Trekking itinerante nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane


Published by angy , 2 October 2016, 12h15. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Friuli Venezia Giulia
Date of the hike: 2 August 2016
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Mountaineering grading: PD
Time: 5 days
Access to start point:Rifugio Pordenone, all'interno del Parco Naturale delle Dolomiti, raggiungibile in auto da Cimolais (per accedere al parco in auto è previsto il pagamento di un ticket)
Accommodation:Rifugio Pordenone m 1249, Rifugio Flaiban-Pacherini (m 1567), Rifugio Giaf (m 1405), Rifugio Padova (m 1287). Vi sono inoltre altri rifugi, bivacchi e casere che offrono la possibilità di alloggio.

Una sorpresa inaspettata! Partiamo per qualche giorno di vacanza alla ricerca del sole, di un po' di pace e di silenzio. Questo giro itinerante permette di esplorare tutti gli angoli di questo parco naturale. Qui pinnacoli di roccia si innalzano aspri e ripidi verso il cielo e ci lasciano a bocca aperta. Risalendo ripidi sentieri e oltrepassando forcelle e passi, si attraversano verdi vallate puntinate di fiori colorati, incorniciate da affascinanti vette aguzze! Merita davvero una visita, anche per la calorosa ospitalità dei rifugi.


2 agosto 2016
Raggiungiamo nel pomeriggio l'abitato di Cimolais, dove si trova uno degli accessi al parco e una strada sterrata lunga circa 13 km permette di raggiungere il rifugio Pordenone. La strada già ci regala dei meravigliosi panorami e siamo molto entusiasti per aver scelto questa meta. E' sconsigliabile percorrerla con il maltempo in quanto attraversa il letto del torrente Cimoliana. Pernottiamo al rifugio Pordenone, da cui parte il nostro cammino. I rifugisti sono molto accoglienti. Non possiamo non ricordare la deliziosa zuppa d'orzo e di erbe di montagna...e non solo! Anche un incontro per noi alquanto inaspettato...


3 agosto 2016
Dal rifugio Pordenone al rifugio Flaiban-Pacherini
Indicazioni: Si parte dal rifugio, scendendo per il sentiero che parte sotto le casette di legno, e dal fondovalle, svoltando a sinistra, si imbocca il sentiero n. 361. Al primo bivio seguire l’indicazione ‘F.la Pramaggiore sentiero n. 362 – 366’. Al bivio tra il passo del Mus e f.la Pramaggiore prendere quest’ultima direzione lungo il sentiero n. 366. Chi volesse accorciare il tragitto può passare dal passo del Mus per raggiungere la meta. Proseguendo lungo il sentiero n. 366 per la valle dell’Inferno, passando a fianco della f.la La Sidon, si raggiunge la f.la Pramaggiore (m 2.295). Da qui, in meno di 45 minuti, si può salire in vetta al M. Pramaggiore, una delle vette più alte della zona, seguendo le tracce ed i bolli. La salita è impegnativa. Per proseguire verso la meta bisogna prendere il sentiero n. 363, oltrepassando la f.la Rua Alta e successivamente il passo di Suola. Ad un certo punto si incrocia il sentiero n. 362 diretto al rifugio.
Tempo: h. 6.30
Dislivello in salita: m 1.315 - Dislivello in discesa: m 977

Siamo soli questa mattina alla partenza! Partiamo presto per goderci qualche pausa in piú lungo il cammino. Percorriamo il fondovalle fino al bivio con paletto segnaletico, dove prendiamo il sentiero che dirige al M.te Pramaggiore. Oltrepassato il bosco, il sentiero risale un alto vallone con prati e ghiaia. Che meraviglia quando, una volta raggiunta la forcella Pramaggiore, con l'unica compagnia di un folto gruppo di stambecchi e di una giovane signora tedesca con la figlia, ci voltiamo e ammiriamo il paesaggio lasciato alle nostre spalle! In un colpo d'occhio ecco davanti a noi tutte le Dolomiti Friulane! Alla forcella, tenendo la destra, si punta la cima: proseguiamo risalendo una rampa rocciosa con sfasciumi e con un po' di attenzione raggiungiamo velocemente la cresta e poi la vetta. Dopo aver litigato con gli stambecchi che non desiderano intrusi nel loro territorio, ritorniamo alla forcella, alla ricerca del sentiero di discesa verso il rifugio Flaiban-Pacherini. Purtroppo prendiamo per errore un vecchio sentiero ormai in disuso. La discesa è ripidissima e molto scivolosa: con fatica ricerchiamo i sassi segnaletici rimasti. Raffaele è già molto avanti...io, con qualche capitombolo, riesco finalmente a raggiungerlo. In fondo alla discesa ci accorgiamo che la via era sbarrata...peccato che dall'alto il nuovo sentiero non fosse ben segnalato! Poco importa, ormai è fatta, proseguiamo quindi a mezza costa e attraversiamo una forcella e poi un passo: si apre davanti a noi un ambiente roccioso molto suggestivo! Infine, giù di corsa per un ripido pendio che attraversa prati e arbusti...finalmente si intravede il nostro rifugio con la sua caratteristica terrazza naturale illuminata dal sole che ci aspetta per un po' di relax! Cena deliziosa...super Linzertorte!

