Funtanasc - Valgrande


Publiziert von atal , 13. Dezember 2015 um 19:30.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum:12 Dezember 2015
Wandern Schwierigkeit: T5 - anspruchsvolles Alpinwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 7:00
Aufstieg: 1000 m
Abstieg: 1000 m

Funtanasc è, tra gli alpeggi abbandonati posti sui monti che cingono la Valgrande, uno dei meno conosciuti e uno dei più estremi. Estremo perché solo una miseria di cui si è persa la memoria poteva spingere a sfruttare anche versanti così ripidi come quelli che circondano questo luogo, il cui nome è riferito all'abbondanza di acqua, sua unica ricchezza.
Le carte topografiche non lo riportano. Ne parla solo "La Valgrande di ieri", di Andrea Primatesta dove si racconta che, in un tempo imprecisato, una donna e un bambino sono morti precipitando in uno dei canali laterali. Dopo questo episodio, l'alpeggio sarebbe stato distrutto per ordine delle autorità, per evitare che altri facessero la stessa fine.

Quello che segue è il resoconto di un breve e interessante percorso ad anello compiuto in compagnia di Ferruccio e di Roberto.

Avvertenze
La difficoltà T5 è riferita alla discesa nel canale del Funtanasc. Come nell'escursione precedente, consiglio di usare guanti da giardiniere per la presenza di abbondante vegetazione spinosa.
Per il percorso dell'andata, la difficoltà è valutabile al massimo come T3+.
 
Il sentiero per Funtanasc
Dall'Alpe Stavelli (1493 m; 2:20 da Colloro) si seguono le indicazioni per la Bocchetta dell'Usciolo (il sentiero nel corso di quest'anno è stato risistemato e allargato rispetto a come si presentava un anno fa). Pochi minuti dopo avere lasciato l'alpeggio, intorno ai 1540 m di quota, una traccia - inizialmente poco evidente - traversa a sinistra (Ovest), seguendo il tubo che porta l'acqua all'Alpe Stavelli.
Il sentiero sale compiendo un tornante a destra (non evidente) su una roccia prima di superare una dorsalina e riprende a traversare in direzione Ovest su pendii ripidissimi, regalando splendide vedute sulla valle del Rio Crot e oltre. Si incontrano alcuni tratti con vecchi gradini e delle rocce dove sono stati infissi dei pioli come poggiapiedi, allo scopo di agevolare la manutenzione dell'impianto idrico.
Dopo un caratteristico larice isolato intorno a 1580 m di quota, il sentiero traversa ancora in piano fino alla presa dell'acqua, affacciandosi su quello che resta dell'Alpe Funtanasc (sempre che l'occhio riesca a distinguere le macerie dalle rocce che le circondano).
A questo punto ci si cala senza sentiero nel ripido pascolo di un tempo poggiando a destra fino ai tre ruderi azzerati di Funtanasc (1522 m; circa 50' da Stavelli, 3:15 dal Colloro),  situati nell'unico punto pianeggiante di una dorsale che divide due ripidi canali.
 
In questa tiepida giornata, complice anche il mormorio del torrente, su queste macerie lontane dal mondo, solo sovrumani silenzi e profondissima quiete di leopardiana memoria...
 
Oltre alla valle illuminata dal sole, si staglia la buia barriera del Monte Massone che, citando ancora il Poeta, da tante parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
 
La discesa del canale del Funtanasc
Al ritorno, anziché ripetere il sentiero fatto all'andata, siamo scesi nel canale del Funtanasc. Il percorso, totalmente privo di traccia, era stato studiato in occasione di una precedente visita in cui avevamo tentato la risalita della destra idrografica del vallone, tentativo che si era interrotto arrivando su un precipizio affacciato sulla confluenza dei canali.
Durante la precedente visita si era intravista la possibilità di risalire il canale sulla sponda opposta, sfruttando una cengia, possibilità in seguito verificata da Ferruccio in un giorno in cui il resto del gruppo era al lavoro.
 
Abbiamo traversato a sinistra dei ruderi (Est) in modo da guadare il torrente che scende al di sotto della presa dell'acqua. Traversando ancora verso sinistra abbiamo trovato dei resti di un muro di sostegno in un canalino laterale, segno che forse, dal sentiero che arriva da Stavelli, ci si portava alla quota del Funtanasc scendendo in questo canalino. Traversando ancora, si supera una dorsale con un passaggio su una roccia inclinata con pochi appigli o, in alternativa, passando sotto l'ostacolo. Ci si porta così in cima ad un ripido prato, che si discende poggiando a sinistra. Si supera un canalino dal fondo roccioso al di sopra di un salto e si continua a traversare perdendo progressivamente quota, fino ad un caratteristico passaggio sotto una roccia aggettante. Dopo aver attraversato un boschetto, ci si affaccia su un pendio ripido misto di erba e rocce, dove si scende alla base della parete su una sorta di cengia (passaggio chiave). Abbiamo quindi continuato a traversare alla base delle rocce con qualche saliscendi fino ad affacciarci su un canale laterale dove, in corrispondenza ad una parete striata, siamo scesi nel bosco. Attraversato il canale, abbiamo puntato ad un grande faggio con le radici abbarbicate alla roccia, già noto dal precedente tentativo. Ancora pochi passi in piano alla base di una piccola giavina e si raggiunge il sentiero che sale all'Alpe Stavelli a 1375 m (1:10 da Funtanasc), nei pressi di un altro grande faggio. Da qui in breve si scende al sentiero per la Colma di Premosello.

NB: In alternativa, giunti nel canale prima del faggio di riferimento, si può chiudere il giro in modo più diretto, scendendo fino al greto del torrente che scende da Funtanasc. Il canale può essere percorso in discesa senza particolari difficoltà fino alla zona dell'Alpe La Balma ma è scomodo per via dei rovi e delle piante cadute.

Tourengänger: atal

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