a Mittertaler Ochsenalm (2 ore, più o meno dalla partenza). Apriamo le mappe e si scoprono le carte. Anche la Tabacco non riporta un sentiero che arriva in cima, ma solo una traccia di sentiero che arriva solo alle pendici del Hochhorn!

Dalla malga si vede benissimo l'obiettivo della giornata, Georg comincia a studiarne i lati e decide di attaccare a sud-est. Il bosco sale fino al inizio della dorsale di sud-est, da giù sembra ben appoggiata e con belle rocce, quindi cominciamo a salire. La traccia di sentiero è chiara solo nei primi cento metri dopo la malga, poi io non l'ho più vista, però Georg continua a salire, vediamo le prime orme di camoscio e anch'io mi convinco che sia la strada giusta. Alla terza pausa sigaretta, al limitare del bosco (tre ore?), vediamo il primo camoscio in lontananza spuntare dalla dorsale più basso rispetto a noi.

Continuiamo a salire, ora mettiamo via le bacchette per aiutarci con le mani in arrampicata sulla roccia. Non importa neanche a dirlo, per Georg è tutto di grado 1, al massimo 1+, mi chiedo se per Georg esistono gradi superiori. In ogni modo gli appigli sono molto belli, la roccia è asciutta nonostante la presenza della neve, solo alcune roccette non tengono, per cui sempre meglio verificare prima di tirarsi su di peso. Durante la salita vediamo altri due camosci. Non ci sono, a mio avviso, passaggi di alto grado, ma tratti di arrampicata esposta. Inoltre raggiunta l'anti cima (quattro ore dalla partenza), c'è un passaggio abbastanza stretto esposto su entrambi i lati. 

Io sono al mio limite psicologico, il passaggio esposto mi ha provato, ma ora si può solo salire. Georg mi rassicura e io non penso ad altro che ad affrontare la difficoltà.

Sulla sommità, c'è parecchia neve, in un paio di tratti facciamo un traverso puntando i ramponi nella neve e Georg mi insegna ad usare i bastoncini come picozze. Si infilano nella neve dura per circa un terzo della loro lunghezza, si tengono con le mani a metà circa e sono utilissimi per l'equilibrio.

Finalmente arriviamo sulla cresta sommitale, quattro passi sulla dorsale di cima, poi saliamo in arrampicata sulla cima per le foto di rito davanti al ometto. Finalmente riesco a godermi lo spettacolo delle Dolomiti (4 ore e mezza dalla partenza).

Ora abbiamo davanti la Croda Nera e dall'altro lato del Hochhorn guardiamo in faccia le cime delle Vedrette di Ries, tra cui spicca la Cima del Vento Grande. Per tutta la salita abbiamo avuto di fronte l'Amperspitz e la Croda Rossa di Sesto e in lontananza a sud le Dolomiti.

La discesa dal lato nord-ovest è ripida ma non sembra difficile, finisce gradualmente nella valle di Vila, questa cosa mi tranquillizza molto, mal che vada torneremo da li. Per un attimo anche Georg mi chiede se ho un amico che ci può venire a prendere, poi si inventa un nuovo itinerario, giriamo intorno alla base del Hochhorn, saliamo sulla forcella Sattelscharte e ritorniamo alla Mittertaler Ochsenalm. Io seguo semplicemente, per un paio d'ore in uno splendido paesaggio alpino innevato. Poi in un altra ora e mezza siamo di nuovo al parcheggio.

E' stato veramente un giro stupendo. La giornata è stata spettacolare e limpida, con vista stupenda sulle cime vicine innevate e le Dolomiti in lontananza. Per la lunghezza (8 ore), difficoltà di orientamento senza sentiero tracciato, passaggi di arrampicata esposta, lo consiglio a chi è veramente esperto di montagna.

Tourengänger: georgb, zasf


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T5 II

Kommentare (1)


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Menek hat gesagt: Ah ah
Gesendet am 7. Dezember 2016 um 09:20
Georg è incredibile, bisogna avere fiducia in lui e tutto può accadere. Bravi!
Menek


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