rifugio Balicco m.1963 e bivacco Alberto Zamboni m.2007 (BG): verifica percorso in caso di neve


Publiziert von Alberto , 6. Dezember 2016 um 10:07.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum: 4 Dezember 2016
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 1:30
Aufstieg: 450 m
Abstieg: 35 m
Strecke:tornante n° 9 m.1610 inizio segnavia n° 124/a - Casera Azzaredo m.1805 (struttura aperta sistemata da Ersaf) - Baita Arletto m.1860 (ricovero sistemato da Ersaf) - rifugio Marco Balicco m.1963 - bivacco Alberto Zamboni m.2007 km.3,290 disl. +450 -35 tot. 485 - ore effettive 1,15 (la segnaletica da: 1,30 al rifugio Balicco e 1,35 al Zamboni che lo si vede dal rifugio)
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Milano - autostrada A4 MI/VE uscita Dalmine - seguire per Val brembana - seguire per passo S. Marco - Mezzoldo - Fraccia - [p ] al tornante n° 9 ove vi è una bacheca con riportata una cartina
Unterkunftmöglichkeiten:rifugio Marco Balicco: servizio di ristoro,da settembre tutti i sabati e le domeniche fino a quando la neve lo permette (viene segnalata la sua apertura con un foglio attaccato alla parete della bacheca oppure accertandosi prima telefonando ai gestori al n° 349.646.51.39 Luca - 348.695.87.63 Silvia / bivacco Alberto Zamboni: acqua all'esterno - mobilio - tavolato per dormire - stufa a legna (non vi era ne legna ne legnaia) - preparazione per l'impianto fotovoltaico - tavolo
Kartennummer:Kompass: val brembana - Foppolo

Giornata cupa ma che assicura 0 precipitazioni,quindi approfitto per un 'escursione esplorativa in val Brembana dove avevo già intenzione di andarvi la settimana precedente.

Alle ore 8,55 parto dal tornante n° 9 dove una bacheca con tanto di insegna inerente al rifugio con cartina e segnaletica verticale,ne indica la direzione perdendo decisamente quota per poi attraversare 4 torrentelli di cui 2 abbastanza pieni (ATTENZIONE: in caso di piogge abbondanti gli scarponi verrebbero invasi d'acqua al suo interno) e,anche se l'attraversamento è in piano bisogna prestare attenzione ai sassi scivolosi.

Noto che il sentiero è stato abbondantemente allargato per la maggioranza del tracciato,è ben segnalato ma in caso di abbondanti nevicate è decisamente da evitare per canali e pendii scoscesi (confermato anche dai gestori: poi il giudicare se con il determinato manto nevoso che ci si trova ad affrontare è il caso di rischiare nonostante il rifugio chiuso).

Superato l'alpeggio Azzaredo e la Baita Arletto mi vedo superato da un giovane del posto che per la prima volta sale anche lui al rifugio Balicco inaugurato il 26 luglio dell'estate 2015: dal rifugio percorriamo insieme il breve tratto che collega al bivacco Zamboni che raggiungo alle ore 10,30: la fontana esterna è ancora funzionante e all'interno si vedono alcune modifiche abbastanza importanti tra cui la stufa a legna ottimo sostituto del camino e la preparazione per l'impianto fotovoltaico per avere luce all'interno della struttura.

Quassù il panorama verso valle è decisamente bello che consente di vedere la zona di ubicazione del rifugio Balicco: dopo una sosta riprendiamo a scendere per fare sosta pranzo al rifugio gestito da una coppia di giovani gestori con cui interagiamo su alcune modifiche riguardanti la struttura come ad esempio la "bussola" (o veranda) che impedirebbe al freddo di entrare dalla porta principale.

Certamente se il soffitto (già alto) lo avessero costruito più alto di 1 o 2 metri,si sarebbe potuto fare un dormitorio per tutta la grandezza della struttura al posto dell'attuale dormitorio posto al piano terra a destra dell'entrata,sostituendolo con un altra sala pranzo e stufa per riscaldarla: in questo caso si avrebbe un dormitorio caldo grazie al riscaldamento al piano sottostante e si sarebbe consentito ad un numero maggiore di escursionisti di potersi riparare in caso di pioggia o pranzare all'interno in caso di vento e freddo e ovviamente il contro soffitto si sarebbe potuto abbassare portandolo all'altezza minima come i rifugi di un tempo in modo tale da riscaldare velocemente con un minimo di combustione,piccoli dettagli non da poco conto.

Per chi gestisce una struttura con maggiori posti a sedere al suo interno,sarebbe un vantaggio economicamente migliore ed ovviamente è più facile che ne individui le sue anomalie come coloro che usufruiscono di strutture in autogestione: ad ogni modo le modifiche per apportare migliorie sono sempre possibili!

A tavola faccio conoscenza più approfondita con Dario della Val Taleggio che mi parla dei vari lavori che ha svolto e che svolge: è appassionato di caccia, fa il boscaiolo partecipando anche a gare e da poco lavora in una piccola azienda agricola appena nata dove,stanno allevando le capre di razza orobica: infatti con se aveva un giovane cucciolone adatto proprio a seguire il gregge.

Poco dopo il rifugio si riempe per il pranzo e vicino a noi si mette una coppia di giovani escursionisti della zona che interagendo con l'altro compaesano,vengono a conoscenza che alcune amicizie sono in comune: l'unico "extra comunitario" sono io,il "bradipo delle Alpi".

Parlando di rifugi,argomento di cui mi interesso molto,ecco che la ragazza comincia a scrivere annotazioni inerente a strutture di cui suggerisco di visitare: è molto difficile che dalla Val Brembana vi siano escursionisti che la ridiscendono per poi prendere per Lecco e andare su per la Valtellina,però qualcuno lo fa e se è pesante il viaggio e l'escursione da sostenere in un giorno....basta pernottare per rendere più piacevole la nuova scoperta e assicurarsi un viaggio di rientro meno stressante.

Il tempo passa e anche i gestori devono scendere,quindi ci prepariamo e alle 14,30 ci incamminiamo per il parcheggio dove si decide per una puntatina al rifugio S. Marco (quello nuovo) dove in compagnia trascorriamo ancora un po di tempo (ottima la cioccolata con panna che ho preso).

Bene,nonostante la cupa giornata,questa scoperta mi ha fatto piacere,in particolare il tepore del rifugio,la compagnia e gli ottimi casoncelli con pancetta e il tagliere di formaggi locali.

 

Alla prossima!


Tourengänger: Alberto


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