Zittauer Hütte (2328 m) - OEAV


Publiziert von siso Pro , 19. Juli 2016 um 14:40.

Region: Welt » Österreich » Zentrale Ostalpen » Zillertaler Alpen
Tour Datum: 6 Juli 2016
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: A 
Zeitbedarf: 6:00
Aufstieg: 911 m
Strecke:Finkau (1420 m) – Trisslalm (1584 m) – Zittauer Seilbahn (1880 m) – Moräne (2185 m) – Zittauer Hütte (2328 m).
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Dalla Svizzera: Feldkirch – Passo dell’Arlberg – Autostrada A14 – Autostrada A12 – Innsbruck – Uscita Zillertal – Zell am Ziller – Gerlos (1245 m) – Gerlospass (1531 m) – Finkau (1420 m). Il parcheggio all’Alpengasthof Finkau costa 4.- € al giorno.
Unterkunftmöglichkeiten:Zittauer Hütte (2328 m).
Kartennummer:Kompass 037, Mayrhofen, Tuxer Tal, Zillergrund – 1:25000; Kompass Extratourenkarte 1:50000; Wanderkarte Tourismusverband Mayrhofen-Hippach, - 1: 57000.

Escursione nel Parco Nazionale Alti Tauri (Nationalpark Hohe Tauern) il maggiore e il più antico dei parchi nazionali dell’Austria, nel Salisburghese.

 

Inizio dell’escursione: ore 9:20

Fine dell’escursione: ore 15:00

Pressione atmosferica ore 9.00: 1019 hPa

Temperatura alla partenza: 11°C

Temperatura alla Zittauer Hütte, ore 12.00: 12,5°C

Temperatura al rientro: 26°C

Isoterma di 0°C a 3100 m

Sorgere del sole: 5.21

Tramonto del sole: 21.09

 

Per raggiungere la località di partenza della gita odierna devo percorrere circa 40 km di strada, tanti ce ne sono da Mayrhofen al Gerlospass, sul confine tra Tirolo e Salisburghese. All’altezza del bacino Speicher Durlaßboden seguo le indicazioni per Finkau im Wildgerlostal. Lasciato il comparto sciistico Gerlos – Zillertal Arena, la stradina mi conduce lungo il lato orientale del lago fino al Gasthof Finkaualm (1420 m), ai margini di un bel laghetto. L’immancabile posteggiatore sbuca dal casello e mi spilla 4.- € per la sosta di un giorno.  

Il “Gasthof” è molto più che una locanda; si tratta di un albergo a tutti gli effetti, attorniato da alcuni chalet e da animali da cortile che fanno la gioia dei bambini. Sono all’ingresso del parco nazionale più grande dell’Europa centrale, che vanta l’unica presenza di popolazione di grifoni selvatici nelle Alpi Orientali, il più grande bosco di pino cembro delle Alpi Orientali e il primo sentiero didattico sull’acqua d’EuropaIl grifone (Gyps fulvus) è un avvoltoio di grandi dimensioni (9-10 chilogrammi) con un’apertura alare variabile da 240 a 280 centimetri. 

La differenza tra una valle facente parte del parco e una normale non è per nulla evidente. Tutte le gite che ho compiuto in Tirolo si sono svolte in ambienti bellissimi, assolutamente degni di appartenere ad un parco naturale. L’unica differenza che balza all’occhio è la cartellonistica, intesa come segnavia e tavole didattiche, molto più abbondante rispetto alle zone esterne al parco.

Alle nove e venti mi avvio sulla bellissima sterrata in direzione del primo insediamento della valle: il Trisslalm (1584 m). Da queste parti non c’è alpeggio che non pratichi anche l’agriturismo. Vista l’affluenza di turisti, ho più volte pensato che la principale fonte di sostentamento del malgaro sia proprio l’attività agrituristica. Cammino solo da mezz’ora, per cui tiro dritto sulla strada del fondovalle con all’orizzonte le bellissime sagome del Gabler (3263 m) e della Reichenspitze (3303 m) cinte dal Wildgerloskees.

Un allevatore percorre lentamente la sterrata con l’auto per tenere d’occhio la sua mandria di mucche. Alcune si sono spinte al di là del Wildgelosbach. Prontamente il contadino esce dal veicolo e con dei ripetuti versi gutturali attira l’attenzione delle vacche, aiutandosi anche con dei gesti per fronteggiare il fragore del torrente in piena. Non ho la pazienza per aspettare la risposta delle bovine, ma suppongo che pian pianino siano ritornate nella zona adibita al pascolo. Poco dopo incrocio un nutrito gruppo di adolescenti, guidati da un guardaparco; non sento altri rumori eccetto quelli dell’acqua, il fragore del fiume e il frastuono della cascata che precipita dall’anfiteatro che chiude la valle. Fino alla funivia per il trasporto del materiale alla capanna la salita è molto contenuta. Da qui via il sentiero si inerpica lambendo la cascata. I gradini e le funi di sicurezza permettono il proseguimento anche ai meno agili; dei cartelli invitano tuttavia a non sostare in questo tratto, soggetto al pericolo di caduta di sassi. Superato il punto più critico mi porto sulla morena del Wildgerlos Kees, sulla quale è stato installato un pannello didattico che illustra i movimenti del ghiacciaio, avanzata e soprattutto ritiro.

Verso mezzogiorno pervengo al rifugio, venti minuti prima del previsto:  Zittauer Hütte (2328 m) geschafft!
 


                                                Zittauer Hütte (2328 m) 

L’edificio, rivestito di scandole di legno, è ubicato in bella posizione, poco sopra il WildgerlosseeHannes mi accoglie molto amichevolmente e mi permette di scattare foto al refettorio, che, manco a dirlo, sembra quello di un albergo.

Barbara mi serve una buona Frittatensuppe e una freschissima birra alla spina, che consumo sulla panoramicissima terrazza, scambiando qualche chiacchiera con degli escursionisti della regione.

 

La prima escursione nel Parco Nazionale Alti Tauri mi ha pienamente soddisfatto e mi ha fatto riflettere sui vantaggi che l’istituzione di un parco possono offrire sia a livello di protezione della natura sia a livello di ricerca scientifica. Non meno importante è il valore aggiunto che il parco offre a tutti i contadini che beneficiano direttamente o indirettamente dei numerosi visitatori.

 

Tempo di salita: 2 h 40 min

Tempo totale: 6 h

Dislivello in salita: 911 m

Sviluppo complessivo: 13,2 km

Difficoltà: T3

Copertura della rete cellulare: buona 


Tourengänger: siso


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