Nella terra degli gnomi....


Published by patripoli , 5 May 2016, 06h14.

Region: World » United States
Date of the hike: 4 May 2016
Hiking grading: T1 - Valley hike
Height gain: 120 m 394 ft.
Height loss: 120 m 394 ft.
Route:Percorso di 7,5 km a/r

Siamo ancora nella terra dei "rossi", anche se un po' meno entusiasmanti dei precedenti.

La troppa bellezza dei giorni passati ci ha viziato i sensi....

Nonostante ciò, i posti visitati oggi si sono dimostrati ancora all'altezza delle aspettative, rivelando il solito fascino quasi primordiale, in netto contrasto con le abitudini edonistiche e sprecone degli abitanti di questi luoghi.

Partiamo di buon'ora, a malincuore, da Moab puntando la terra dei "Goblin", mitico popolo di nanerottoli dalla testa grossa.

Arrivati nella zona cerchiamo l'ingresso del solito parco; qui ogni posto che merita nota è sotto la protezione di un "Parco".

Se da una parte permette di proteggere enormi aree, dall'altra gli Americani si dimostrano spregiudicati nel farne un business, con le colate di asfalto e cemento che ne conseguono, anche se quest'aspetto ne facilita l'individuazione e la fruizione.

Poco prima dell'ingresso vediamo un animale in mezzo alla strada, che si rivela poi un pronghorn, antilocapra selvatica caratteristica dell'America del nord. A lato della strada altri 4 o 5 soggetti che formano la famigliola aspettano pazientemente il passaggio della nostra auto per attraversare.

Oltrepassato il solito gabbiotto dell'ingresso, che ci chiede questa volta un obolo, a dispetto della tessera dei Parchi in nostro possesso, percorriamo la breve strada che conduce a un punto panoramico sulla vallata sottostante, dove si trova la vera e propria "Goblin Valley".

Lo spettacolo dall'alto ha un suo fascino, dovuto alla presenza di queste migliaia di pilastrini, per la maggior parte sormontati da massi di roccia più dura, che danno l'illusione di trovarsi di fronte a un'assemblea di condominio degli gnomi.

Scendiamo quindi in questa grande depressione e percorriamo il labirinto formato dai nostri rocciosi compari. Le forme sono molteplici ed evocano, oltre a contorte figure umanoidi, animali di ogni foggia fino ad arrivare a sagome........imbarazzanti.....

Una volta usciti da questo curioso e affascinante "bestiario", il nostro interesse si rivolge a quello che era il nostro obiettivo escursionistico di oggi: il Little Wild Horse Canyon, non molto conosciuto, ma che si rivelerà colmo di fascino e di magia.

Arriviamo dunque al Parcheggio e ci accoglie un cartello con una mappa abbastanza dettagliata dei sentieri, seguito dall'avviso di non percorrere il canyon con rischio di cattivo tempo....poi capiremo il perchè....

Ci avviamo e, dopo qualche centinaio di metri, ci accoglie l'imbocco vero e proprio, che nelle prime parti è comunque percorribile tranquillamente, con un fondo quasi piatto e senza ostacoli particolari.

Ad un certo punto, e senza preavviso, le pareti si restringono a tal punto da permettere il passaggio di una sola persona e all'interno di questi budelli ogni tanto qualche masso o gradone obbligano a passaggi di un certo impegno, da noi affrontati con la tecnica alpinistica a "maialino"....cioè si fa come si può....

L'estrema limitatezza di questi passaggi e il buio che si crea in alcuni di essi, porta quasi a un senso di angoscia claustrofobica, ma per fortuna sono interrotti ogni tanto da qualche larga spaccatura che dà un po' di respiro alla mente.

Il tutto resta comunque pregno di grande attrattiva, a condizione che non piova!

Il canyon, dopo circa 3 km sfocia in una valle più ampia, in cui la relativa abbondanza d'acqua permette la crescita di alcuni stentati boschetti.

Ci accingiamo quindi a tornare, ripercorrendo lo stesso percorso seguito all'andata.

Il posto si è rivelato molto bello nella sua estrema selvaticità quasi repulsiva e ci ha fatto per la prima volta conoscere uno di quelli che gli Americani chiamano"slot canyon" per intendere un canyon angusto.

Questa sera per l'ennesima volta assaggiamo la dabbenaggine media degli Americani che, vittime dei loro vizi, preferiscono dormire, magari con il piumone, con il terrificante ronzio dei condizionatori nonostante le temperature serali siano miti e confortevoli.....


http://patriziainfuga.blogspot.com/


Hike partners: patripoli


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Comments (4)


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Menek says:
Sent 5 May 2016, 10h52
Ancora una volta ci fai vedere cose meravigliose...e ben descritte. Ma... i Serpenti a sonagli??? :)

Poncione says:
Sent 5 May 2016, 22h43
Spettacolare...
Ciao Patri.

andrea62 says:
Sent 6 May 2016, 09h35
Paesaggi da non credere ....
Comunque almeno una volta il famoso ciclista USA Greg Lemond cambiò albergo durante il Tour perché non riusciva a dormire senza l'aria condizionata.
Gira voce, dice qualcuno che ci ha lavorato, che in certi paesi del Golfo Persico la gente sia talmente ricca che quando va in vacanza lascia accesa l'aria condizionata tanto là è gratis ... e le vacanze durano anche 3 mesi.
Ciao e complimenti per il grande viaggio.
Andrea

veget says:
Sent 7 May 2016, 21h10
...dal tuo bellissimo racconto, si evince tutta l'emozione che provate.....trasmettendola a quanti di noi vi seguono.....con grande ammirazione .......
Augurandovi Buona continuazione in questa vostra grande avventura
Vi Salutano e abbracciano
Giancarla e Eugenio


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