4 agosto 2016
Dal Rifugio Flaiban-Pacherini al Rifugio Giaf
Indicazioni: Dal rifugio si parte subito con un’impegnativa salita lungo il sentiero 369A che porta alla f.la Fantulina Alta e da qui, con pochi passi lungo il sentiero 369, si raggiunge la f.la dell’Inferno. Si scende e si passa lungo il ‘truoi dai slops’ fino alla f.la Val di Brica. Si prosegue in discesa lungo la val Binon fino a quasi raggiungere la casera Valbinon (Valmenon). Al bivio prima della casera prendere il sentiero n. 361 in direzione della f.la Urtisiel e del rifugio Giaf. Si fa un lungo mezzacosta fino a risalire alla f.la Urtisiel. Da qui una ripidissima discesa ti conduce al rifugio Giaf.
Tempo: h. 6
Dislivello in salita: m 868 - Dislivello in discesa: m 987

Oggi faremo una lunga traversata, un susseguirsi di su e giù, attraversando ben quattro forcelle e percorrendo vallate molto diverse fra loro. Partendo dal rifugio ci aspetta una ripida salita, che ti toglie il fiato, e ci allontana rapidamente dal rifugio per raggiungere dapprima la forcella Fantulina Alta, di fronte al Torrione Comici, e poco dopo la forcella dell'Inferno. Che vallata magnifica si apre davanti a noi. Scendiamo in fondovalle, lungo il percorso 'truoi dai sclops' famoso per le fioriture di genziane. In realtà ne vediamo solo un paio, tra cui la Gentiana froelichii subsp. Zenarii, endemismo di questa zona. Risaliamo verso la forcella Val di Brica. Qui si attraversa una distesa verde, proprio da cartolina, tra larici e immensi prati color verde brillante. Si potrebbe anche campeggiare, in quanto vi è una splendida sorgente. Che pace! Lo stupore ci assale. Un piccolo paradiso! Proseguiamo il cammino fin quasi alla  casera Valmenon, e da qui risaliamo dolcemente per una nuova vallata, dove ammiriamo dei fiori particolari! Finalmente tra i tanti fiori visti riusciamo a trovare la tanto attesa Scarpetta della Madonna, anche se ormai quasi sfiorita. Che entusiasmo! Ce l’abbiamo fatta a trovarla, in quanto il parco è ricco di questa specie, che vi fiorisce tra giugno e luglio. Ci aspetta l'ultima rampa per raggiungere la forcella Urtisiel. Siamo curiosi di vedere cosa ci aspetta dall'altra parte! Una ripidissima discesa, prima ghiaiosa e poi in mezzo a un bel bosco fino al nostro piccolo rifugio, che un po' nascosto tra gli alberi, si intravede solo quando ormai siamo arrivati. Un'altra lunga giornata è trascorsa, ma siamo molto soddisfatti!

5 agosto 2016
Dal Rifugio Giaf al Rifugio Padova
Indicazioni: sentiero n. 346 che attraversa la f.la Scodavacca
Tempo: h. 3
Dislivello in salita: m 643 - Dislivello in discesa: m 756

Avrebbe dovuto essere il giorno della grande traversata dal Rifugio Giaf al Rifugio Pordenone, passando prima per la f.la del Cason che porta al bivacco Marchi Granzotto, poi dalla Val Monfalcon di Cimoliana avremmo dovuto prendere il sentiero attrezzato n. 360 per raggiungere la f.la Cimoliana. Aspettavamo con ansia questo giorno, peccato che però il tempo sembra essere tutt'altro che bello al nostro risveglio. Le nubi sono molto basse, non si intravedono neppure le cime. Non sarebbe prudente trovarsi in mezzo a guglie aguzze tra lampi e tuoni. Pensiamo e ripensiamo al da farsi, ma vince la prudenza. Decidiamo così di rinunciare e dirigerci verso il Rifugio Padova, raggiungibile per un sentiero più tranquillo e distante non più di tre ore.
Partiamo convinti e veloci, ma giunti alla forcella Scodavacca sentiamo le prime goccioline sulla testa. Pian piano la pioggia diviene sempre più forte, ma gli alberi ci fanno da ombrelli. Raggiungiamo il nostro rifugio, dove troviamo riparo. Appena in tempo. La pioggia ora è violenta e incessante. Questo piccolo rifugio, tutto di legno, sembra quello delle fiabe. I gestori sono molto cordiali...per non parlare della spettacolare vista sulle Dolomiti quando il cielo torna sereno! Alla fine le cose vanno sempre per il verso giusto: veniamo a sapere dal gestore del rifugio che il sentiero che avremmo voluto percorrere, il n. 360, è impraticabile, in quanto una frana ha rovinato alcuni passaggi, pertanto non saremmo riusciti ad ammirare il famoso campanile di Val Montanaia.

