Cima della Bianca (2893 m)


Publiziert von Sky , 30. Oktober 2016 um 21:59. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:29 Oktober 2016
Wandern Schwierigkeit: T4- - Alpinwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-GR   CH-TI   Gruppo Scopi 

La Cima della Bianca l’avevo provata l’inverno scorso con le ciaspole, ma avevo dovuto rinunciare.. la neve era inconsistente, c’era poca visibilità e mi sono andato a complicare la vita su un versante ripido.. Oggi voglio riprovarci.. le condizioni sono ottimali, neve non dovrebbe essercene, se non in cima, il tempo è previsto bello.. La butto lì ad Angelo, con cui ci proponiamo spesso di fare qualcosa, ma il più delle volte ci sono sempre impegni, lavorativi o sportivi, che impediscono di vederci. Oggi invece tutti e due siamo liberi, per cui si va ! Lui invita anche due suoi amici, Daniele e Monica.

È curioso, non sono mai stato a Campo Blenio senza la neve. Difatti, non mi veniva neanche in mente che la salita sarebbe stata molto più corta, perché si poteva salire in macchina fino all’alpe Predasca, risparmiando 500 metri di dislivello, che, in fondo, non è male. Così i metri diventano 1100, che non sono pochi, anche perché la salita finale non sarà facilissima, ma permettono comunque di.. prendersela un po’ più con calma !

E così saliamo, appunto, con calma, passando dalla Bovarina e seguendo i paletti bianco-rosso-bianco che portano a.. Pass Casatscha ? Pizzo del Corvo ? Forse quest’ultimo.. ma ad ogni modo la traccia è frammentaria (e mi rendo conto di dove mi ero andato ad incastrare, l’inverno scorso !) ma la guida delle paline è molto utile. C’è però da superare la famigerata Val d’Inferno, un intaglio molto netto, non visibile facilmente, ma che deve essere da qualche parte, nascosto, e rende difficile l’accesso al versante S della Cima della Bianca. Arriviamo più o meno in corrispondenza del P2467, in corrispondenza del quale il Brenna dice che bisogna attraversare la Val d’Inferno, ed infatti proprio da quelle parti noto un ometto che va in direzione dell’intaglio, che in questo punto richiede solo di scendere non più di una decina di metri. I miei compagni di avventura decidono di non ascoltarmi e, invece di girare a destra, proseguono dritti, seguendo i paletti. Io sono più che sicuro della mia idea, ma non riesco a convincerli.. in montagna non ci si dovrebbe mai separare, ma va così ! La salita sull’altro versante è un po’ ripida, ma niente di che, ed in un attimo arrivo su una balconata da cui posso tenere sott’occhio i miei amici che, come prevedevo, stanno facendo un giro lunghissimo per arrivare dove sono io, essendo costretti ad arrivare fin quasi al Pass Casatscha.. ed io nel frattempo non posso far altro che mangiare il pane e prosciutto che ho portato con me, per ingannare la mezz’ora di attesa ! Una volta ricongiuntici, proseguiamo verso la cima, andando ad occhio, visto che la vetta è invisibile da dove siamo. Ad un certo punto pesto un ginocchio.. fa male, stringo i denti e vado avanti. Monica si ferma, noi tre proseguiamo. La vetta è vicina, arriviamo, ma, no, è solo un’anticima (non quotata), quella da cui si stacca una piccola cresta che crea un valloncello innevato. Di qui in poi (la vetta vera e propria dista solo in centinaio di metri) incomincia la neve e soffia all’improvviso un vento forte e gelido, che porta con se granelli di ghiaccio arrivati da chissà dove che danno fastidio sulle guance.. Le neve, anche se spessa non più di una decina di centimetri, è resa ghiacciata da questo vento che la spazza.. per non rischiare inutilmente, mi rampono, anche se è questione di poche decine di metri, e senza problemi raggiungo Angelo che ha proseguito con le sue scarpette da trail. Daniele invece decide saggiamente di non rischiare, avendo lasciato in macchina i ramponi.. Anche se è giovanissimo ed è alle sue prime volte in montagna, lo vedo muoversi bene e saggio in questa decisione.. Il punto è panoramico e a me nuovo.. stretta di mano con Angelo e una bella soddisfazione, una rivincita della scorsa sconfitta.. ma le condizioni sono ben diverse da allora ! La neve spolvera solo i versanti esposti a Nord e le cime più alte, per il resto dominano i fiameggianti colori dell’autunno. Non ci fermiamo a lungo, un po’ per il freddo e un po’ per non far aspettare i nostri due amici.

In discesa sento un po’ il ginocchio, ma spero che Voltaren e antiinfiammatorio, a casa, facciano passare tutto.. Una volta ricompattato il gruppo, scendiamo e, senza volerlo sbagliando, ci teniamo sul versante opposto rispetto alla mattina.. prima o poi dovremo passare l’intaglio della Val d’Inferno.. Ancora una volta ci separiamo, Angelo si porta tutto a sinistra.. l’idea forse non è sbagliata, perché ci si allontana dall’intaglio, ma il punto in cui supera un torrente non mi piace e così proseguiamo dritti verso giù, senza poter vedere la fine della discesa e sperando di non incontrare punti brutti. Io sto con Monica, per darle sicurezza.. sono abituato a questi ambienti, anche se non è mai una passeggiata ! e così quando ci troviamo a dover finire nel torrente della Val d’Inferno, dopo un po’ di prove, ne usciamo seguendo la traccia fatta da Daniele. Le difficoltà ora sono finite, ci possiamo rilassare! Così, in un attimo, senza renderci conto, siamo alla macchina.

Ancora una volta avevo bisogno di montagna.. la montagna da cui mancavo da un po’ di tempo.. la montagna come piace a me : quella in cui non ci sono sentieri, ma c'è solo da decidere da che parte salire.. quella dove regna il silenzio e ci sei solo tu e i tuoi compagni di giornata.. quella dove la vetta è circondata da panorami stupendi.. Quella montagna oggi per me è stata la Cima della Bianca!


Tourengänger: Sky, angelo72, monicab

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