Val Bavona | Cròsa (2260 m) [II]


Publiziert von gmonty , 12. Oktober 2015 um 12:12.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Locarnese
Tour Datum:11 Oktober 2015
Wandern Schwierigkeit: T4 - Alpinwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo Biela   Gruppo Pizzo Solögna 
Zeitbedarf: 9:30
Aufstieg: 1930 m
Strecke:23.7 km

Visita ai restanti quattro corti dell'Alpe della Cròsa (Runsgia, Mött, Splüi, Calnesc) percorrendo anche qualche sentiero non-tradizionale.

L'escursione, tralasciando il percorso della valle Calnegia, inizia alla quota 1500 circa sul sentiero tradizionale per Gradisc, quando si intravede sulla destra la cascina di Runsgia, distante un centinaio di metri. Si abbandona il sentiero (non ci sono bivi del sentiero nè indicazioni) e si procede su terreno un po' scomodo (tracce) fino al corte di Runsgia  (1508 m; 820 m e 2h00' da Foroglio), costituito da due cascine addossate, una a valle e una a monte, allo stesso masso.

Il primo sentiero non-tradizionale che intendo percorrere è la salita da Runsgia a Gradisc per la "variante di destra", andando anche a curiosare il guado che permetterebbe il passaggio ai ruderi di Monte e che si trova lungo il percorso stesso. Dalla cascina si procede quindi in traversata orizzontale verso est su traccia ancora visibile per un centinaio di metri fino ad arrivare sul bordo del Rio della Cròsa. Si risale il costone che costituisce la sponda destra orografica per qualche decina di metri, principalmente su placche rocciose, fin sotto una bastionata rocciosa. Il guado per i ruderi di Monte è qui (1560 m circa) ma il guado non è fattibile, troppa acqua (e infatti nei tempi andati veniva messo un pontino). Si contorna quindi a sinistra la bastionata citata fino ad arrivare sulla cima di una pietraia, che indica l'inizio del canale erboso ascendente verso nord-est che bisogna risalire; il canale è all'inizio un poco ripido ma nella seconda metà diventa maledettamente ripido: aggrapparsi ai ciuffi d'erba o alle roccette del bordo destro, per proseguire, piu' che utile è necessario (I). L'uscita dal canale (che è circa 60 metri di dislivello) puo' essere fatta verso sinistra su un canale erboso (ancora piu' ripido) o verso destra su roccette. Si esce quindi di nuovo sul costone roccioso; qui (1660 m circa) il guado sembra possibile e persino migliore di quello sottostante (lo cita anche il Brenna). Si risale ancora il costone per qualche metro e si ritrova nell'erba una traccia (c'è un singolare segnavia costruito con un ramo orizzontale) che piega verso nord-ovest e successivamente fa una decisa traversata orizzontale verso ovest per immettersi a quota 1720 circa nel sentiero tradizionale.

Invece di proseguire in salita scendo a Gradisc (1700 m; 1025m e 2h40' da Foroglio) per percorrere il secondo sentiero non-tradizionale dell'escursione, ovvero il dismesso sentiero per Mött, che è tuttavia ancora rappresentato sulla CNS.
Il sentiero inizia in corrispondenza dello splugo posto all'inizio del corte e risale il pendio sottostante le pareti del Madone di Formazzöö. Si intravede subito su un masso un segnavia bianco-rosso sbiadito e una discreta traccia. Man mano che si sale i segnavia si diradano e la traccia diventa molto flebile. A quota 1880 m ca. si abbandona il pendio (deviazione non evidente) e si compie una traversata verso nord-est; la traccia ritorna in maniera saltuaria e i segnavia ricompaio con discreta regolarità, in ogni caso il percorso è abbastanza logico, soprattutto quando si intravede in lontananza la croce di legno del corte Mött. L'ultimo risalto prima del corte si supera con un sentiero che risale a zig-zag una pietraia dove si ritovano diverse scalette in sasso. Si giunge cosi a Mött (2100 m; 425 m e 1h15' da Gradisc).

Da qui utilizzando i sentieri segnalati si procede verso nord scollinando il motto 2170 m e scendendo all'imbocco del Lago Grande della Cròsa. Su terreno libero si risale con direzione ascendente verso sinistra fino a raggiungere una pietraia dove è posto il bello splugo murato che costituisce la cascina del corte Splüi dell'Alpe della Crosa (2200 m; 40' da Mött ).

Dallo splugo si compie una traversata di poche decine di metri fino al sentiero segnalato della Bocchetta della Cròsa, che si percorre con un largo giro fino a ritrovarsi proprio sulla verticale della valletta di Calnesc; si scende, dritti per dritti, su rocce fino al piano della valletta (laghetto a quota 2140 m) che si percorre per tutto il suo sviluppo, su prati e tra lanche, in direzione dell'imbocco del Lago Piccolo, dove sono posti i ruderi di una cascina e di una gronda. E' questo il corte Calnesc (2140 m; 50' da Splüi).

Per tornare a Mött decido di completare il giro del Lago Piccolo in direzione di Piènsgia. Non esiste piu' sentiero, ma il terreno, soprattutto sui traversi è relativamente agevole; inizio il percorso costeggiando il lago presso la riva (a quota 2100 circa); quando intravedo quella che mi sembra una comoda rampa la risalgo su sfasciumi per un centinaio di metri fino alla quota di 2200 m circa. Da qui compio una decisa traversata perdendo quota solo in direzione del termine del lago. Per raggiungere il punto di emissione del Lago Piccolo percorro il sentierino che supera sul lato nord il motto 2181 m e da qui mi ricongiungo al sentiero tradizionale in corrispondenza dell'enorme ometto di sassi sempre sul sentiero che taglia la parete nord del costone; una magnifica cengia, a picco sull'acqua blu del lago, che a vederla da lontano non ci si immagina nemmeno possa passarci un sentiero.

Il ritorno, dall'ometto di sassi di quota 2170 a Foroglio avviene, questa volta si, sul sentiero tradizionale.


Tourengänger: gmonty


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