Marguareis, Mongioie & dintorni


Publiziert von Poge Pro , 26. September 2016 um 20:06.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum:16 September 2016
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I   F 
Zeitbedarf: 3 Tage
Aufstieg: 4500 m
Strecke:52,8 km a/r
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Viozene (Val Tanaro).

Dopo l'abbandono forzato di giugno, Manuela ci teneva a tornare in zona e io, ovviamente, non mi faccio scappare l'occasione.

Dopo aver revisionato il tour per provare a non percorrere gli stessi sentieri di giugno, dopo aver prenotato i rifugi, dopo aver praticamente fatto lo zaino ... scopriamo che il meteo non sembra essere molto ottimista in questo weekend.
Inizia, come spesso accade, una spasmodica serie di click su tutti i siti meteo per incrociare previsioni, speranze, valutare di cambiare zona .... finchè rassegnati, optiamo per tentare comunque il giro visto che tutti i siti sembrano concordi nel decretare in sabato una bellla giornata (quella "principale" del nostro tour) e che di fatto negli altri giorni il tempo sembra ballerino ... sia mai che ci va bene?

La versione 2.0 del nostro tour del Marguareis, ci farà partire da Viozene da cui ci incamminiamo verso il Rifugio Don Barbera, prendendo il "sentiero basso" che evita di passare dal Rifugio Mongioie (da dove passeremo al ritorno). Prima di raggiungere la Colla di Carnino, facciamo una breve deviazione per dare uno sguardo alla Grotta delle Vene, che sembra percorribile per un buon tratto senza attrezzatura specifica (a parte una torcia ovviamente). Dalla Colla si scende a Carnino per poi iniziare una tranquilla salita in un bellissimo ambiente verso il rifugio Don Barbera che raggiungiamo presto nella speranza di evitare le pioggie previste nel primo pomeriggio.

Di fatto il tempo non sembra così terribile e quindi, svuotato lo zaino del superfluo (non tanto per il peso ma per evitare di bagnarlo se dovesse piovere), mi concedo un giretto pomeridiano mentre Manuela preferisce stare in rifugio. Dalla porta del rifugio l'occhio cade subito sul bel montagnozzo di fronte, Cima di Pertega, che sembra la giusta meta per oggi. Mi avvio in quella direzione puntando ad ovest della vetta per provare a fare un giro ad anello. Arrivo in cima senza difficoltà e proseguo sulla bella dorsale in direzione del Passo di Framargal, dove transita la strada sterrata aperta ai mezzi motorizzati e che fanno del Don Barbera un rifugio "ambito" dai mezzi fuoristrada e dalle moto enduro (tenetene conto se arrivate nei weekend).

Dal Passo si staglia elegante la Cima del Ferà e visto che il tempo regge decido di raggiungerla. Qui il terreno si fa un po' più impervio ma comunque esiste un sentierino che con qualche tratto esposto conduce in vetta. Dopo la bella visuale sulla dorsale appena percorsa, ritorno al passo e da qui, lungo la strada sterrata faccio rientro al rifugio, senza che sia caduta una goccia d'acqua .. anzi, c'è stata anche qualche apertura di sole!

In rifugio abbiamo tempo di rilassarci e gustarci la cena in compagnia di soli altri 4 escursionisti tedeschi.

La mattina successiva una colorata alba preannuncia una splendida giornata e noi partiamo baldanzosi verso la Cima del Marguareis. Giunti al Passo della Gaina, dopo una veloce toccata e fuga a Cima di Gaina, risaliamo verso la vetta optando per la via diretta che segue grosso modo la dorsale principale. Senza particolari difficoltà si arriva in vetta al Marguareis dove possiamo goderci il bel panorama e provare a ripararci dal vento.

Credo di individuare il Monte Saccarello e Cima Frontè, due vette su cui mi piacerebbe ritornare prima o poi e più in là sembra proprio di vedere il mare che emana un forte bagliore.

Scendiamo lungo la via normale per poi deviare a sinistra verso il Colle dei Torinesi e da qui inizia un susseguirsi di brevi su e giù per toccare tutte le cimette dei dintorni: su a Cima Pareto, poi giù, su a Cima Bolzano e giù al Colle dei Savonesi, su a Cima Palù e giù al Colle Palù, su a Cima Emma e poi giù verso la piana fino ad incrociare il sentiero per risalire a Colle del Pas e da questo, lungo la dorsale, a Cima Pian Ballaur.

Qui la nebbia ci avvolge e, con poca visibilità scendiamo al passo di Quota 2460. Non posso farmi mancare Cima delle Saline e quindi parto per la vetta, riuscendo a godere di qualche breve scorcio di panorama.
Una volta tornato al passo e da Manuela, seguiamo i bolli rossi e ci inoltriamo in questo bellissimo vallone che dovrebbe condurci proprio sopra al rifugio Mondovì. La parte alta del vallone è davvero molto suggestiva e selvaggia, poi il sentiero si infila in un ripido canalino da affrontare con molta attenzione (anche per il rischio di far cadere sassi su quello sotto) ed infine lungo una pietraia giungiamo davanti al rifugio.

Il tempo di sistemarci in camera ed inizia a piovere forte per poi grandinare abbondantemente, tanto che il terreno si copre di un velo bianco di chicchi di ghiaccio ... e anche oggi asciutti!!!
Siamo gli unici ospiti del rifugio e possiamo goderci una rilassante doccia calda e tutto lo spazio che vogliamo senza problemi.

La temuta pioggia di domenica mattina fortunatamente non sembra farsi vedere, in compenso una bella nebbia e un vento teso ci accompagneranno per buona parte della giornata. Dal Rifugio Mondovì risaliamo verso il Passo delle Saline, tutto sommato ancora riparati dal vento ma una volta giunti sulla dorsale non c'è più scampo.

Ben coperti (guanti compresi) iniziamo a percorrere l'ampia dorsale in un'atmosfera surreale tra nebbie, vento e pianori che sembrano senza inizio ne fine. Proprio mentre scendiamo verso il Bocchino delle Scaglie, dove ci attende l'ultima rampata per il Mongioie, il cielo si apre e d'improvviso da un mondo in bianco e nero si passa al multicolor e l'emozione sale.

Finalmente al Passo riusciamo a trovare un angolino semi riparato dal vento e concederci una pausa prima di iniziare la risalita verso il Mongioie. Sempre sferzati dal vento ma questa volta con panorami che vanno e vengono, raggiungiamo la cima dove la croce, colpita dal vento, emette un suono simile ad un flauto. Scendiamo al Bocchin dell'Aseo e qui Manuela inizia a scendere verso il Rifugio Mongioie mentre io preferisco concedermi ancora un giretto nei dintorni, puntando alle sovrastanti Cima Revelli e Monte Rotondo.

Lascio perdere l'ultima cima, il Bric Conoia, per non far aspettare troppo Manuela e aggirando la splendida Dolina "il Prefundo" ritorno verso il Bocchin dell'Aseo e poi giù velocemente al Rifugio Mongioie. Breve pausa e con tranquillità ritorniamo a Viozene, concludendo anche oggi del tutto asciutti questi splendidi tre giorni nelle Alpi Liguri ... alla facciazza delle previsioni!

Tourengänger: Poge


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