6 agosto
Dal Rifugio Padova al Rifugio Pordenone, passando a fianco del Campanile di Val Montanaia
Indicazioni: Dal rif. Padova si prende il sentiero n. 346. Proseguire fino al bivio con indicazione del sentiero n. 342. Si sale in Val d’Arade fino ad imboccare il ripidissimo ed ‘impegnativissimo’ sentiero n. 353. Dalla f.la si cammina in mezzacosta fino alla f.la Cimoliana (sentiero poco visibile) e da qui si scende fino al bivacco Perugini ai piedi del campanile. Infine si prosegue lungo il letto del torrente per la Val Montanaia.
Tempo: 5
Dislivello in salita: m 1.218 – Dislivello in discesa: m 1.253

E giunge finalmente il giorno del Campanile di Val Montanaia! Pensavamo di essere in compagnia di una simpatica signora conosciuta la sera prima al Rifugio Padova, che avrebbe dovuto percorrere il nostro stesso tragitto, ma siamo solo io e Raffaele a risalire la Val d'Arade. La salita richiede un po' d'attenzione. Si cammina su ghiaia, sfasciumi e rocce instabili. Siamo curiosi di vedere cosa si scorge dalla forcella! Sembra di affacciarsi ad una grande finestra: siamo in un anfiteatro di cime e di fronte a noi il grandioso campanile! Scendiamo a zig-zag tra le rocce, fino alla forcella Cimoliana, curiosi di vedere dall’alto il sentiero n. 360 che avremmo voluto percorrere. Per fortuna non c’è venuto in mente di farlo! Non è più visibile e neppure percorribile. Scendiamo al bivacco Perugini, scoprendo prima di raggiungerlo una spendida sorgente. Eccoci giunti ai piedi di questa imponente torre. Dopo une breve pausa, riprendiamo il nostro cammino. Purtroppo una forte pioggia la settimana precedente ha causato il ruscellamento del pietrisco, distruggendo il tracciato di salita fin quasi al rifugio. Ci destreggiamo alla ricerca della via più semplice, ma ormai non siamo più soli, un folto numero di escursionisti sta tentando di risalire per vedere l'attrazione del parco. Raggiunto il rifugio, scattiamo l'ultima foto per imprimere un ricordo di questo bellissimo viaggio.

angy e RocRaf74




Hike partners: angy, RocRaf74


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Comments (10)


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numbers says: Bravi!
Sent 2 October 2016, 12h33
Gran bei posti e gran bella esperienza.

Mario

angy says: RE:Bravi!
Sent 2 October 2016, 13h19
Grazie Mario! E' stato davvero un bel giro...

beppe says: Bel giro
Sent 2 October 2016, 21h07
Complimenti un caro saluto a presto
Beppe

RocRaf74 says: RE:Bel giro
Sent 3 October 2016, 13h11
Grazie Beppe! Un abbraccio e a presto
Angela e Raff

Poncione says:
Sent 2 October 2016, 22h24
Trekking davvero meraviglioso... una scelta azzeccata.
Ciao

RocRaf74 says: RE:
Sent 3 October 2016, 13h12
I posti sono davvero stupendi. Non ce lo aspettavamo e ci hanno lasciati a bocca aperta!
Grazie
Angela e Raff

Sent 17 October 2016, 12h22
......E bravi i nostri ragazzi!

Un abbraccio
A & L

angy says: RE:
Sent 23 October 2016, 15h31
Un interessante e bel trekking, che vi consigliamo e siamo sicuri che vi piacerà. Lella, ci sono un sacco di fiori.
Un abbraccio
A & R

andrea62 says:
Sent 8 November 2016, 11h13
Bellissimo trekking che vedo solo adesso. Le montagne non sono molto alte ma hanno i loro bravi dislivelli. E poi sono poco frequentate.
Ciao
Andrea

angy says: RE:
Sent 9 November 2016, 13h27
Grazie Andrea. Sono bellissime montagne...quiete e pace sono assicurate! Un posto da consigliare. Grazie per il messaggio e per aver letto il nostro giro! Buona montagna!


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